Elisa Masoni, classe ‘88 nata a Prato da mamma dell’Impruneta e babbo del Mugello. Si diploma in scultura, in seguito si dedica alla cucina, passione tramandata dal nonno materno Mario, con il quale passava nel Casentino le estati della mia infanzia. Qui si avvicina alla cultura del cibo con la consapevolezza della ricerca degli ingredienti che la natura ci offre. La formazione lavorativa più significativa è stata presso La Limonaia di Villa Rospigliosi a Prato sotto lo chef Claudio Vicenzo.

Attualmente è la chef del Ristorante Quercia di Castelletti, Ristorante 100% senza glutine con ricerca delle materie prime a Km 0!!!

Credits Luca Managlia

Ciao Elisa, ci racconti come ti sei avvicinata alla cucina?

Da piccola, durante le vacanze estive passate nel Casentino, insieme ai nonni materni. Il nonno Mario mi portava a raccogliere le ortiche per fare i ravioli, a pescare le trote, a fare le conserve e così via.

Come nasce il progetto della cucina gluten free della Quercia di Castelletti?

Nasce circa 5 anni fa per volere del titolare Luca Allegri per creare un ristorante alternativo alle proposte già presenti .

Hai detto: ”Il nostro obiettivo è presentare una cucina creativa ma al tempo stesso ragionata”, in che modo?

Sempre, non basta solo la creatività, deve esserci un filo conduttore tra gli ingredienti e la stagionalità, usare prodotti del territorio, sapori collegati all’ infanzia e la storia della nostra terra, la reperibilità del prodotto, e se un piatto è fattibile per la nostra tipologia di servizio.

Credits Luca Managlia

Come hai cambiato il tuo approccio alla cucina in virtù di questo progetto?

Ho visto un opportunità di mettermi in gioco in una tipologia di cucina, vista fino ad ora con perplessità da chi la ignora, ho cambiato la mia prospettiva avendo un punto fermo sul portarla ad essere apprezzata da chiunque e non farla vedere più con pregiudizi.

Ci racconti la tua filosofia di cucina?

Semplice, prediligo i vegetali, con uno sguardo verso la riduzione dell’inquinamento del nostro pianeta, noi chef abbiamo una responsabilità di insegnare a magiare più vegetali senza sentire la mancanza della carne, senza però denigrarla basta ridurne il consumo e usare quella di cui conosciamo la provenienza e che sia stata allevata in modo sostenibile, rispetto il prodotto e il suo sapore, non abbino troppi ingredienti fra loro. Amo usare gli prodotti legati alla “mia” montagna.

Ci racconti come nascono i tuoi piatti?

Dai ricordi d’infanzia, dal territorio che ci circonda, nell’’utilizzare  tutto dell’ingrediente per rispettarlo e per evitare  fare sprechi, dai sapori genuini riproposti in una chiave nuova con l’aiuto di tecniche attuali.

Credits Luca Managlia

Tra i vostri clienti, anche quelli che non sono intolleranti al glutine, come percepiscono la vostra proposta? 

I clienti intolleranti al glutine sono una piccola percentuale, tutti i nostri commensali sono estasiati dal non percepire quasi alcuna differenza da un pasto consumato con glutine

Durante il periodo di lockdown avete Condiviso ricette on line con video di pochi minuti da riprodurre a casa, qual è stato il riscontro?

Molto positivo, si sono avvicinati molti clienti mettendo le mani in pasta 

Inoltre avete anche effettuato food delivery in ricorrenze speciali, come è andata? 

Abbiamo avuto un bel riscontro, volevamo stare vicini ai nostri clienti durante i giorni di festa.

Sei giovanissima, qual è il tuo sogno nel cassetto?

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