Laureata in Lingue per la Comunicazione turistica e commerciale, ma il suo obiettivo è unire l’esperienza nel marketing al food ed alla fotografia e per questo il suo progetto “Let Eat Be” risulta cosi  affascinante.

Ciao Silvia, come nasce la tua passione per il food?

Ciao Luigi, la mia passione per il food nasce innanzitutto dalla volontà di approfondire il tema “nutrizione”, direi che scaturisce proprio dalla funzione che il cibo ha su mente e corpo umano. 

In passato ho dovuto purtroppo confrontarmi con disturbi alimentari che hanno messo a dura prova il mio rapporto con il cibo e con la vita quotidiana. Devo dire che ne sono uscita rinforzata, ma soprattutto con una grande curiosità nei confronti del mondo della nutrizione. Ho iniziato a comprare libri, a leggere articoli, siti, ad informarmi su cosa fossero i macronutrienti, sulla funzione del cibo, sulla loro derivazione, sul loro impatto sulla nostra salute psico-fisica e sull’ambiente. Questa è passione per me, la Consapevolezza di ciò che si mette nel piatto. L’equilibrio. Forse non è così “poetico”, ma non è stata solo la crostata di mele di nonna Irma (di cui ricordo ancora il profumo…) a farmi innamorare della cucina.

Vegan cheesecake all’albicocca

Da dove nascono le ricette che presenti nel tuo blog?

Seguo molti social e nel tempo ho acquistato diversi libri, soprattutto di cucina naturale e salutista. Marco Bianchi è stato uno dei primi autori/ricercatori che ho amato per il suo approccio scientifico al cibo e per le ricette semplici e salutari che proponeva.

Dopo aver letto diversi libri con ricette “salutiste”, mi sono appassionata in particolare alla pasticceria, che trovo affascinante dal punto di vista tecnico, psicologico e anche a livello “visivo”. Ho scoperto inoltre essere per me un vero e proprio momento di relax e distensione. Mettere le mani in pasta è terapia pura! 

Pan di spagna, crema al mascarpone, caramello & amaretti

Come nasce il nome per il tuo blog “LET EAT BE”?

Inizialmente mi ero fissata con il ricercare un nome che esprimesse l’aspetto “green” e naturale delle mie ricette, avendo nella testa un blog di cucina prettamente vegano/vegetariano. Non volevo però precludermi la possibilità di ampliarlo in futuro, non solo introducendo ricette che avrebbero potuto discostarsi da questa filosofia, ma tenendo aperte le porte ad un’ipotetica attività di business. Ho azzardato il nome in inglese perchè mi piacerebbe tradurlo con il tempo (sono laureata in lingue), facendolo conoscere così anche all’estero. 

Ovviamente sono partita con “i piedi ben piantati a terra”, ben consapevole del fatto che il web fosse già stracolmo di influencer e personalità nel mondo food con milioni di follower, molti già con la propria attività avviata. 

Quindi ho deciso di prendere la cosa un pò più alla leggera, senza pretese, né stress …Ascoltando i Beatles, in un pomeriggio d’estate, ho deciso che avrebbe dovuto seguire il flusso naturale degli eventi, senza preoccuparmi troppo di ciò che avrebbe potuto diventare – da qui ho lasciato e lascio tutt’ora che “sia quel che sia” – “let it be” ma in chiave alimentare, così è nato “Let EAT be”.

Cantucci salati

Sei vegetariana da circa 9 anni, ed hai sviluppato un interesse sull’alimentazione e sullo stile di vita “veg”, ci racconti qualcosa in più?

Il mio percorso alimentare, inizialmente vegetariano, poi vegano, ora quasi completamente pesco-vegano, nasce da un cammino di approfondimento nel campo della nutrizione. 

Verso i 14 anni ho iniziato a frequentare amici vegetariani-vegani che mi hanno spinta ad informarmi in merito al cibo che ogni giorno mia madre mi metteva nel piatto. Mi colpirono sopratutto articoli riguardanti gli antibiotici che venivano dati agli animali da cortile allevati in gabbia, agli allevamenti intensivi, … iniziai a non acquistare più carne dai banchi dei supermercati. Nelle macellerie non ci sono mai voluta entrare: ho sempre avuto una certa sensibilità nei confronti del “sangue” e iniziai sempre di più ad associarlo ai video che avevo visto sui maltrattamenti animali. Al di là di questo, non trovavo giusto “mangiare” antibiotici e sostanze chimiche e “contro-natura” somministrate a questi poveri animali, così smisi di mangiare carne pensando così di limitare i danni sulla mia salute e quella del pianeta. Anche le uova mi parevano “contaminate”, ma non fu difficile toglierle dalla mia alimentazione, visto che già non ne gradivo il gusto. 

Ho smesso di bere latte in quanto “innaturale” – l’uomo è l’unico essere a bere il latte di altre specie animali. Tutt’ora non lo bevo. Non ho mai mangiato formaggi: semplicemente non mi sono mai piaciuti. Pian piano iniziai ad eliminare tutto, facendone quasi un’ossessione…Questo, unito allo stress del periodo per alcuni accadimenti nella mia vita familiare, mi portò ad avere delle gravi carenze alimentari. Purtroppo ho imparato a mie spese che questo regime troppo restrittivo non avrebbe funzionato e non avrebbe portato a nulla di buono per la mia salute… Così, con l’aiuto di una bravissima nutrizionista, al mio ragazzo e alla mia sete di conoscenza crescente, ho “aggiustato” la mia dieta.

Oggi mangio consapevolmente: prediligo frutta e verdura biologiche. Non mangio cibi processati, niente fritti. Solo cereali integrali. Niente farine 00 o zucchero bianco. Pochissimo sale, integrale anche quello. Molti legumi, frutta secca. Pesce sì, ottima fonte di Omega 3 e di proteine. Zero latticini, a parte dello yogurt senza lattosio e della ricotta, saltuariamente. Uova raramente, per necessità, grazie agli amminoacidi che contengono, ovviamente biologiche.

Sono molto molto attenta alle etichette – fare la spesa per me non è un’attività che faccio in un unico luogo e sopratutto non viene fatta “al volo”.

Consapevolezza prima di tutto.

Rotolo di meringa & composta di mandarino

Nei tuoi piatti più tradizione o innovazione?

Sono partita in controtendenza direi…prima molto innovativa. Mi piaceva sperimentare nuovi metodi di cottura, alternative vegetali ai soliti burro e uova per realizzare dei buoni dolci: Cremor tartaro al posto del lievito chimico, olio di cocco, semi di lino al posto dell’uovo, farine alternative senza glutine…

Con il tempo però mi mancavano i sapori della mia infanzia. Della mia famiglia. Anche su richiesta da parte di chi mi è più vicino iniziai a provare a realizzare ricette tradizionali: con procedimenti e ingredienti della tradizione, con ricette originali (Cucchiaio D’argento e ricette dei grandi Maestri della pasticceria, Knam, Massari, etc.)

Padroneggiando tecniche diverse, ho iniziato a voler sperimentare anche dei mix e creare delle “mie” rivisitazioni. Non privandomi di nulla (carne a parte ;))

Crostata semolino & ganache al cioccolato

Sei anche un’appassionata di fotografia, un ottimo abbinamento con i tuoi piatti?

Assolutamente. La fotografia è una passione che inizia addirittura prima del food.

Ho sempre amato la composizione delle immagini, luci, ombre, accostamenti cromatici… La fotografia mi affascinava perchè mi permetteva di immortalare dei momenti unici, che non avrebbero più potuto ripetersi così come li avevo catturati. Ogni immagine racconta una storia. Sono partita da un account Flickr.

Volevo trasmettere una sensazione. Volevo che chi guardasse potesse almeno in parte sentire cos’avessi percepito io nel momento dello scatto. Poi arrivò Instagram – mi affascinò subito la Food Photography, soprattutto d’ispirazione nordica. 

Quando iniziai a cucinare, il legame fu facile da trovare: cucinare per me significa emozionarmi e raccontare quell’emozione. Il modo migliore per farlo con molte persone è raggiungerle con un’immagine. Il blog è la commistione di queste mie due passioni, entrambe che rimandano al mio lato creativo-emotivo.

Tiramisù al cardamomo

Facciamo il gioco della Prova del cuoco: ci inviti tutti a cena cosa prepari?

Innanzitutto mi informerei circa allergie/intolleranze alimentari. 

Inizierei con un bell’aperitivo: è il momento che tutti preferiscono, in cui si scioglie

 il ghiaccio, davanti ad una bollicina, chiacchiere e sorrisi. 

ANTIPASTI

– Cantuccini salati con pomodori secchi, olive e mandorle

– Farinata di ceci e porri

– Hummus di piselli alla menta con granola salata al grano saraceno e semi di zucca.

PRIMO

– Riso integrale con melagrana, radicchio e noci

SECONDO

– Zucca al forno speziata e spezzatino di tempeh affumicato in salsa di funghi Shitake e latte di cocco

DESSERT

– Al bicchiere: budino di cachi e cioccolato fondente con scaglie di mandorla tostata

 

Vi piace? 😉

Tortina gluten free al pistacchio

Nel tuo blog, offri anche altri servizi, ce li puoi descrivere?

Per ora sono solo un’idea: ho fatto una breve esperienza come aiutante wedding planner, ho conseguito la qualifica di Organizzatrice Eventi e nella mia azienda ero addetta all’organizzazione di fiere e congressi: mi piacerebbe pertanto poter unire la mia esperienza alle mie capacità. Mi piacerebbe potermi offrire come organizzatrice di piccoli eventi, consulente d’immagine, food styling, mise-en-place e food photographer. Mi piacerebbe molto poter lavorare per qualche rivista, curandone testi e immagini, avere magari una mia piccola rubrica.

 

Nuovi progetti per il tuo blog?

Mi lego a quanto detto sopra. 

Sto inoltre seguendo un corso per diventare Sommelier: il mondo del vino mi sta affascinando e apre a scenari nuovi. Amplia le mie conoscenze e incrementa la mia curiosità. Mi piacerebbe poter scegliere adeguatamente gli abbinamenti alla cucina e offrirmi come consulente a 360°. L’idea è quella di consigliare il vino giusto per ogni piatto e occasione.

Torta cioccolato bianco & nocciole caramellate

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Iniziare finalmente a lavorare nel settore food. Avere la mia piccola attività, di fotografia e cucina. Scrivere per una rivista, partecipare ad eventi, essere chiamata e riconosciuta come food photographer e stylist. Non mi interessa essere una social influencer: ce ne sono troppe! 

Vorrei che qualcuno si accorgesse che potrei dare di più: amo la cucina e ne padroneggio alcune tecniche; conosco le lingue straniere, lavoro nel commerciale ormai da 7 anni, ci so fare con la clientela. Amo la fotografia, sto formandomi per diventare sommelier. Ho tanta voglia di imparare. “Purtroppo” ho bisogno di lavorare e molti corsi che mi piacerebbe poter frequentare sono proibitivi per il mio stile di vita attuale. Inoltre non vivo in una grande città e la distanza da centri importanti culinari è spesso limitante ai miei sogni..Incrocio le dita e spero che la strada si illumini…!