Come è nata la passione per la pasticceria?

Per passione e per un caso fortuito. Frequentavo la scuola alberghiera quando ho trovato una rivista di pasticceria con campionati del mondo a Stoccarda. La scintilla è scattata. Vedevo la figura del pasticcere e mi affascinava. Erano belli, puliti. Amo le divise,soprattutto il rigore della divisa simbolo di alta professionalità. Inoltre da vero sportivo, ho sempre amato il sano agonismo. Così mi sono iscritto al campionato mondiale. Ero fermamente convinto infatti che attraverso questi concorsi il semplice pasticcere poteva diventare un lavoro valutato come ora, un lavoro molto professionale. Io lo avevo capito 22 anni fa. 

Nel 2004 sei entrato a far parte della prestigiosa Ampi-Accademia Maestri Pasticceri Italiani,(sei stato il membro più giovane) che effetto ti ha fatto?

Ho provato grande piacere. Il pasticcere più piccolo aveva 5 anni più di me…io ne avevo solo 26.

Nel 2007 hai partecipato anche ad “Ururun”, Reality Show Giapponese di grande successo. Quali sono le principali differenze tra la pasticceria Occidentale e quella Orientale?

Sono diverse. Il Giappone si sta orientando sempre di più a uno stile molto francese – gli zuccheri sono molto meno usati perchè non è un sapore che amano, basti pensare che il the lo bevono al naturale e i dolci li fanno con i legumi.

Parlando di televisione non possiamo dimenticare Il Più Grande Pasticcere, che esperienza è stata e come sono stati  i rapporti con i concorrenti?

Esperienza positiva e affascinante. I rapporti con i concorrenti erano VERI  e sinceri perché chi vinceva aveva un titolo importante davanti a milioni di spettatori. Nulla è regalato, come nella vita; se un dolce era cattivo, lo dicevo. Nella sincerità molti sono stati riconoscenti e sono cresciuti e molti mi cercano ancora per consigli.

Sei l’ideatore di “The Pastry Queen”, primo campionato mondiale di pasticceria femminile. Cosa ha un pasticcere donna che un uomo non ha, e viceversa?

Non c’è differenza tra uomo e donna. Ma tra le persone. C’è chi è più attento , chi ha più passione, chi più è dotato naturalmente e chi fa il minimo indispensabile. Non c’è differenza tra donna e uomo ma tra individuo e individuo…e soprattutto se uno sa o meno dove vuole arrivare.

La congiunzione tra la moda e l’arte dei dolci, che è un tratto distintivo delle sue creazioni, da dove viene? Inoltre ci puoi raccontare la collezione Jewels ?

La pasticceria è molto simile alla moda. Abbiamo la stagionalità, prodotti colorati che emozionano e sono per tutti. La pasticceria è una branchia della moda. La Collezione Jewels è ciò che scaturisce dall’animo dell’artista e la mia volontà è quella di collegare sempre più il fashion al dolce di lusso. Sono stato il primo al mondo ad aver creato collezioni di abiti e gioielli di zucchero che hanno visto le passerelle in giappone, negli usa e negli emirati arabi.

Sei famoso anche e soprattutto per i MacaRAL. Che cosa li differenzia rispetto ai diversi macarons in commercio?

La differenza è da trovarsi nell’utilizzo di sola frutta secca italiana, nel fatto che le meringhe di mandorla hanno il 15 per cento in meno di zucchero e che la vera bontà è nella cura del ripieno realizzato con le migliori materie prime al mondo ricercate personalmente. La farcitura corrisponde a più del 50% del peso di un MacaRAL. La crema interna contraddistingue il gusto. Al contrario di altri che sono poco farciti e poco esaltanti al palato.

MacaRAL

Quali sono i principali insegnamenti che Iginio Massari , Maestro dei Maestri Pasticceri Italiani, ti ha regalato?

Quello che ho imparato da Iginio è non sentirsi mai arrivati e non accettare mai compromessi. E che la passione non potrà mai essere un sacrificio anche se richiede tantissimi sforzi, perché un lavoro artigianale “con le mani” richiede procedure lunghe.

Hai scritto diversi libri, a quale sei più affezionato e perchè?

Ogni libro ha una sua storia ed è fatto in momenti particolari di vita. E su argomenti diversi miei libri dimostrano il mio essere poliedrico che è rappresentato nei negozi tramite assortimenti che altri non hanno. Ne è prova l’estensione dei prodotti a una linea salata di primi e piadine, ma non solo, che è presente nei principali concept stores.

Chococolor

Con la Rinaldini Pastry Spa stai aprendo nuovi Concept Store Rinaldini in tutt’Italia ed a breve anche all’estero, un impegno notevole, ci racconti qualcosa di più?

Obiettivo della Rinaldini Pastry è esportare l’eccellenza italiana artigianale e sottolineo artigianale nel mondo. Apriremo diversi store in Italia, il primo a Milano in Via Santa Margherita 16 è stato inaugurato ad Aprile, in Europa e nel mondo in 3 anni. A fianco di queste aperture dirette, abbiamo sviluppato un progetto di franchising chiavi in mano. Prossima apertura a Roma in Terrazza Termini a fine giugno. Siamo molto orgogliosi di questo progetto e speriamo che ci seguiate sempre anche sui nostri social. 

Potresti accennare qualcosa sui nuovi progetti che ha in cantiere?

Ultima cosa, ma non meno importante, per realizzare tutto questo, stiamo ultimando i lavori per un laboratorio “Casa Rinaldini” di 4000 metri quadri nella nostra città di appartenenza, Rimini, sulla strada che porta a San Marino. Da questo cuore pulsante avrà origine la produzione Rinaldini.