giorgione

Ho avuto il piacere di intervistare Giorgio Barchiesi, cuoco, gastronomo, scrittore, conduttore e ristoratore italiano, noto al gran pubblico come “Giorgione”. Nato e vissuto a Roma da una famiglia borghese, all’età di 19 anni decide di lasciare la capitale per diventare veterinario. Il suo amore per la campagna lo porta ad aprire un’azienda agricola e vinicola a Montefalco, dove produce olio in grande quantità. Nel 2006 apre il suo ristorante “Alla Via di mezzo e sei anni dopo, nel 2012, inizia a condurre una serie televisiva su Gambero Rosso Channel, dal titolo Giorgione – Orto e Cucina.

Grande e grosso come un orsacchiotto, ma con un cuore tenerissimo! Giorgione si racconta in questa intervista, svelandoci come tutto ha avuto inizio.

Appena inizio l’intervista do a Giorgio del Lei, ma lui mi ferma subito dicendomi: “Dammi del Tu e chiamami Giorgione”.

Com’è nata la tua passione per la cucina?

Io nasco da una famiglia borghese, per noi la cucina è sempre stata molto importante. La nostra era una tavola conviviale, all’epoca non c’erano televisori, pensavamo solo a “magnà” e a raccontarci. Oggi noi abbiamo paura del cibo, a forza di togliere, togliere, togliere, stiamo male. Il segreto per stare bene? “Mangia Tutto!”.

Come ha fatto questa tua passione a farti approdare in televisione?

Mi sono venuti a cercare loro al mio ristorante “Alla Via Di Mezzo”. Io amavo preparare pranzi anche per 300 persone restando tutta la notte a cucinare in campagna. Un giorno feci 2 quintali di sugo, la difficoltà stava proprio nel cuocerlo. Allora, lo misi in un pentolone che uso per le conserve, salì su una scala e iniziai a girarlo con un pezzo di legno. Venne un sugo delizioso!

Quando hai capito che cucinare poteva diventare un lavoro?

Circa 11 anni fa entrai in un borghetto medievale, d’altronde bellissimo, e subito mi si accese una lampadina. Io non avrei avevo mai fatto questo mestiere, cucinavo perché mi divertivo, ma non avrei mai pensato alla quotidianità di una proposta culinaria.

La mia non è una cucina tradizionale, io cucino le cose di tutti i giorni, prestando molta attenzione alle materie prime.  Non sono legato ad un menù, non cucino le stesse cose a pranzo e a cena, altrimenti mi annoierei. Io ai fornelli voglio divertirmi!

Cosa rappresenta per te il tuo orto?

Io vivo in campagna, dove senti la pecora che fa Bee, la papera qua, qua, e il gallo che canta.  Non avere un orto, è molto riduttivo, è come guidare un trattore senza ruote.

Oltre ai prodotti di terra, ami anche quelli di mare, infatti, nel 2014 hai condotto “Giorgione – Porto e Cucina”, com’è stata quest’esperienza?

Mio nonno aveva due pescherecci e ogni martedì e venerdì portava pesce fresco a me e al resto della mia famiglia. Quando sono cresciuto sono andato a vivere per un periodo a Trani, in provincia di Bari, lì c’era tutta la cultura del pesce crudo, cosa che io non avevo mai affrontato. Sono cresciuto in un clima in cui il pesce era buonissimo e cucinato molto bene. Quindi, condurre Giorgione – Porto e Cucina è stato come rivivere la mia infanzia.

C’è un piatto che ti ricorda una persona a te molto cara?

Si, la mia tata, la persona che mi ha dato un grande insegnamento non solo a livello culinario, ma di vita. All’età di 16 anni lei aprì una pensione, io andavo spesso a trovarla per cucinare insieme. Mi diceva: “Caro Giorgiolino, prendi: burro, cipolla, pepe, aglio, peperoncino, olio e anche un’acciughina,” e poi da lì iniziavamo a cucinare. La cosa che mi ha insegnato a fare molto bene è il gulasch. I miei, modestia a parte, sono strepitosi!

Un altro mio cavallo di battaglia sono gli gnocchi al sagrantino, fatti con vini prodotto nel mio vinicolo. “E’ un piatto molto Yeah”

Cosa provi quando cucini?

Cucinare mi diverte, mi riempie la vita, provo soddisfazione e appagamento, quando chi dopo aver mangiato un mio piatto dice che è anche buono. Questa è l’emozione più grande.

Dopo la preparazione di un piatto esegui un test di qualità, in cosa consiste?

Io cerco di trasmettere l’emozione che provo quando cucino, assaggiando un piatto che ho preparato con passione e amore. Realizzo cose semplici che si possono riprodurre facilmente anche a casa quindi, se vi viene una gran fame a vedermi mangiare, mettetevi ai fornelli e cucinate.

Hai dei progetti per il futuro?

Tutto ciò che è successo nella mia vita non l’ho mai progettato, mai avrei immaginato di fare quel che sto facendo adesso. I miei mi dicevano sempre “Giorgio vai incontro alle cose senza paura, non avere mai la diffidenza per qualcosa di diverso”.

Come ci racconta il nostro Giorgione, la vita è una continua scoperta, affrontiamola senza paura, poi il resto viene da sé. Tutti abbiamo dei talenti e tutti siamo speciali in questo mondo, – Come facciamo a scoprirlo? Ascoltandoci –  Concludo con una frase che dice spesso Giorgione: “Il cibo è cibo e deve essere buono”.

Ilaria Bernardo

Laureata in Scienze della Comunicazione alla triennale e in Comunicazione Pubblica e d’Impresa presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Attualmente lavoro come SEO Copywriter in un’agenzia...

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