Palazzo Petrucci riparte dopo la crisi con una serie di eventi diversificando la sua offerta basata sul suo lounge bar il Malandrino.

“Il palazzo Donn’Anna si erge sul mare, non appare diroccato, seppur non finito, non cadrà mai, perché la brezza marina solidifica ed imbruna le muraglie…”

a leggere la descrizione ritagliata da Matilde Serao, l’impressione che traspare è quella di una sorta di sospensione primigenia, di fronte alla straordinaria bellezza di tale scorcio di Napoli, lungo il tratto iniziale della costa di Posillipo.

A fare da contraltare eno-gastronomico a tale luogo, è il ristorante Palazzo Petrucci di Edoardo Trotta, caratterizzato da modernità stilistica ed ardimento imprenditoriale, guidato dal binomio chef executive Lino Scarallo e sommelier Sergio Martinelli: ultima novità è la propaggine “Malandrino”, elegante e panoramica lounge bar che domina tale leggendaria insenatura, proprio di fronte al profilo, ieratico ed immutabile, del menzionato Palazzo Donn’Anna.  

Le novità sono molteplici, innanzitutto è doveroso premettere come di rado si riscontri, in un ristorante di tale prestigio e notorietà, insignito della stella Michelin da anni, una pari flessibilità di fruizione per la clientela, lontano da convenzioni gourmet e costringimenti “fine-dining”: la storia di Palazzo Petrucci è ormai nota, trasferitasi la gestione da uno storico palazzo patrizio di Piazza San Domenico Maggiore, dopo nove anni di attività nel centro storico, alla spiaggia di Donn’Anna, confermando in tale rinnovata location il prestigioso traguardo della Stella, dal primo anno di ottenimento, l’ormai lontano 2008. 

Incontrando il titolare Edoardo Trotta, passato da libero professionista-commercialista, ora “self-made man” alla guida di tale prestigiosa attività, traspare una palese soddisfazione per la sua ultima “creatura”, frammista ad un perenne dinamismo: di sicuro pesa la necessità di sovraintendere alla gestione di una realtà così complessa, con oltre trenta dipendenti, distribuiti su tre piani, fra cantina, ristorante originario – cinquanta i coperti -, appunto sala “Malandrino”, cantina e terrazza esterna “roof-top”.

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Sono psicologicamente lontani i giorni del “lockdown” dettati dall’emergenza sanitaria – seppur temporalmente appartenenti ad un passato recente –  ma l’afflato che muove l’operato di Trotta è quello degli imprenditori lungimiranti e cosmopoliti: nel periodo di chiusura forzata il fermento e la creatività hanno imperato, ristrutturazione della sala al piano zero prospiciente la spiaggia, ampliamento della cantina – oltre millecinquecento le referenze curate dal sommelier Martinelli fra la cantina originaria del centro storico e le due attuali – definizione di alcuni nuovi piatti stagionali con lo chef Scarallo,  per chiudere il cerchio con il concept evoluto dell’ultimo arrivato, informale e panoramica lounge-room ubicato all’ultimo piano della struttura.

I “signature dishes” dello Chef Scarallo in forma ridotta di “tapas” divisi tematicamente per mare, terra e vegetariano (e possibilità di degustazione completa), la pizza dell’enfant prodige Davide Ruotolo – alla guida anche della omonima pizzeria del centro storico, rimasta in Piazza San Domenico Maggiore, imperdibile la “Nerano” e quella con le “alici in tortiera”, lievitazione e digeribilità estrema come verificato dalla degustazione – ampia selezione di cocktail bollicine e distillati, possibilità di ordinazione dalla carta dei vini della cantina del ristorante: stupende le innovative cucine “kitchen-aid” dell’enorme postazione-banco, svolgendosi periodicamente corsi di cucina con lo chef e la sua crew, coerente la messa al bando del tovagliato, di grande raffinatezza la posateria e l’arredamento, ispirato ad uno stile minimal chic, con un mood marino di sottotesto, comprovato ad esempio dalla scelta dei suppellettili.

Dinanzi ad un bicchiere di Malvasia istriana Pivol “Zaro” del catalogo di eccellenza “Meteri”, macerazione prolungata e nessuna filtrazione, seguito dal Negramaro in purezza “Niuri Maru” dell’azienda “L’Archetipo” da agricoltura sinergica, con i riverberi delle luci di un crepuscolare tramonto di inizio estate a fare da cornice, si stratificano, nel corso della conversazione, ambizioni, aspettative ed auspici: straordinario sarebbe avere una porzione di spiaggia in concessione alla struttura, forse apparirebbe iconoclasta un porgetto del genere che possa soppiantare il fascino demodé degli storici stabilimenti balneari del lugo, ma a volte bisogna credere nei propri sogni, ed Edoardo Trotta di coraggio ne ha da vendere….