Ilaria Pagani è una giovane pasticciera di origini romagnole, la sua bravura e la sua gentilezza l’hanno portata a lavorare accanto a importati stelle Michelin. In questa intervista ci racconta il suo percorso passato presso Casa Perbellini, e il suo utopico futuro, un sogno ancora per poco che diventerà presto realtà.

Come ti sei avvicinata alla pasticceria?

Fin da piccolina amavo pasticciare in cucina, ciò che preparavo non era buono, ma mia madre vedeva che mi divertivo e questo la rendeva molto felice. Finite le medie decisi di iscrivermi all’alberghiero, i miei non erano molto contenti, ma di fronte al mio entusiasmo e alla mia determinazione si sono subito ricreduti. Già durante il mio percorso scolastico ricordo che amavo sempre stare  in pasticceria e poco in cucina, da allora è nato un vero e proprio amore che è diventato indissolubile.

Come definiresti il tuo stile?

I miei dolci presentano una accurata attenzione per il gusto, esteticamente son belli da vedere, ma per me non è la cosa principale. Cerco di non alterare  i dolci tradizionali, li rivisito ma non eccessivamente, mantenendo sempre il gusto originale. In molti mi chiedono quale sia il mio cavallo di battaglia, ma è difficile scegliere, ancora non lo so. Posso però dirti che il dolce a cui  sono più legata è la torta Sacher, perché mia nonna è di origini viennesi, la preparo spesso per la mia famiglia, seguendo totalmente la ricetta originale.

Come sei arrivata  a “Casa Perbellini”?

Sono giunta a Casa Perbellini circa due anni fa, dopo la prima settimana di prova lo Chef Giancarlo Perbellini mi ha subito assunta, ha da sempre apprezzato la mia voglia di fare e di imparare. Con lo Chef ho un ottimo rapporto, credo sia uno degli Chef più buoni e corretti che abbia mai conosciuto. Nonostante i suoi numerosi impegni è sempre stato disponibile con tutta la brigata, soprattutto con me.

Durante il tuo percorso, c’è stata una figura per te importante?

La persona che più di tutti mi ha fatto crescere è stato il Sous Chef di Casa Perbellini “Giacomo Sacchetto”, lui ha dato una svolta al mio pensiero lavorativo, mi ha insegnato concretamene a lavorare in un team, e soprattutto a credere in ciò che faccio. Generalmente anche se da ottobre non lavoro più in Casa Perbellini, è stata un’esperienza che mi ha segnato positivamente.

Come mai hai deciso di cambiare percorso?

Avevo imparato tutto ciò che potevo imparare, ma era arrivato il momento di imbattermi in un’avventura diversa, per una crescita personale. Da ottobre lavoro nel ristorante stellato “Guido Rimini”, qui ho la possibilità di stare in cucina e imparare a cucinare dando anche una mano in pasticceria. Se voglio crescere non mi basta saper fare solo dolci, ma devo saper fare tutto.

Sei giovanissima, cosa ti auguri per il futuro?

Io ho un sogno, quello di aprire un ristorate tutto mio, spero di riuscirci presto. Il ristorante dei miei sogni deve esser classico e  tradizionale, ma soprattutto vorrei fare una cucina adatta a tutte le intolleranze alimentari.

Sento spesso persone che dicono che se nella vita vuoi diventare qualcuno devi essere raccomandato, io credo che se sei determinato e talentuoso con un pizzico di fortuna potrai arrivare ovunque tu voglia.