Siete mai stati ad una cena tanghera? Non avete mai sentito dire che il tango fa rinascere la passione in una coppia? Avete mai desiderato il vostro uomo o la vostra donna, come se fosse la prima volta?

Oggi con questa cena voglio riaccendere in voi la passione!

Lei scende dalle scale con un abito di seta rosso, una scollatura impreziosita da una collana di diamanti, il volto coperto da qualche ciocca di capelli raccolti da piccolissimi fermagli, un velo di mistero si nasconde dietro quella donna.

L’uomo la guarda, cerca di avvicinarsi a lei, ma non sa come fare.

Il modo più semplice e meno imbarazzante per approcciarsi ad una donna, è offrirle un bicchiere di vino bianco, “Lo Chardonnay” per la precisione, nessuna donna dice di no al suo profumo di frutta matura (di solito mela, ananas e banana), con spiccate note di mineralità al gusto. Nessuno sa resistere alle sue bollicine.

L’uomo la invita a ballare, i due si posizionano al centro della pista e iniziano il loro tango.

Tutti credono che l’alimento afrodisiaco per eccellenza sia l’ostrica, ma oggi smonterò questa leggenda!

L’uomo chiede alla donna di chiudere gli occhi, e le dice: <<Tartina di salmone affumicato su un letto di salsa all’avocado, esaltata con il profumo dell’aneto fresco.>>

<<Il salmone, caro mio cavaliere, dovresti mangiarlo anche tu, perché ha molti Omega 3 che aiutano la fluidificazione del sangue in tutto il corpo, soprattutto nei genitali.>>

L’uomo risponde alla donna: <<Il salmone, cara mia principessa, va mangiato con tutta la salsa di avocado, la serata è lunga e non voglio che ti stanchi presto, forse non lo sai, ma l’avocado contiene tanto potassio che aiuta a combatte la stanchezza e ad aumenta il desiderio sessuale.>>

<<La mia libido è oramai addormentata, nessun uomo riesce più a risvegliarla.>> risponde la donna.

I due si accomodano al tavolo, imbarazzati ed increduli.

Al centro del tavolo c’è un vaso con dentro arance e chiodi di garofano, un centrotavola piuttosto insolito per una cena di tango.

<<Non ti ricordano nulla i chiodi di garofano?>> dice l’uomo. <<Eppure dovrebbero risvegliare la memoria, almeno così ho sentito dire.>>

<<L’unica cosa che so sui chiodi di garofano è che migliorano la digestione e la respirazione, contrastano il mal di gola e l’alitosi, sono ottimi per curare gli inestetismi della pelle.>> risponde la donna. <<Da giovane li ho usati per i brufoli!>>

Arriva il primo piatto: ravioli ripieni di spinaci, ricotta e un pizzico di noce moscata, conditi con salsa di tartufo bianco.

<<Mi ricordano i ravioli che preparavo la domenica insieme a…>> dice la donna.

All’improvviso l’atmosfera si fa più calda, tutti si posizionano al centro della pista per ballare “Save The Last Dance For Me” di Michael Bublè.

La donna sorride, l’uomo si avvicina a lei e le chiede: <<Mi concedi questo ballo?>>

I due ballano, si divertono, ridono insieme, come se non l’avessero mai fatto prima di allora.

Dice la donna: <<Sento odore di “Matambre”, l’ho mangiato tanti anni fa in Argentina, ricordo ancora il suo sapore, quel tipico taglio di carne cucinato alla brace, con un ripieno di aglio, formaggio grattugiato e prezzemolo.>>

Risponde l’uomo: <<Bevi un sorso, è “Malbec”, vino rosso, protagonista assoluto della viticoltura argentina, e un connubio perfetto per il tuo matambre.>>

Una cena che si rispetti ha bisogno di un dolce all’altezza!

<<Cosa ha preparato lo Chef?>> dice la donna.

<<Il dolce nasconde sempre una sorpresa.>> risponde l’uomo.

La donna si siede al tavolo e vede davanti a sé un semplice cuore di cioccolato al peperoncino. 

<<Nulla di sorprendente.>> dice la donna.

<<Non sottovalutare il cioccolato e il peperoncino, cara mia.>>

La donna mentre mangia il cuore di cioccolato vede al suo interno qualcosa di strano e oro.

Nel tortino c’è un anello di matrimonio, con una scritta al suo interno: “Come se non ci fossimo mai conosciuti”.

La donna sorride, si avvicina all’uomo e gli dice: <<Portami a casa nostra!>>

Avevano perso la passione, avevano perso il “noi”, l’unico modo per ritrovarsi era ripartire dall’essere estranei, dovevano trattarsi come se non si fossero mai conosciuti.