Ciao Francesca, in passato tante attività poi la cucina ti ha rapito?

Si, ho iniziato a lavorare in teatro all’età di 19 anni, alternando il lavoro di attrice a quello della doppiatrice, questo fino a quando nel 2010 ho deciso di cambiare e di fare consulenza nelle telecomunicazioni finendo per diventare account manager, la passione per la cucina e lo studio però erano in me, studiavo libri, guardavo video e sentivo che quella era la mia strada, quindi due anni fa ho deciso di studiare seriamente. Con la scuola ho capito che le mie sensazioni erano giuste…quella era la mia strada. 

Abbiamo letto che eri sempre quella addetta alla cucina nelle cene con gli amici, da qui la passione per il cibo?

La passione nasce da quando ero piccolissima, trasmessa da mia madre che passava tutto il suo tempo in cucina, la guardavo e volevo partecipare anche io. A 10 anni ho cominciato a  combinare disastri in cucina. 

Gazpacho di peperoni e zenzero tiepido olio al basilico e spaghetto al nero di seppia

Hai iniziato da autodidatta poi hai preso il diploma da Chef De Cuisine alla scuola Les Chefs Blancs di Sandro Masci, che cosa ti ha insegnato e cosa ti porti dietro?

La scuola mi ha fatto prendere il coraggio di cambiare strada, mi ha reso sicura di me e dei miei piatti, ha sottolineato ancora di più quello che volevo fare, poi vedevo che i miei piatti venivano apprezzati, erano buoni. 

Involtino di spigola con brodo dashi al miso

Sei romana, cosa porti nei tuoi piatti della cucina della capitale?

Tantissime cose, ovviamente i piatti della tradizione che sto rivisitando proprio in questi giorni per un evento che farò il 24 Maggio allo Zodiaco. Adoro la carbonara e l’ho studiata con il grande Chef Luciano Monosilio, posso dire di aver avuto l’onore di cucinarla insieme a lui.

Mi piacciono anche i piatti più particolari come la coratella, la trippa e le animelle. 

Tiramisù di baccalà con baccalà cotto a bassa temperatura marinato alla vaniglia e timo, pomodori confit e terra di olive taggiasche

Nei tuoi piatti più tradizione o innovazione?

Parto sempre dalla base per cercare di metterci qualcosa di nuovo e di mio. Non faccio cucina molecolare, ma qualche piccolo accenno in alcuni piatti c’è. Quello che cerco sempre e di dare un equilibrio al piatto, cercando i giusti sapori e consistenze diverse 

 

Sicuramente molte clienti fanno richieste particolari, qual è quella più strana?

Più che richieste strane direi situazioni particolari, un cliente un volta ha messo musica house a tutto volume per 4 ore , avevo bisogno di una bottiglia di acqua e ho urlato per 5 minuti prima che mi sentisse.  Oppure cucine sottosopra in cui non posso muovermi, facendo la Personal Chef mi capitano queste cose. 

Risotto rosso ai frutti di mare inverso

Sei innamorata delle tue figlie, raccontaci un piatto che ti chiedono spesso di preparare

Si, loro sono la mia vita, motivo per il quale per adesso non posso aprire un mio ristorante, un bistrot è il mio sogno. A loro piace la carbonara l’amatriciana e i gamberoni, fatti in qualsiasi modo, il pesce in generale. 

 

Sei Chef Ambassador per la Pasta Di Stigliano, com’è nata questa collaborazione?

Mimmo Balsano è una persona magnifica, ha visto i miei piatti e si è incuriosito, mi ha mandato della pasta per provarla e per realizzare dei piatti, che gli sono piaciuti moltissimo, l’evento di Montecatini ha confermato le sue e le mie sensazioni. Abbiamo gestito alla grande 1700 persone affamate. 

Gambero rosso di Mazara del Vallo con funghi shiitake avocado e la proteina del gambero

Facciamo il gioco della Prova del cuoco: ci inviti tutti a cena cosa prepari?

Sicuramente pesce, come entree un polpo in doppia cottura con salsa Ponzu e polvere di barbabietola 

Antipasto, un gambero rosso di Mazara con una spuma di cocco e cialda di riso al nero

Primo il mio risotto rosso ai frutti di mare inverso 

Secondo il tiramisù di baccalà 

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Quello di continuare ad imparare crescere e creare piatti sempre più buoni. Vorrei in futuro aprire un bistrot gourmet tutto mio dove poter sperimentare. Voglio crescere sempre di più, l’emozione che provo quando qualcuno mangia un mio piatto ed e felice mi ripaga delle ore interminabili di preparazione che c’è dietro, la mia semplicità complessa…