Emanuela Casizzone è una giovane pastrychef conosciuta come manucasy_cake.

Napoletana, classe 1990, dopo gli studi presso il liceo artistico si trasferisce a Roma, dove studia le basi della pasticceria tradizionale italiana. È però l’esperienza professionale nelle bakeries di Londra, che la porta a rivoluzionare la sua idea di pasticceria: così nasce un nuovo concetto di cake design, non improntato sull’esclusivo utilizzo della pasta di zucchero. 

Ciao Emanuela, come ti sei avvicinata al mondo della pasticceria?

Ciao Foodmakers, prima di tutto ti ringrazio tantissimo per quest’intervista, sono molto emozionata. Diciamo che sono sempre stata appassionata di cucina in generale, ma solo con la pasticceria sento di poter esprimere al meglio me stessa. Forse perché mi permette di tirar fuori il mio lato creativo e giocoso.

Hai frequentato il corso Italian Chef Academy, cosa ti porti dietro di quell’esperienza?

Ho sentimenti contrastanti riguardo il corso, è stato molto utile ma mi ha dato una formazione puramente “classica”. Sarebbe stato bello spaziare un po’ di più e studiare anche cake design. 

Ha lavorato presso alcuni ristoranti e bakery a Londra, cci racconti qualcosa in più?

Inizialmente ho trovato lavoro presso un ristorante, parte di una catena di brasserie molto nota a Londra, ma i dolci al piatto non mi entusiasmavano. Successivamente ho lavorato presso un’altrettanto nota catena di bakery, lì ho capito che era quella la mia strada: volevo diventare una cake designer!

La tua è una pasticceria più votata all’America style, come mai questa scelta?

Credo che questo tipo di pasticceria mi permetta di spaziare molto di più tra idee e creatività, anche se molti credono che dietro questo settore non ci sia altrettanto studio e dedizione, ovviamente non è così. È diverso ma questo non lo rende più facile. 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Da circa un anno lavori sulla zona di Napoli, qual’è il tuo riscontro?

All’inizio non è stato facile farmi conoscere, la competizione è davvero tanta. Per mia fortuna sono molto testarda e tenace, questo mi aiuta a non perdere di vista il mio obiettivo. Adesso oltre ad avere dei clienti fissi, sono sempre di più quelli che arrivano a me tramite passa parola. Questa è la soddisfazione più grande, significa che sto facendo un buon lavoro. 

Per Natale hai lanciato Bear Cookie Cutter, ci racconti qualcosa in più?

In realtà Bear Cookie Cutter è ancora un work in progress, ma l’idea è quella di creare stampi personalizzati per biscotti, che siano adatti ad ogni occasione. Anche questa è una valvola di sfogo per tutte le idee che ho in mente. 

In generale durante le ricorrenze prepari delle box, ci racconti come nascono le tue idee?

Cerco sempre di proporre nuove idee e nuovi prodotti, anche per differenziarmi dalla concorrenza. 

La prima box è nata per un Natale di qualche anno fa, ha avuto inaspettatamente un grande successo! Da lì ho iniziato a studiare e ad informarmi sui prodotti più richiesti ed apprezzati dai clienti, spesso chiedendo direttamente a loro un parere tramite i miei canali social. Inoltre seguo tantissimi tra i cake designer più famosi al mondo e traggo ispirazione anche dal loro lavoro. 

Sei napoletana, qual è il dolce della tradizione a cui sei più legata e perché?

In realtà, e so che sembrerà strano, non sono una grande appassionata di dolci della tradizione napoletana. Tra un babà ed una fetta di cheesecake, sceglierò sempre la seconda. Forse sarà deformazione professionale?! 

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Di sicuro il sogno più grande di tutti è aprire una mia bakery dove proporre la mia idea di pasticceria.

Parlarne mi mette sempre una certa ansia, ho sempre avuto fretta nella vita, ma con l’esperienza ho imparato che tutto arriva a tempo debito, ma ora mi sento pronta. 

Purtroppo il momento incerto che stiamo vivendo non semplifica le cose. Intanto continuerò a lavorare, sperando un giorno di veder realizzato il mio sogno.