Li abbiamo definiti vini atlantici quei vini che respirano aria di mare, anzi di oceano. E cosi tra le coste del Portogallo, passando per la Galizia e arrivando fin su nella cara vecchia Loira vi portiamo in un tour virtuale, tra luoghi dove, a vista d’occhio, la terra cede a mano a mano il passo al mare, anzi all’oceano, alla ricerca dei vini atlantici.

E’ il caso del Vinho Verde, il vino più rappresentativo del Portogallo. Verde ad indicare la sua giovinezza (visto che non viene mai affinato per lungo tempo), ma verde anche a ricordare il colore che più contraddistingue la sua area di produzione. Siamo, infatti, nella provincia più settentrionale del Portogallo, quella del Minho, lì al confine con la Galizia spagnola dove le onde dell’Atlantico battono sulle coste in modo impervio.  I migliori Vinho Verde sono quelli ottenuti da sole uve Alvarinho, ma la maggior parte si ottiene da uvaggi di diversi vitigni tra cui Loureiro, Arinto, Alvarinho, Trajadura, Azal e Avesso. E tra questi, dà una notevole soddisfazione un calice di Quinta da Palmirinha con quel naso “verde” che vira poi verso note di arachidi e mandorla. Il produttore, Fernando Paiva, 75 anni, è stato uno dei pionieri della biodinamica portoghese. Un vino che spiazza anche per il prezzo: in enoteca a non più di 12 euro.

Tip: L’ora perfetta per degustarlo è l’aperitivo. Qualche fetta di Entrada, cioè il formaggio lusitano, oppure un po’ di sardine e un calice freddo di Vinho Verde e il tramonto vista oceano sarà ancor più suggestivo.

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Lasciamo il Portogallo a pochi passi e uno scorcio di Galizia, nella provincia atlantica di Pontevedra, si palesa ai nostri occhi. In una terra di asperità e dolcezze nei cui paesaggi dimora una delle denominazioni più interessanti della Spagna, quella di Rias Baixas. Una lunga area costiera situata nell’estremo nord occidentale costituita principalmente da fiordi. Come quello situato a Xurxo Alba, dove a pochi passi dal mare si intravedono le viti di Bodegas  Albamar, che si sono sapute adattare alla perfezione, catturando lo spirito di ogni onda e il profumo di ogni marea.  Ne è una prova il suo “Albarino” 2020 dove al naso pare di tuffarsi direttamente nell’Oceano, tanto è forte ed impattante l’odore salino, minerale e iodato. Poi odori di agrumi gialli, di scorza di pompelmo bianco e lime. Il sorso è dinamico, teso come la corda di un funambolo, qui non c’è spazio per le dolcezze. Si va dritti al punto: a quelle note saline e fresche che rendono la beva incredibilmente corroborante.

Tip: Vino da bere al mare, e se non si ha il mare vicino, senza dubbio, vino per ricordarsi del mare. Un piccolo capolavoro iberico!

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Il percorso d’esplorazione continua nella fascinosa Loira, nella zona dei Pays Nantais, vicino alla foce atlantica. Qui la produzione è concentrata su un unico vitigno a bacca bianca, il Melon de Bourgogne, da cui nascono 5 diverse denominazioni per la produzione del famoso Muscadet. E tra queste, particolarmente interessante, è la denominazione Muscadet Côtes de Grandlieu che è stata ricavata dalla parte più vocata del Muscadet Sèvre et Maine, quella con la maggior influenza atlantica dove il Melon de Bourgogne restituisce le sue migliori espressioni soprattutto perché viene tradizionalmente imbottigliato “sur lie” cioè direttamente dal tino di fermentazione, senza travaso. E quella sosta sulle fecce fini è in grado di regalare al vino più sapore e più struttura, come avviene per “Les Granges”, un Muscadet Côtes de Grandlieu del Domaine Les Hautes Noelles prodotto da una singola vigna di 35 anni di età, che vede solo acciaio e cemento per il suo affinamento. Ne viene fuori un Muscadet in cui la nota citrina e le sensazioni iodate si mescolano a una bellissima tessitura dal sorso dinamico e setoso al pari. Vino dal notevole potenziale evolutivo.

Tip: girovagate tra i variopinti banchi del mercato di Talensac, sedetevi a uno dei tanti tavolini all’aperto e ordinate un plateau di ostriche selvatiche dell’Atlantico e una buona bottiglia di Muscadet. Comincerete a respirare aria di Loira.

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Titti Casiello

Assunta Casiello

Persa negli effluvi nobili del vino da quando la maggiore età glielo ha consentito, curiosa di tutto ciò che è nuovo e che si può e si deve conoscere nella vita. Classe '84, ha speso gli ultimi anni...

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