Le storie di birra non partono quasi mai per caso, c’è sempre la passione che le anima, in un modo o nell’altro.

Fabio Ditto non ha cominciato come homebrewer, come fanno molti dei novelli mastri birrai. Non ha trasformato lo sgabuzzino o la cantina in un luogo magico fatto di fermentatori, sacchi di malto, provette e bottiglie vuote

Lui è partito da un altro snodo vitale di questo frizzante mondo birrario, quello della distribuzione e della vendita.

Lo studio del mercato, dei migliori prodotti, delle tradizioni che sono dietro questa bevanda, dei trend di consumo ha costituito un bagaglio di esperienza su cui si è innestata ed è cresciuta la passione per la birra.

stabilimento_kbirrL’incontro poi con l’amico e birraio Achille Certezza, la possibilità di comprendere i processi produttivi e di governarne i risultati fanno fare Fabio il “salto” dall’altro lato del fermentatore

L’idea che sta alla base di KBirr è quella di creare un prodotto che già nel nome porti con se l’entusiasmo per le cose buone: è un omaggio alla cultura napoletana. KBirr deriva dall’esclamazione partenopea di gioia, che evoca l’immediatezza, la spontaneità e la passione di questa birra: “Caspita, che birr!”.

casa_kbirrIl progetto, partito con la creazione di una gamma di prodotti artigianali che abbracciano alcune delle tipologie maggiormente apprezzate dal mercato è sfociato da poco nella realizzazione, lungo il Miglio d’Oro di Torre del Greco di Casa KBIRR , un locale in cui i bicchieri del birrificio incontrano i grandi piatti della cucina napoletana in un  ambiente rilassato e familiare.

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Ho assaggiato quattro delle loro birre, ecco le mie impressioni.

NATAVOTA NATAVOTA  Una classica lager, birra di bassa fermentazione, stile solitamente poco battuto dai microbirrifici poiché il processo produttivo ed il controllo della catena di lagerizzazione è impegnativo e sovente foriero di problemi. In questo caso però no, ci troviamo di fronte ad una bella birra, semplice, diretta con un bel naso di erba tagliata, di leggera resina e di fiori di campo. In bocca si manifesta un gradevolissimo equilibrio. Dorata e brillante, con una schiuma bianca e “baffosa” regala subito una nota di miele fa da contrappunto all’amaro erbaceo che accompagna il sorso lasciando una bella bocca. Una birra semplice e diretta, da bere accompagnando un mezzo sfilatino caldo con della buona mortadella artigianale.

NATAVOTA_RED NATAVOTA RED Il colore è un ambrato carico, si tratta di birra da tutto pasto, con un tenore alcolico medio, un corpo ben definito e dai bei toni maltati che si preannunciano al naso e si confermano in bocca regalando un interessante mix di biscotti e di frutta rossa. Nel finale le note di caramello si attenuano per lasciare spazio ad un maro bilanciato e mai aggressivo con leggere note tostate. A mio avviso è la classica birra da accompagnare ad una sempre gradita pizza margherita, quella semplice fatta di pochi ingredienti ma di grande qualità.

JATTURAJATTURA In un crescendo alcolico di complessità incontriamo questa Scotch Ale atipica poichè quelle classiche hanno gradazioni alcoliche più contenute. Il colore è ramato, brillante, la schiuma abbondante, cremosa e profumata. Nonostante la sua forza si tratta di una birra incredibilmente beverina, piena di corpo ma che va giù in maniera pericolosa. Al naso le note di caramello e di toffè venate di cacao amaro si amalgamano in bocca ad un bouquet pieno di amarene e fichi. Il finale amaro pulisce bene la bocca e rende quai perfetto l’equilibrio gustativo. Una birra potente ed appagante che trova la sua collocazione ideale accanto ad piatto di ziti alla genovese oppure una fiorentina alla brace di quelle serie.

PALIATAPALIATA  Dietro un colore quasi nero ed una cremosa schiuma color nocciola, questa imperial stout nasconde benissimo i suoi 9 gradi alcolici. Al naso subito ed evidenti le note di caffè d’orzo leggermente torbato. In bocca, accompagnate da un corpo importante, si schiude un mondo fatto di sfumature di cioccolato fondente, di caffè, di liquirizia ma anche di ciliegia e di mandorle sovratostate. Il warming alcolico che sottolinea il retrogusto è lungo, morbido e mai scomposto. Da bere con un classico della pasticceria napoletana come la torta caprese al cioccolato.