Un vero e proprio viaggio nell’Italia degli artigiani del vino. È ciò che promette e in effetti realizza Winey, l’innovativa app di delivery che si inserisce nel crescente settore delle vendite online di vino.

A differenza dei tanti wine delivery competitor Winey mette a disposizione dei propri clienti un’esperienza più inclusiva secondo il progetto ideato da Valerio Barbato, insieme ai due soci Luigi Di Costanzo e Massimo Simoniello.

Quello che Winey garantisce è l’approccio a un mondo del vino diverso, fatto di contatti diretti con piccoli produttori e di vini eccellenti anche se poco conosciuti, attuato attraverso la fidelizzazione del cliente che al momento dell’acquisto di uno dei vari pacchetti entra in casa Winey per ricevere ogni mese, non soltanto le bottiglie di vino, ma anche una guida, un podcast nel quale viene narrato il territorio di provenienza dei vini e addirittura una colonna sonora per sublimare l’esperienza gustativa, così come viene illustrato nel sito Wineybox.com

Abbiamo chiesto a Valerio Barbato di spiegarci meglio la sua creatura.

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Valerio raccontaci di te. Quando è nata la tua passione per il vino?
La scintilla che infiamma una passione scatta, quasi sempre, quando qualcun altro riesce a condividere e a trasmetterti la sua conoscenza. Nel mio caso è stato così. È bastata una breccia per aprire un varco in un mondo affascinante ed estremamente variegato come quello del vino. Quindi ho iniziato a studiare, a curiosare compulsivamente e – ovviamente – a bere. Tutto questo in parallelo al mio lavoro. Mi occupavo – e in parte mi occupo ancora – di Comunicazione. Ma in tutte le cose che ho fatto ho cercato sempre di avere un approccio olistico. Questo mi ha aiutato anche ad aprire lo sguardo per intraprendere questo percorso che mi ha portato a diventare Wine Educator e a fondare Winey.

Quando hai deciso di far diventare questa passione un lavoro?
È successo tutto in modo molto graduale. La mia conoscenza verso il mondo del vino, le mie esperienze passate nel Digital Marketing, la voglia e probabilmente un indomito entusiasmo nel realizzare un’idea. E poi la cosa fondamentale: incrociare i destini delle persone giuste con cui ad oggi condivido questa nuova avventura, Luigi e Massimo, amici e irreprensibili soci con me in Winey.

Come è nato Winey?
Io e i miei soci, lavorando nei settori del Marketing e dell’Informatica, siamo sempre stati molto attenti alle novità che arrivavano da fuori. Il modello che abbiamo adottato, ovvero il “subscription model”, era già affermato in paesi come Stati Uniti o UK e stava iniziando ad essere presente anche in Italia in settori diversi. Intanto tra gli appassionati di vino si andava delineando sempre di più una tendenza, quella di voler scoprire nuove etichette, scovare piccoli produttori meno noti e di bere vini prodotti in modo non convenzionale. Una notte insonne ad inizio 2019 ha fatto il resto: ha acceso – è il caso di dirlo – la lampadina. Da quel momento abbiamo solo unito i puntini e siamo arrivati fino ad oggi.

Raccontaci come funziona e in cosa differisce da tutti gli altri servizi di delivery che abbiamo visto proliferare dall’inizio della pandemia. 
Winey è un servizio in abbonamento grazie al quale chi si abbona riceve ogni mese una Wine Box con tre vini prodotti da piccoli vignaioli italiani, ogni volta di un territorio diverso. In questo modo Winey trasforma la difficoltà della scelta in un’opportunità di scoperta. E lo fa prendendo per mano gli appassionati di vino, ma anche chi vuole approcciare a questo mondo, coinvolgendoli in un viaggio a tappe attraverso l’Italia degli artigiani. Ci differenziamo perché siamo innanzitutto un facilitatore per gli appassionati e un abilitatore per i piccoli artigiani, ma soprattutto perché uniamo l’esperienza fisica e romantica di aprire una bottiglia di vino agli strumenti moderni che la tecnologia ci mette a disposizione. E quindi chi si abbona scegliendo uno dei tre piani disponibili (Basic, Premium e Gold) non riceve solo vini, ma ha accesso a una Smart Guide interattiva dedicata alla tappa del mese e a una piattaforma che va nella direzione di un vero e proprio Wine Club: può catalogare i vini che ha a casa, annotarsi le degustazioni e comprare le selezioni dei mesi precedenti. Ma altre novità sono dietro l’angolo…

Come selezionate i vini e i produttori?
Il processo di selezione parte da un lavoro di appassionata e minuziosa ricerca che si è andata affinando nel corso degli anni. Il criterio principe è quello di scovare produttori che lavorino in sintonia con la terra, che abbiano un’attenzione particolare alle pratiche sostenibili. Nelle nostre Wine Box si possono trovare vini prodotti in regime biologico, ma anche vignaioli che hanno sposato approcci più selettivi come l’agricoltura biodinamica. Non c’è uno schema preciso, l’importante è che siano veri artigiani e, proprio a tal proposito, da poco siamo ufficialmente diventati il primo sito online riconosciuto come Punto di Affezione della Federazione Vignaioli Indipendenti.  Aggiungo che con gli oltre 60 produttori selezionati finora abbiamo un rapporto diretto e personale. E questo ci garantisce autonomia e indipendenza nella selezione, senza compromessi con reti distributive.  E tutti i produttori percepiscono indistintamente il valore di quello che facciamo.

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Che riscontro di pubblico state ottenendo?
La risposta è stata da subito molto positiva nonostante l’abbonamento e il vino erano due concetti che non erano mai stati associati. A un anno e mezzo dal lancio, possiamo dire con un buon grado di certezza che quella risposta positiva non era stata solo frutto di un entusiasmo iniziale come spesso accade, ma si è andata consolidando nel tempo. Oggi gli abbonati si fidano di noi, delle nostre selezioni, del nostro servizio e delle novità a cui continuamente lavoriamo per rendere Winey sempre più un Wine Club digitale.

Il delivery ha avuto un boom anche in Italia nell’ultimo anno e mezzo. Ritieni che questa tendenza resterà invariata nel futuro?
Volendo isolare quanto accaduto a seguito della pandemia, il canale di vendita online di vino in Italia è ancora molto indietro rispetto ad altri paesi vicini come la Francia, per non parlare di UK e Stati Uniti. Attenzione però al ricambio generazionale sia dal punto di vista dei consumatori che da quello dei produttori. Se guardiamo al futuro, una fetta sempre più grande dei protagonisti di questo mercato ha un approccio inevitabilmente più evoluto rispetto al digitale. Questo non può far altro che innescare una naturale crescita delle vendite attraverso i canali online.

Tra le tante proposte sul mercato dammi tre buoni motivi per cui un cliente debba scegliere Winey.
L’opportunità di fare un’esperienza di scoperta immersiva. La possibilità di costruire una cantina con vini difficilmente reperibili. La comodità di essere guidati in un mondo vasto e complesso come quello del vino.

Ci avviciniamo al Natale e tanti di noi regaleranno dei vini. Quali novità avete riservato ai vostri clienti per le prossime festività?
Winey è un’idea regalo molto apprezzata per l’originalità stessa del prodotto. Il motivo sta proprio nel fatto che non si regala vino e basta, ma un abbonamento a un servizio, a un’esperienza. Motivo per cui chi regala Winey sceglie quasi sempre almeno una Gift Card trimestrale, un regalo che non si esaurisce nel momento stesso in cui lo si scarta, ma dura nel tempo. Per chi ha intenzione di regalare una Wine Box, però, abbiamo pensato a un’edizione natalizia: la Winey Christmas Box. Come sempre, il contenuto resta segreto fino a che non si apre la box, ma sul sito potete trovare uno spoiler (molto generoso :D) sui vini che abbiamo selezionato e i divertenti gadget che completano questa originalissima idea regalo!

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Anna Orlando

Maturità classica, laurea in giurisprudenza, avvocato da oltre 15 anni. L'interesse per la cucina e per il cibo nasce dall'aver osservato in silenzio prima una nonna e poi una mamma ai fornelli. L'essere...

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