E’ sempre bello presentare un nuovo libro, ma se l’autrice è una tua amica, il piacere si raddoppia, è questo il caso del libro di Francesca PaceCucina leggero con la friggitrice ad aria. Ne ho approfittato per fare due chiacchiere con Lei:

Raccontami un pò la tua storia, come ti sei avvicinata al mondo dell’enogastronomia?

I miei avevano un forno artigianale, risalente al 1926, dove io sono praticamente nata e cresciuta fino a qualche anno fa, quindi si potrebbe dire che il contatto con farina, zucchero, uova l’ho sempre avuto. Mi piaceva andare ad aiutarli sin da bambina, osservavo come lavoravano i pasticceri e i panettieri, mi piaceva molto vedere come si formavano gli impasti o come si realizzavano le creme. Il profumo di brioche calde o del pane appena sfornato per me è il profumo più bello del mondo che mi porto ancora dietro. 

Sei una professionista da molti anni attiva in Campania e non solo, qual è lo stato dell’arte del settore in questo momento?

Lavoro in effetti nel mondo del web dal 2011, avevo mia figlia piccola di qualche mese, e frequentavo il forum di cucina di Cookaround. Così un giorno risposi a un annuncio di lavoro che mi permetteva di restare a casa ma di lavorare. Sono laureata in Scienze e Tecnologie alimentari ma tornare a un lavoro fisico che mi avrebbe fatto stare lontana dai bambini (il grande aveva 4 anni) non mi andava. E quello fu il passo più di svolta della mia vita. Ho conosciuto lì Luca Pappagallo, il fondatore del sito dal quale non mi sono mai più separata. Assieme abbiamo visto l’evoluzione del web, i primi blog, i social. Oggi mi sento un po’ boomer in effetti. Sono rimasta molto legata ad Instagram per esempio perché è nato con un focus preciso sulle foto (cosa che amo fare) e guardo con diffidenza Tik Tok. Questo ovviamente mi taglia un po’ fuori ma io preferisco restare coerente con me stessa seguendo le mie attitudini. 

E’ uscito da poco il tuo libro Cucina leggero con la friggitrice ad aria, quando hai deciso di dedicarti a questo settore e perché?

La friggitrice è un elettrodomestico che “vive” nella mia cucina da circa 6 anni. Da prima che diventasse così famosa. La utilizzo da sempre e decisamente molto spesso. Mi aiuta molto a velocizzare le preparazioni e poi ora che i miei figli sono grandi e possono cucinare da sé trovo che sia di pratico utilizzo perchè anche loro possono usarla in totale autonomia. Quando la Vallardi quindi mi ha proposto un libro a riguardo ho sentito che potevo affrontare questo lavoro in totale serenità proprio perché fa parte del mio fare quotidiano. 

Poi come dicevo, essendo laureata in Scienze e Tecnologie alimentari, con una propensione verso il settore della nutrizione, ho una predisposizione intrinseca per la cucina salutare, che con la friggitrice è possibile fare in quanto si usa molto meno olio. Ovviamente non mi privo di nulla, sono un’ottima forchetta, ma cerco di portare a tavola ricette gustose e salutari per quanto possibile, seguendo molto idee di zero spreco e stando attenta alla stagionalità delle materie prime. 

Hai cucinato davvero tutte le ricette? Secondo te quali piatti si adattano meglio a questo tipo di cottura?

Certo! Quando la Vallardi mi ha chiesto di realizzare il libro, come unico paletto, ho imposto che tutte le ricette fossero fotografate da me. Volevo che si capisse che dietro ciascuna di esse c’ero proprio io e non volevo fare solo una raccolta scritta. Tutte le ricette poi sono state valutate dai miei amici. Le ho realizzate quest’estate e stando in campeggio passavano al vaglio della giuria popolare. Se i miei vicini dicevano che erano buone, le andavo a fotografare e poi a  scrivere, altrimenti si ripetevano! Io amo le verdure, mangio poca carne, quindi direi che proprio verdure e ortaggi danno il meglio di sé, anche se nel libro troverete tutto, antipasti, primi, secondi, contorni e persino dolci!

Sei di Napoli regno della frittura e dello street food come vivi questa doppia vita…:)?

La vivo benissimo! Quando c’è da mangiare una buona graffa o un cuoppo di fritti non mi tiro assolutamente indietro. E ti dirò, la frittata di maccheroni (quella classica eh, è un mio cavallo di battaglia).  Sono molto golosa, ma mi rendo conto che mangiare frittura tutti i giorni non è possibile. Si può fare quello e quello. 

Convincimi a rinunciare ad una pizza fritta…3,2,1 via…

No macchè! Anzi organizziamo assieme, per me cicoli, ricotta e pepe! 

Ci regali un’anteprima consigliandoci 3 ricette da non perdere?

Sorprendenti sono i dolci! Prova la ricotta infornata con le gocce di cioccolato, una vera delizia! Poi ti suggerisco di fare i pomodorini confit appena possibile e le melanzane a ventaglio! Amo molto le verdure estive, si nota? 

Prossimi progetti lavorativi?

Il mio capo, Luca Pappagallo, dopo tredici anni che lavoriamo assieme, mi chiede ancora cosa voglio fare da grande! E io rispondo sempre che non lo so mica! Sono molto legata a un concetto di fluidità, sono un po’ (abbastanza) iperattiva e devo trovare sempre nuove ispirazioni e nuovi obiettivi da raggiungere. Il lavoro statico non fa per me. Ad esempio ho fatto l’esame per diventare sommelier AIS, chissà! Ma sicuramente raccontare anche in modo non banale la mia città, Napoli, che amo visceralmente, magari raccontando e legando i posti ai piatti. Parlare con le persone, intervistarle, facendomi raccontare aneddoti vari legati alla cucina. Sono una curiosa. Vorrei restare quella che sono, poliedrica, cercando di cogliere le opportunità che mi vengono proposte e che sento nelle mie corde in modo da non snaturarmi.  Del resto ci ho messo 45 anni anni per diventare quella che sono! 

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