Da poco concluso il Winter Fancy Food a San Francisco, che esperienza è stata?

Frequento il Fancy Food dal 2007, sia l’edizione estiva di New York che quella invernale di San Francisco, e devo dire che la formula e l’esperienza è invariata nel tempo. 

È una fiera molto tradizionale, in cui si incontrano operatori economici internazionali  del settore di realtà prevalentemente consolidate. Molto ben rappresentata l’Italia, grazie al lavoro dell’ICE, Istituto del Commercio Estero. Se devo individuare una novità di cui si parlava molto è la moringa, superfood dalle grandi proprietà nutraceutiche.

Secondo te è vero che gli USA , e soprattutto San Francisco, sono il luogo ideale per valorizzare le aziende italiane?

Dipende dalla tipologia di aziende, dal comparto specifico, dalla dimensione. Quello che posso dire è che San Francisco è il luogo ideale per esplorare le potenzialità esplosive dell’unione tra cibo fatto in Italia e tecnologia della Silicon Valley. È per questo che il Future Food Institute ha lavorato alla discovery mission in cui siamo impegnati.

Il Food & Beverage italiano in USA cresce costantemente, da cosa nasce questo successo?

È correlato alla crescita della consapevolezza della domanda americana di F&B per fattori come la salubrità, la qualità, la provenienza geografica degli ingredienti e dei prodotti. Di contro stanno  crescendo nuovi trend come la carne senza carne (Beyond Meat; Impossible Food); le uova senza uova (Hampton Creak) e il latte senza latte.

Come Future Food Institute qual è stato il Vostro ruolo?

Nella fiera, nessuno. Solo visitatori. Abbiamo organizzato la discovery mission degli imprenditori italiani del Food nella Silicon Valley.

Hai fatto parte del gruppo di Al Gore per discutere dei cambiamenti climatici, le nostre imprese come approcciano a tale problematica?

In modo molto attento e consapevole, ai rischi ma anche alle opportunità, sia di lasciare un segno positivo sia di business, essendo il trend molto attuale e i con consumatori molto sensibili.

A valle di quest’esperienza cosa credi che le imprese italiane cosa si aspettano da questo 2018

Continuare a far bene quello che sanno fare storicamente meglio, senza scimmiottare nessuno ma anzi usando l’innovazione proprio per valorizzare la loro identità.