Azienda Agricola Fabiana Vini che rappresentano la genuinità e personalità del Salento, questa terra fantastica e di passione con  tradizionali vitigni autoctoni: Primitivo, Negroamaro, Fiano Salento per i palati che vogliono emozionarsi.

Abbiamo intervistato Fabiana Barulli:

Ciao Fabiana, la storia della cantina Fabiana parte da lontano, quando la famiglia Barulli già produceva olive, frutta e uva, ci racconti le origini?

Sono quattro generazioni che la mia famiglia coltiva le uve destinate alle cantine del Nord Italia . Si sa che il primitivo e il negroamaro sono sempre stati ottimi vini per tagliare i vini rossi del nord. 

Gli anni sono passati io e mio fratello siamo cresciuti, io mi sono laureata in economia e mio fratello ha iniziato a seguire con papà e mamma la produzione. Non sono mancati quegli anni in cui abbiamo avuto difficoltà a ripagare i costi perché i broker ci mettevano  il coltello alla gola per accettare le loro condizioni. 

A quel punto abbiamo deciso di provarci, da lì l’inizio della sfida. Io e Michele abbiamo iniziato ad imbottigliare e siamo passati da una produzione basata sulla quantità a una nuova filosofia : selezionare il meglio e racchiudere in bottiglia la nostra passione , storia , sacrifici , lavoro , impegno . Siamo soddisfatti di come stiamo crescendo. 

Il vostro sistema di coltivazione della vite è di tipo naturale, il sistema prevede concimazioni di natura organica e controlli preventivi mediante piantumazione di rose ogni quattro filari, questa scelta che risultati vi permette di avere?

Oggi è diventato estremamente importante essere coscienti di come mangiamo e beviamo e conoscere la tracciabilità di ogni prodotto, con il nostro sistema abbiamo abolito i fitofarmaci ed i  diserbanti che per il nostro organismo sono cancerogeni . 

La Rosa oltre ad essere un bellissimo fiore in vigna è considerata una pianta sentinella che aiuta gli agricoltori ad intervenire sul vigneto prima che malattie ed insetti siano fatali per la vendemmia.

La rosa dunque è una pianta bella e utile.
Oggi grazie allo sviluppo delle tecniche agrarie e di allevamento della vite, la funzione della rosa “sentinella” non è più necessaria. Noi continuiamo ad utilizzarla seguendo la nostra filosofia nella salvaguardia dei naturali cicli biologici della vite e delle tradizioni .

La vendemmia avviene a mano; per i Bianchi, essa viene condotta di notte, in modo tale da impedire che la fermentazione abbia luogo già durante la raccolta ed il trasporto. Quanto ripaga questa scelta?

Sull’esempio della Sicilia, abbiamo pensato anche noi di adottare la tecnica della vendemmia notturna, che sfrutta l’ escursione termica fra il giorno e la notte tipica di queste zone. Nella seconda decade di agosto, quando la temperatura può raggiungere anche 37°C, le uve vengono raccolte di notte (20-22°C) evitando fermentazioni indesiderate durante il trasporto e ottenendo un risparmio di energia nel raffreddamento delle uve prima della pressatura quando maggiori sono i rischi di volatilizzazione degli aromi. Questa scelta tecnica di viticoltura premia sia l’ambiente con un alto risparmio energetico, che la qualità delle uve.

Ora gestite l’azienda tu e tuo fratello, come dividete i compiti?

Mio fratello si occupa della parte produttiva con la sua presenza diretta nei vigneti e io mi occupo della parte commerciale.

Tra i Vostri vini troviamo Kalema che in greco vuol dire Onda, appunto un’onda di sapore che travolge le papille gustative con le sue note di frutti rossi, cannella e chiodi di garofano, ci puoi raccontare qualcosa di più su i possibili accoppiamenti?

È un Primitivo in purezza ottenuto da una doppia selezione delle uve in vigna.  È un vino giovane lavorato solo in acciaio quindi con note di marasca accentuate , caldo e vellutato. Si abbina bene ai piatti della tradizione locale mediterranea, formaggi e salumi , un bel piatto di orecchiette con il pomodoro, o un arrosto. 

Oltre Kalema, troviamo Calidus, il Primitivo di Manduria del 2010 caratterizzato da armoni di frutti di bosco, torba con un’aggiunta di caramello e tostatura di legno nelle cui botti questo vino ha trascorso qualche mese in affinamento, anche per questo vino ti chiediamo le sue caratteristiche.

È anche questo un primitivo in purezza e il 30% è prodotto con uve di vecchi alberelli.

Fa un passaggio in Barriques per pochi mesi grazie al quale rilascia quelle note di cacao amaro e liquirizia. È un vino più strutturato e complesso per chi ama bere un rosso corposo, caldo , da accompagnare a formaggi stagionati , arrosti , castagne e goderselo in buona compagnia magari davanti un camino 😉 

Hai passato parecchi anni a New York per promuovere l’azienda di famiglia, ci racconti la tua avventura newyorkese.

Beh, raccontare la mia avventura in poche righe è praticamente impossibile perché New York è un’avventura ogni giorno. Sicuramente un’esperienza che mi ha fatto crescere. Stare in un mercato dove è presente tutto il mondo non è semplice ma piano piano con costanza e senza mai abbattermi ce l’ho fatta. Oggi siamo presenti in 7 stati americani.

Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato?

Le difficoltà sono state molteplici, dal capire la leggeamericana sull’alcool,  al sistema di vendita che  vede competitor da tutte le parti del mondo.  Anche essere donna in un mondo come questo predominato da importatori uomini non è stato facile.

Che tipo di mercato è quello americano nel settore vinicolo? 

Un mercato tanto vasto , un mercato dove c’è spazio per ogni target dove il customer service deve essere impeccabile. È importantissimo capire dove si vuole arrivare, che risultati voler ottenere e mirare sulla giusta fascia di mercato altrimenti si perde tanto tempo e denaro. Sicuramente il Vino italiano insieme ai vini francesi sono i più apprezzati ma la concorrenza è spietata. Ogni giorno esco con le mie bottiglie di vino sulla spalla e ogni giorno i buyer sono disposti ad assaggiare di anno in anno i vini. Nessuno compra come in Italia sulla fiducia o almeno sono molto pochi . 

Il lavoro che c’è da fare è davvero notevole e solo chi ci vive può comprenderlo.

Ci puoi dire quali sono i vini della sua azienda più apprezzati dai newyorkesi? 

Al primo posto il Kalema Primitivo, che copre una fascia ampia di pubblico apprezzato sia con una buona pizza che al bar o un piatto di pasta ,

Poi il Calidus per un pubblico più ricercato che ama i vini corposi e fruttati con note tostate e il negroamaro molto apprezzato ma purtroppo difficile da pronunciare quindi meno facile da ricordare 

I vostri prossimi progetti? 

Di progetti ce ne sono davvero tanti, in primis di migliorarci costantemente nella comunicazione che oltre ad un prodotto eccellente è diventata fondamentale per trasmettere ai nostri followers la passione , il lavoro ed i sacrifici che vengono svolti per un intero anno in vigna senza apportare sofisticazioni di ogni genere . 

Ora che il mercato americano mi ha regalato queste soddisfazioni, sono pronta ad ampliare gli orizzonti su nuovi mercati di nicchia.