Sara Papa ha iniziato la sua esperienza televisiva a “La Prova del Cuoco” nel 2009, ha continuato su  Alice TV realizzando un centinaio di puntate con il programma “Pane amore e fantasia” portando al successo l’arte della panificazione in Italia e sugli schermi.

Da 3 anni collabora con la Rai al programma Geo&Geo. E’ spesso ospite nelle trasmissioni Buongiorno Benessere, Tempo e Denaro, Web &food, Mi manda Rai 3, La vita in diretta, Uno mattina, Agorà. TV2000.

L’abbiamo intervistata:

Hai lavorato per anni come costumista cinematografica, come sei passata al food?

A dire il vero io sono nata nel vero biologico, mio padre era contadino e quindi ho vissuto tutte le stagioni della natura con grande partecipazione

Tutto quello che si assorbe da piccoli torna sempre, io dico durante le mie lezioni che bisogna far partecipare i figli a tutto ciò che è la vita della casa e trasmettere dei valori che anche se non sembrano subito assimilati ritornano perché gli input in tenera età sono assorbiti.

In passato i bambini partecipavano alla vita della casa, nel senso se’ c’era da fare la marmellata partecipavamo alla raccolta delle pere, oppure si partecipava alla vendemmia, non si pensava neanche lontanamente di dirle “io non lo faccio”, era normale farlo ed anche molto bello. Oggi quando si cucina i figli non vedono neanche cosa si cucina e non sanno neanche la provenienza dei prodotti, in generale si parla tanto di cibo ma non si parla da dove proviene.

Io sono una fortunata perché ho avuto modo di conoscere da dove provengono le materie prime che in cucina si lavorano

Hai iniziato la sua esperienza televisiva a “La Prova del Cuoco nel 2009,e poi hai continuato su Alice TV realizzando un centinaio di puntate con il programma “Pane amore e fantasia”, come sono nate queste collaborazioni? 

Si ho iniziato con ricette della mia terra, la Calabria, poi con il tempo ho iniziato anche ad approfondire alcune aspetti soprattutto legati al pane ed alla panificazione. Si era persa tutta l’identità ed il sapore di quello che era una volta il pane, iniziando a parlare di lievito madre, farina macinata a pietra e grani antichi. Oggi piano piano anche le grandi aziende multinazionali stanno danno un certo rilievo a queste nuove tendenze anche se stiamo ancora agli albori.

Pane amore e fantasia è stata una bella vetrina ed ho avuto la possibilità di mettere dei paletti anche con l’editore escludendo dal programma qualsiasi farina di tipo commerciale e questa è stata una svolta, dando un messaggio chiaro e forte per un utilizzo delle farine “non raffinate”.

Come sono nati i tuoi libri?

Sono nati dalla creatività e dalla mia voglia di dare un messaggio forte, di condivisione e di semplicità, io sono sicura che il futuro è bio anche se sento spesso dire che il bio è caro, il bio è chic, ma in realtà è che oggi siamo abituati a comprare nei GDO a prezzi eccessivamente bassi, ad avere del cibo “spazzatura”, non siamo più abituati a pagare il giusto prezzo di un coltivatore che lavora la terra nel rispetto della natura, e questa pratica ha un costo. Ormai siamo inondati da prodotti della terra che arrivano da fuori come le arance a settembre che arrivano dall’Africa ad un prezzo irrisorio, non capisco come si faccia a comprare questi prodotti, i limoni argentini o asparagi cileni. Tutto questo si ripercuote sulla salute della gente ma nessuno se ne vuole rendere conto che piccoli risparmi oggi per l’acquisto del cibo avranno effetti dannosi sulla salute in futuro. Bisogna educare le persone a comprare e pagare il giusto per la qualità che si riceve e non solo per la tecnologia ma soprattutto per quello che si mangia.

Sei stata premiata il 4 aprile 2016  Opinion Leader e personaggio dell’anno 2015, attraverso il sondaggio annuale di Italia A Tavola, cosa hai provato?

Devo dire che è stata una cosa che mi ha fatto molto piacere ma quello che mi dà più soddisfazione è il rapporto umano che si instaura con le persone che sono state ai miei corsi che mi scrivono, che mi chiamano dandomi quindi degli attestati di stima quotidiani. La condivisione è il cardine del mio lavoro, il pane è lo strumento per veicolare ricette, strumenti e tecniche di lavorazione.

Fai tanti corsi di formazione, ma chi sono i tuoi discenti?

Sono persone che non ti aspetteresti mai, andiamo dallo psichiatra, all’ingegnere nucleare, dalla cantante lirica alla signora Teresa. Sono persone comuni o meno che hanno voglia di conoscere ed imparare a vivere e mangiare meglio.

Hai collaborato ad un importante progetto ideato da Massimo Bottura e Davide Rampello al Refettorio Ambrosiano, iniziato con Expo 2015, insieme ai 45 chef più importanti al mondo e fai parte anche del Libro Il pane è Oro, ci racconti qualcosa?

Massimo è una rande persona che dà un gran valore ai rapporti umani, dar da mangiare attraverso gli scarti, gli avanzi utilizzati dai grandi chef è stato qualcosa di molto importante. Ho insegnato alle persone che sono rimaste al refettorio (forse unica cosa che è sopravvissuta all’Expo) a fare il pane in modo che l’attività potesse continuare. Inoltre ho potuto conoscere le persone che frequentavano il Refettorio Ambrosiano, un esperienza che mi ha lasciato un segno perchè vedi persone che hanno perso il lavoro, ex colletti bianchi che si sono trovati all’improvviso in mezzo ad una strada.

Progetti per il futuro?

Il prossimo libro che sto scrivendo e altri programmi televisivi tra cui Geo&Geo ed altri che spero arriveranno.