Si stima che il mercato della realtà virtuale si aggiri oggi intorno ai 2,7 miliardi di dollari, entro il 2020 i guadagni globali dovrebbero raggiungere i 24,3 miliardi. E molti stanno già sperimentando, addirittura c’è chi la utilizza come focus group. Pensiamo alla Guinness. Attraverso l’installazione di alcuni virtual headset nei principali supermercati inglesi della catena Tesco: la voce di Peter Simpson, mastro birraio della Guinness Open Gate di Dublino, guida i partecipanti in un percorso di degustazione. L’audio e l’aspetto visivo hanno come scopo quello di ricordare i diversi componenti di ciascuna birra

E rispetto al cibo? I ricercatori hanno dimostrato come la VR sia in grado di cambiare la reazione del consumatore. Qual è quindi il futuro di questa tecnologia nella food industry?

La differenza tra la realtà virtuale e la realtà aumentata è che quest’ultima permette di integrare il mondo reale con elementi digitali, quali animazioni e testi, tramite gli schermi degli smartphone o dispositivi come i Google Lens o gli Holens della Microsoft; invece la Virtual Reality si serve dei visori per immergere lo user in un ambiente totalmente digitale, perdendo la percezione del mondo circostante.

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VRFood per primo sta provando ad entrare ne l mondo del food con la sua app che rende Il menù del ristorante virtuale, infatti basterà inquadrare con lo smartphone il codice del piatto sul menù e l’esperienza sensoriale avrà inizio.

Il cliente del ristorante utilizzerà il menù in maniera del tutto rinnovata, non più “leggendo” il piatto prescelto, ma donando a questo una propria fisionomia tridimensionale virtuale, Inoltre potrà di fatto “toccare con mano”, attraverso un’esplorazione più profonda ed interattiva (“esplorazione 3D”: altezza, larghezza e profondità) la pietanza prescelta.

Vrfood non si è fermato all’utilizzo all’interno del ristorante ed ha pensato ad una versione rivolta al delivery.

Con Vrfood delivery è infatti possibile ordinare online i propri piatti preferiti e farseli recapitare direttamente a casa.

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro,...

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