Simone Silvani è un fiero e orgoglioso Romagnolo che dopo 13 anni da Architetto decide di lasciare tutto e di dare vita con la sua socia Silvia ad una nuova avventura. Aspasso, un food truck  che permette il contatto diretto con le persone che assaggiano i suoi piatti. 

“Non perdiamo mai di vista la nostra identità, anzi rafforziamola. E’ questa che ci rende unici e autentici.”

L’ho intervistato per Foodmakers:

Qual è la storia di Aspasso?

Il furgoncino vendeva bibite attorno al Colosseo, a Roma, circa vent’anni fa. Quando è arrivato in Romagna, è stato trasformato in una cucina viaggiante da un giovane cuoco dal quale poi l’abbiamo comprato. Al primo sguardo, io e la mia socia Silvia, siamo stati letterelmente rapiti. Ci ha convinto subito! La forma squadrata e tozza lo rende simpatico ed unico. Una volta comprato, abbiamo lavorato attentamente sul nome e sulla grafica ed eccolo qua: pronto a portare in giro i buoni sapori di Romagna.

Quali sono le caratteristiche principali e quale il business model?

L’obiettivo del progetto si rivela anche nel nome: ASPASSO, Buona Romagna. Vogliamo portare su strada le eccellenze del nostro territorio. L’idea che più ci ha stimolato è stata rendere il buon cibo alla portata di tutti. I piatti gourmet possono essere accessibili, basta una cucina con le ruote e un cuoco che coniughi passione, tecnica, saperi e sapori. Con il foodtruck posso preparare i passatelli espressi e servire le persone direttamente, interagendo con loro, spiegando il piatto, vedendo la loro espressione quando mangiano. Tutto questo non è sempre possibile dalle cucine di un ristorante. Inoltre, voglio sottolineare quanto sia importante per me unire la tradizione, il presente e, perché no, “prevedere il futuro”. Oggi i gusti sono differenti dal passato e i palati sempre più curiosi; bisogna celebrare e valorizzare le ricette che parlano dei nostri ricordi, della nostra famiglia, delle nostre emozioni passate.

Cosa ti ha spinto a cambiare vita?

Ho praticato la professione di architetto per quasi 13 anni. Ero stanco di andare al lavoro ingrigito dalle tante pratiche burocratiche, c’era sempre meno spazio per la creatività. Nella cucina, invece, scelgo sapori, colori, ingredienti di stagione, creo piatti che daranno gusto e gioia ad altre persone. Ecco il motore della mia scelta. Quando siamo sereni e pieni di passione, emaniamo energia positiva che si moltiplica intorno a noi. E’ stato un atto di coraggio ed anche un po’ di incoscienza, ma se non lo avessi fatto ora, alla soglia dei quaranta, chissà se l’avrei fatto mai…

Quanto vale il mercato dello street food ?

Non ho risposta precisa a questa domanda. Sicuramente non siamo di fronte ad un fenomeno di passaggio, come si potrebbe essere portati a pensare, il cibo di strada è sempre esistito nella quotidianità degli italiani anche se in forme differenti e spesso con  qualità decisamente inferiore.

Credo molto nelle potenzialità del mercato dello street food (in costante crescita con percentuali a due cifre – fonte Coldiretti), sempre più vocato alla qualità, all’identità e all’eccellenza. Queste tre semplici parole racchiudono un patrimonio; sono il faro del nostro lavoro e, credo, il segreto del successo.  Le persone oggi sono educate alla buona cucina e pretendono un alto livello di offerta. Mi auguro che si vada tutti verso un miglioramento costante che porterà a una selezione virtuosa delle proposte.

Progetti di espansione?

Siamo partiti da poco, mi auguro che macineremo ancora tanti e tanti km con ASPASSO, anche se progetti e visioni sullo sviluppo futuro di certo non mancano. Stanno nascendo collaborazioni con altri food truck per creare eventi ad hoc sul territorio e per offrire servizi diversi, rivolti non solo ai privati ma anche alle aziende per pause pranzo alternative o in sostituzione dei classici catering.

Raccontaci qual è la tua specialità che va più forte?

Cucino molte proposte, il menù è ricco e diversificato in relazione all’evento, ma è il passatello asciutto il piatto identificativo di ASPASSO. In versione cacio di fossa di Sogliano D.O.P. e pepi (un mix di tre pepi da me ideato)  ha stupito pure noi! Nonostante il formaggio di fossa abbia un sapore deciso, è molto apprezzato da grandi e piccoli. È gustoso e sfizioso… Insomma, continua a darci grandi soddisfazioni! Anche il passatello affumicato con ragù bianco di Mora Romagnola e quello con crema di squacquerone, prosciutto crudo e rucola piacciono assai.

Abbiamo creduto fin da subito al passatello, un piatto identificativo della nostra Romagna, che non nasce come street food ma che invece è estremamente “eclettico” e può essere accostato alle tantissime eccellenze presenti sul nostro territorio spaziando dalle verdure, alle carni, al pesce e ai formaggi. Se poi pensiamo alle contaminazioni nazionali e internazionali, le combinazioni sono infinite e gustosissime!!

 

 

SIMONE SILVANI

La mia storia parte da San Piero in Bagno tra i profumi della cucina tradizionale toscana e contaminazioni romagnole.

L’amore per la cucina mi accompagna anche durante gli studi ferraresi alla Facoltà di Architettura e nei successivi dodici anni di professione. Ora parto da Longiano, circondato da dolci colline e distese di alberi da frutto.

A quarant’anni, la svolta: da architetto a cuoco. Decido di frequentare il corso professionale di alta cucina della Food Genius Academy e dopo una straordinaria esperienza formativa a fianco dello chef Gorini Gianluca intraprendo la mia nuova avventura – ASPASSO FOOD TRUCK.