Tancredi Ristorante, una storia che nasce sulle sponde del Lago di Garda.
In una location veramente unica, con garden sul lago, e una vista da togliere il fiato, il Tancredi Ristorante, si presenta con un accurato restyling degli interni e degli esterni. Firma così la proposta gastronomica lo chef Roberto Stefani, bresciano di origini e con un curriculum di tutto rispetto.

Lo chef Roberto Stefani porta con sé le sue esperienze e gli insegnamenti trasmessi da Marchesi e Guida. Una cucina che valorizza il prodotto, la materia prima senza snaturarla ma anzi esaltandone le caratteristiche. Sapori per distinti e riconoscibili in ogni piatto. Lo chef firma una proposta gastronomica elegante, a tratti sensibile in un perfetto equilibrio di sapori e contrasti.

Chef Roberto Stefani, come trova la sua esperienza al Tancredi?

Posso dire che la mia esperienza al ristorante Tancredi è assolutamente positiva sotto ogni aspetto sia dal punto di vista professionale che umano. E’ un luogo dove si lavora bene, ci si confronta e si dialoga.

 

Perché la sua cucina è definita “food emotional experience e cucina sensibile”?

Perché cerco di valorizzare l’essenzialità dei piatti. L’obiettivo è quello di non trasformare troppo la materia prima ma cercare di esaltarne il gusto e di lasciare il piatto più pulito.

 

Come ha funzionato il lavoro di squadra al ristorante con colleghi provenienti da diversi parti d’Italia?

Sicuramente bene perché, oltre a condividere la stessa lingua, ho la fortuna di lavorare con persone con cui condivido lo stesso linguaggio lavorativo, e a tal riguardo penso sia fondamentale per lavorare in armonia essere sulla stessa lunghezza d’onda ed avere la stessa empatia all’interno della brigata.

 

 

Qual è la sua filosofia di cucina?

La mia esperienza di cucina consiste nel far vivere ai cliente un’esperienza sensoriale completa cercando di far suscitare loro delle emozioni attraverso i sapori, i profumi e stimolando i ricordi.

 

Cosa ci racconta della sua esperienza con Antonio Guida al Pellicano?

La mia esperienza al Pellicano è stata significativa sia dal punto di vista professionale sia da quello umano. Dal punto di vista professionale è stata un’esperienza che ha richiesto tanto studio, serietà, crescita professionale, tanta passione e responsabilità e voglia di emergere in una brigata numericamente importante (circa 18 persone). Lo chef Antonio Guida era sempre in prima fila per motivarmi, era lui che mi faceva innamorare ed appassionare ogni giorno di più perché era il primo che si metteva in gioco. Dal punto di vista umano lo chef Guida è stato un punto di riferimento anche a livello umano.

 

Cosa si è portato dietro come bagaglio culturale e professionale?

Il mare. Si, assolutamente il mare. Con le sue atmosfere, i suoi profumi e la sua ricchezza.

 

Della sua straordinaria esperienza al fianco del maestro e chef Gualtiero Marchesi, all’Albereta, cosa ci può raccontare? Quali insegnamenti gli ha trasmesso?

Lo Chef Gualtiero Marchesi all’Albereta mi ha trasmesso l’importanza dell’identità del prodotto, valorizzandolo nella sua semplicità.  Potrei esprimere in tre parole ciò che ho imparato grazie al maestro: valorizzazione, semplificazione ed esaltazione del prodotto.

Cosa ricorda e ci può raccontare delle sue esperienze all’estero?

Sicuramente le mie esperienze all’estero hanno avuto un grande impatto sulla mia vita sia dal punto di vista umana che professionale. Sono state esperienze che mi hanno fatto crescere molto a livello professionale, dovendomi relazionare con visioni e stili di cucina diversa dalla nostra e a saper convivere anche con culture completamente diverse. Dal punto di vista umano è senza dubbio una crescita di vita importante perché ci si trova soli.

 

Della sua precedente esperienza al Ristorante “La Lepre” di Desenzano cosa racconta?

E’ stato il locale che mi ha dato la possibilità di riavvicinarmi a casa e di iniziare il mio percorso sul Lago di Garda.

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Il Sig.re Arnaldo, il patron del ristorante, uno dei cinque soci del gruppo RISORGIMENTO SRL, ha risposto ad alcune nostre curiosità

 

Come mai la scelta del nome Tancredi legata al lirico Tancredi Pasero?
Il Nome Tancredi è legato a Tancredi Pasero, un cantante lirico che aveva una villa di proprietà di fronte al nostro Ristorante. E’ stato un personaggio di prestigio per la comunità di Sirmione per tanto la nostra ambizione è di seguire le sue tracce professionali seppur in ambiti diversi.

Cosa rappresenta sul territorio la Baia del Tancredi?
La baia del Tancredi è un punto di riferimento geografico molto importante per Sirmione, è un punto di riferimento soprattutto per i pescatori.