Shockino è un laboratorio che produce cioccolato e suoi derivati. Nasce dall’intuizione di due giovani designer, Piergiorgio Carozza e Gabriele Cossu, che con lungimiranza, decidono di affiancare alla strada segnata dai loro studi, questo nuovo coraggioso cammino, che li ha portati agli attuali successi, regalando delle indimenticabili Mix Experiences ai loro clienti.

Ho intervistato Gabriele Cossu che mi ha raccontato i termini del loro progetto aziendale.

  • Come nasce Shockino?

Il nostro, è stato un percorso atipico perché non eravamo cioccolatieri, ne tantomeno legati al mondo del cioccolato.

Siamo due soci, entrambi professionisti nell’ambito del design. Insieme abbiamo avuto l’idea di provare a inserire un prodotto nuovo all’interno di una categoria molto matura.

Inizialmente ci siamo rivolti a degli intermediari che già conoscevano il settore della pralineria, ma non siamo riusciti a concretizzare. Così, alla fine per evitare che la nostra intuizione sfiorisse, o peggio ancora, come spesso capita, venisse colta da qualcun altro, abbiamo deciso di lanciarci in modo autonomo.

E nel giro di qualche anno, siamo passati dall’idea alla pratica. Il nostro laboratorio è nato grazie alla conferma che abbiamo avuto con l’arrivo di un premio molto importante, la Menzione d’Onore Compasso d’Oro Internazionale.

Il riconoscimento più antico, ma anche forse il più autorevole nell’ambito del design. Che ha portato un piccolo laboratorio artigianale a livello di un’azienda strutturata. Grande motivo di orgoglio professionale anche per noi.

Così abbiamo deciso di avventurarci nella realizzazione della nostra pralina componibile, diventando nel frattempo anche cioccolatieri artigiani. Oggi il laboratorio non produce più soltanto questi cioccolatini ma riesce a creare anche altre offerte in ambito dolciario.

Creme spalmabili, uova di Pasqua, ricoperti, tavolette. Un mondo in continua crescita e in continuo movimento, perché siamo sempre alla ricerca di innovazione.

Basilare per noi che le materie prime siano di qualità. Affinché il prodotto riesca ad emergere evitando le banalizzazioni, e cercando sempre, di aggiungere qualcosa nel racconto.

Poi ovviamente ci dedichiamo il più possibile a curare l’immagine, l’aspetto, il design. Inteso non più, solo come forma, ma anche come comunicazione e come valore aggiunto.

  • Quindi anche valorizzazione del territorio, non solo del vostro, perché utilizzate ingredienti di alta qualità.

Siamo partiti dal Molise per due aspetti. In primo luogo, perché uno dei due soci è molisano, poi perché questa regione ha grandi affinità con la Sardegna. Sono un po’ due Isole. La nostra lo è in modo oggettivo, mentre il Molise può essere definito tale, perché è una piccola regione che tende a scomparire in una posizione “incastrata” all’interno dell’Italia. Come noi difficilmente raggiungibile, perché non è mai, per così dire, “di strada”, e ci accomunano alcuni significativi valori.

Siamo caparbi, e determinati, ed entrambe le regioni rappresentano un modello di sostenibilità. Sono territori ricchi di storia, di cultura e di tradizioni agroalimentari fortissime. Ci è sembrato quindi perfetto creare il nostro progetto in Molise.

La stessa storia della pralina componibile è basata su questi fondamenti. Se si parla di nocciola, noi argomentiamo con quella del Piemonte IgP. Se si parla del pinolo, noi parliamo di quello raccolto nel Parco di San Rossore in Toscana. E così per tutti gli altri ingredienti. Il pistacchio e le mandorle della Sicilia, le essenze naturali di mirto estratte a Sadali, in Sardegna. Così come il bergamotto della Calabria, la menta di Pancalieri in Piemonte e l’olio extravergine bio del Molise.

Abbiamo voluto esaltare in profondità quelli che sono gli elementi che utilizziamo per comporre i nostri prodotti. Mettendoli bene in evidenza, così che diventassero protagonisti essenziali del nostro racconto.

  • E il cioccolato?

Per il cioccolato abbiamo un importatore diretto dal Perù. Per una questione di volumi e quantitativi non stiamo ancora facendo tutta la trasformazione in laboratorio. Mentre per le creme, che oggi rappresentano il secondo prodotto trainante dopo le praline componibili, partiamo dalla materia prima di alta qualità, che ci arriva direttamente dai luoghi di produzione.

  • La forma delle vostre praline, è davvero insolita, quando è nata questa idea?

La pralina così strutturata, è stata presentata a Torino nell’ottobre del 2008, in occasione della manifestazione World Design Capital, negli spazi del Museo Carpano Eataly.

La forma, nel tempo, non ha subìto grandi cambiamenti. Sin dall’inizio erano presenti i tre elementi che la compongono. La base, l’anello e la granella che sono parte integrante del progetto.

La nostra idea era quella di generare una struttura facile da intuire. Perché il design è interfaccia e chiarezza, in termini di forma per la funzione. Quindi tre elementi che istintivamente potevano essere rapidamente selezionati e riassemblati.

Abbiamo scelto una forma ad anello perché il cioccolato, tenuto troppo in mano si scioglie, deperisce. La forma tonda risulta essere autocentrante. Rapidamente, si prende la base, si sovrappone l’anello, e si seleziona la granella. Spingendo leggermente nella zona centrale, incredibilmente si compone la pralina, facendo vivere questa grande Mix Experience che noi raccontiamo.

Nasce da una composizione dettata dal gusto personale, un cioccolatino che è un mix di tre di tre elementi. Il tutto sembra banale ma in realtà è qualcosa di nuovo. Questo è il grande dono del design, il riuscire, attraverso un’intuizione, a creare qualcosa che non esisteva, capace di regalare stupore.

Con tre moduli si concretizza la nostra idea. A livello progettuale, il difficile è stato arrivare ad un pezzo finale del peso ideale di circa 14 grammi. Dimensione perfetta per una pralina, alla quale siamo giunti attraverso complesse operazioni di conteggio e riduzione di spessori. Calibrandoli in maniera ottimale, così da ottenere attraverso stampi idonei, un cioccolatino non troppo fragile e dalle tante potenzialità.

All’interno della base nella cupoletta, si può inserire un riempimento con una ganache, oppure con delle confetture, o delle gelatine.

Anche l’anello di copertura, nelle tirature a più alto valore, può subire lo stesso trattamento, con un’operazione attenta e precisa. Il perno centrale con la granella, è anch’esso realizzato a mano. E messo a punto grazie ad una tecnica meticolosa, che con l’esperienza è andata ulteriormente ad affinarsi.

  • Perché il nome Shockino?

Quando siamo partiti cercavamo un nome associabile ad un prodotto totalmente nuovo che voleva suscitare stupore, così abbiamo giocato con questo che ha diverse letture. E poi doveva essere facile da ricordare e destare curiosità. Inoltre, non ha un italian sounding, bensì, ha un suono simile in tante lingue. E non ultimo, visto che siamo partiti realizzando una pralina con dei riempimenti, ci siamo ispirati ad una leggenda.

Pare che la ganache fosse nata per l’errore di un allievo di un cioccolatiere francese, durante l’organizzazione di un banchetto importante. Si stavano realizzando delle preparazioni elaborate. Tra queste venne fuori una sorta di poltiglia che fu usata come riempimento, andando ad attribuire il termine ganache all’essere distratti e sciocchi. Da qui, il nome Shockino Mix Experience.

  • Progetti futuri? Oltre a ideare nuove creazioni, prevedete di aprire altri negozi monomarca?

Adesso la priorità è cercare, dopo aver creato le diverse linee di prodotto, praline, tavolette, ricoperti e creme spalmabili, di stabilizzare l’andamento del lavoro.

Puntiamo in primo luogo sull’ampliare la visibilità. Molti ci hanno conosciuto attraverso la pralina componibile, ma ora è necessario far capire che non siamo solo quello. E che la stessa attenzione, viene usata su tutti gli altri prodotti.

  • Quindi puntate comunque su una vendita di nicchia?

È nostra cura mantenere sempre alta, l’asticella della qualità. Poco prima dell’inizio del periodo pandemico, abbiamo lanciato un configuratore on-line che permette ai clienti di spaziare su un’ampia tipologia di servizi.

Ci sono delle confezioni già pronte, con una selezione di gusti abbinati. Ma poi, si può scegliere di andare sul link “crea la tua scatola” e valutare gusto per gusto, in base alle proprie preferenze.

Dopo il primo lock-down a Settembre 2020, abbiamo aperto anche il punto vendita monomarca, adiacente al laboratorio di produzione, destinato per il momento a restare il solo.

  • Il prezzo dei vostri prodotti nello shop-on-line risulta essere assolutamente allineato al mercato. Nonostante siano piuttosto ricercati nella cura e nella qualità degli ingredienti che utilizzate. Come siete arrivati a questo risultato?

Nel corso degli anni abbiamo migliorato anche questo aspetto. Andando ad agire nella gestione interna, siamo riusciti ad arrivare a delle fasce prezzo euro/chilo tutto sommato concorrenziali.

Non abbiamo mai avuto l’obiettivo di creare un prodotto d’élite, bensì di raggiungere un giusto equilibrio tra qualità e prezzo. Offrendo a chiunque, anche grazie alle confezioni porzionate, la possibilità di provare i nostri cioccolatini, senza un eccessivo impegno economico.

Con le creme, devo dire che si sono ottenuti dei risultati ancora più performanti. Mantenendo un’alta qualità, i prezzi sono assolutamente allineati. Oggi produciamo ben 18 gusti diversi, con una logica da design. Ovvero cercando di ottimizzare una base di eccellenza e poi andando a personalizzarla in base alle richieste e le opportunità.

Uso come esempio la nostra crema spalmabile con il 45% di nocciole del Piemonte IgP, zucchero grezzo, olio extravergine bio del Molise, e latte. Questa ricetta viene proposta arricchita da delle scaglie di cacao Criollo Monorigine del Perù di alta qualità. In questo modo abbiamo creato una crema che in Francia, attualmente, sta avendo un grande successo.

Quindi preparazioni diverse dal solito, che hanno un valore aggiunto, che garantiscono un’esperienza sensoriale non scontata e soprattutto a dei giusti prezzi.

  • Quali sono state le difficoltà oggettive che avete dovuto superare per portare avanti il vostro progetto?

In un mondo tanto ampio e variegato, di offerte legate al cioccolato, riuscire ad emergere non è affatto facile. Sin da principio abbiamo lavorato sull’acquisire credibilità e conquistare la fiducia dei consumatori. Non solo garantendo standard qualitativi molto alti, ma anche partecipando a tanti eventi legati alla realtà del food.

Da Eurochocolate a Perugia, a Golosaria a Milano, al Salone del gusto di Torino. Poi il Cibus, Il Salon du chocolat a Milano, fino a Roma Golosa e Vinitaly.

  • In quali ambiti i vostri prodotti sono particolarmente richiesti?

Un settore dove abbiamo avuto grandi soddisfazioni è quello della regalistica aziendale. Proponendo un’offerta interessante e sicuramente d’impatto. Ma sopratutto facilmente personalizzabile, non solo nei gusti ma anche nei formati e nel packaging. Per questo, molte aziende ci hanno scelto per celebrare una festività, oppure un momento Corporate.

Non solo, ha successo anche per le ricorrenze familiari, dai matrimoni ai battesimi fino ai pensionamenti. Sia le confezioni di praline che le creme spalmabili nel formato da 40 gr. risultano perfette, da donare agli ospiti come ricordo. Perché oggi il cibo è molto più gradito come elemento gift rispetto al classico gadget.

Lo scorso anno siamo partiti per la prima volta con le Uova di Pasqua. È stato un test ed è andato molto bene. Quest’anno abbiamo già raddoppiato il numero delle uova consegnate in tutta Italia e in diversi paesi Europei. Produciamo un formato da 220 grammi realizzato a mano, con all’interno un piccolo pacchetto di semi da piantare in giardino.

È così che dal Molise, parte un messaggio di sostenibilità e di eccellenza, che vorremmo riuscisse a espandersi, allargando sempre più i confini territoriali.

Una nostra grande soddisfazione, è vedere che un laboratorio partito da zero, è riuscito ad impiegare un buon numero di persone tra fisse e stagionali, con un’alta prospettiva di crescita futura.

  • Di recente siete arrivati anche a cagliari.

Si, esatto, a Cagliari i nostri prodotti verranno ospitati da AlimenTuv. “Il negozio di prodotti alimentari gourmet che nasce dalla passione per l’alta qualità, le materie prime e l’enogastronomia d’eccellenza.”

Ho incontrato il titolare Fabrizio Tuveri lo scorso agosto. Quasi per caso, sono entrato nel suo punto vendita e gli ho parlato del progetto. Lui aveva aperto da poco, in un momento non particolarmente facile. Ma ha dimostrato immediatamente la sensibilità giusta per capire che proporre delle cose diverse, non è un rischio, ma è una grande opportunità.

Quindi ha sposato subito il progetto e ha deciso di ospitare in vendita i nostri prodotti, insieme alle altre eccellenze del suo banco.

(crediti foto Shockino)

Sara Sanna

Ho 48 anni e vivo in Sardegna. Ho lavorato come tecnico del restauro archeologico prima, poi come guida turistica e operatrice museale presso la "Fondazione Barumini Sistema Cultura" che si occupa della...

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