Continua il mio viaggio tra le brillanti menti italiane che hanno creato aziende di successo partendo, magari, da una startup.
In questo percorso, ho avuto il piacere di intervistare L’AD di Tannico – Marco Magnocavallo.
Lui, è la prova evidente che nuove tecnologie e determinazione, oggi, rappresentano un connubio incredibile.

Da dove nasce la tua idea e come mai realizzare una startup in un settore così complesso come quello del vino.

L’idea di Tannico nasce nel 2012 quando, all’interno del Fondo di Venture Capital Principia in cui ero Venture Partner, stavo studiando il mercato dell’e-commerce. Nelle varie analisi avevo individuato come il mercato del vino fosse – in Italia ma anche in altri Paesi Europei – molto indietro e senza alcun player di riferimento. Ho anche immaginato che un’azienda con ambizioni paneuropee non potesse che nascere in Italia o in Francia per questioni di cultura, relazioni con le cantine e professionalità. 

Da queste riflessioni siamo partiti a inizio 2013 con un semplice sito e-commerce che poi, nel corso degli anni, è diventato un sistema trasversale con servizi per le cantine, per il B2B, Intelligence per l’analisi dei dati, Wine Bar nel mondo fisico e momenti di avvicinamento al mondo del vino con la Tannico Flying School.

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Marco Magnocavallo

Da piccolo, credevi che un giorno poteva accadere tutto questo oppure avevi altri “sogni”.
Ho sempre amato costruire e progettare, già da ragazzo sperimentavo le prime iniziative imprenditoriali in settori diversi. Non amavo particolarmente restare sui libri mentre la mia vera passione erano i computer e, quando arrivò anche in Italia, internet. Ecco, il filo conduttore della mia vita imprenditoriale è sempre stato il digitale. Una web agency prima, un società di editoria online dopo, qualche prima iniziativa nell’ e-commerce nel periodo della bolla di internet e ora il mondo del vino con sempre un taglio tecnologico.

Hai creduto da subito nell’online e questa è sicuramente una carta vincente. Credi che con il Covid ci sia stato finalmente uno “switch” anche nella mente degli ancora scettici?
Dopo il periodo di emergenza ha proseguito la rapida adozione di questo nuovo canale da parte di tutte le persone che, ancora diffidenti prima del lock-down, non avevano avuto modo di sfruttarne la comodità e il servizio. Immaginavamo che anche le cantine, che fino ad allora erano rimaste timidamente a guardare, sarebbero state molto più determinate nell’abbracciare il canale di vendita direct to consumer e infatti così è stato, come lo dimostrano la loro presenza diretta su Tannico come e le vendite dirette attraverso la nostra piattaforma WinePlatform.

Finalmente anche in Italia si inizia a parlare di I.A. e Big Data; quanto vengono utilizzati nella tua startup e quanto sono utili al fine delle vendite.
In Tannico abbiamo un DNA prettamente tecnologico e io in particolare sono ossessionato dai dati. I primi usi che abbiamo fatto di machine learning e I.A. risalgono ormai a tre anni fa quando abbiamo iniziato a impiegare algoritmi di questo tipo per le previsioni dello stock, per il suggerimento dei vini più adatti a ogni singola persona e per individuare i tassi di churn dei clienti.

Tannico è aperto anche all’estero. Mi racconti se hai trovato più o meno difficoltà rispetto all’Italia?
Siamo partiti con in Paesi esteri ormai due anni fa e abbiamo in questo primo periodo scoperto enormi differenze nei vari mercati. In alcuni Paesi c’è una grandissima attenzione al prezzo, in altri alla selezione e ai vini premium, in altri ancora una forte impronta locale. La difficoltà maggiore è stata quindi di cercare di offrire e personalizzare la proposta in funzione della cultura e delle abitudine dei singoli Paesi.

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Wine Bar

Quali sono i vini che commercializzate e se avete preferenze di zona.
In questo momento il catalogo di Tannico è composto da 15.000 referenze provenienti da oltre 2.500 cantine. Copriamo in modo capillare le diverse regioni e zone d’Italia così come abbiamo un ottimo assortimento di vini francesi e Champagne senza dimenticare una selezione importante di distillati e di vini dal nuovo mondo.

Il vino che maggiormente consumi.
Amo in particolare Champagne e pinot nero che sia dell’Alto Adige o della Borgogna. Nell’ultimo periodo mi sto avvicinando anche ai cosiddetti vini naturali; spesso per una bevuta sincera e sbarazzina un rifermentato in bottiglia è la scelta perfetta.

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Immagino non sia stato semplice creare la “piattaforma” Tannico, di quante persone è composta la squadra e quanto è importante il valore delle persone che la compongono.
Il team è composto ora da 35 persone con un età media di 32 anni. Amiamo inserire persone giovani perché pensiamo che possano contribuire alla crescita di Tannico grazie anche alla loro determinazione ed energia senza dimenticare che i giovani hanno meno preconcetti ed esperienze passate che magari ora sono obsolete. Ciò che è sempre stato fondamentale nella ricerca del personale di Tannico è ritrovare in ogni singola persona quei valori che sono i pilastri dell’azienda: tecnologia, innovazione, passione, visione e soprattutto coraggio.

Un consiglio ai giovani imprenditori che vogliono creare un business online.
Studiate bene il mercato di riferimento e cercate di capirne la potenzialità massima. Tante volte ho visto Business Plan con la dimensione del mercato potenziale sovrastimata, questo è un grande problema.
Poi determinazione, determinazione, determinazione.

Gli sviluppi futuri di Tannico.
Il 2020 è l’anno del consolidamento in Italia e della partenza dei nuovi Wine Bar di cui il primo aperto da poco a Milano in Via Savona. Sarà anche l’anno nel quale spingeremo in modo importante le nostre attività B2B e il nuovo servizio Tannico Express che permette di ricevere vino alla temperatura ideale in meno di un’ora (per ora a Milano). Nel 2021 invece concentreremo molto gli sforzi all’estero.