Paola a 16 anni si fa regalare un enciclopedia sulla cucina, e il primo kay  Si trasferisce a Roma per studiare alla Sapienza, scienze politiche, ed inizia a frequentare una serie di corsi di cucina: Gambero Rosso, Dolce e Salato e due anni fa a Roma con Antonino Canavacciulo.  Dopo di che inizia a viaggiare facendo diverse esperienze per poi tornare a Cassino buttandosi nel mondo della moda, in quel periodo organizzava cene e aperitivi a base di sushi. Ma non si era ancora messa alla prova nella sua vera passione. Parte dalla gavetta, e dopo tantissimi ostacoli e costanti prove da superare oggi eccola qua ad essere quello che è il risultato di questo percorso, consapevole che non smetterà mai di imparare migliorare e porsi obiettivi sempre più difficili. 

L’abbiamo intervistata:

Ciao Paola ci racconti come nasce la tua passione per la cucina?

Sono fermamente convinta che la passione per la cucina è una attitudine/qualità con la quale ci si nasce. Ricordo infatti che sin da piccola ero sempre molto curiosa e attenta nel seguire in particolar modo le tecniche culinarie di mia nonna.

Per l’appunto a seguito di questa mia grande curiosità, ho iniziato sin da piccola, mettendomi alla prova,a mettere in atto quello che vedevo. Tant’è vero che a otto anni ho fatto completamente da sola delle fettucine.

Guardando le tue foto capiamo che hai una passione per la carne, come mai?

Dopo aver lavorato in  cucina e aver acquisito delle skilles nelle diverse partite, nel ristorante dove tutt’oggi lavoro, “Area Varlese Cassino” , la proprietà , nell’intento di diversificare, decide di aprire una steak house di livello “Master Steak House”.

Mi viene proposto di gestire a tutto tondo questa nuova realtà , e io accetto senza remore. Quindi passo dalla cucina alla postazione steak house dove cucino a vista.

Per quanto sopra è facile capire che mi sono buttata con tutta la mia passione e la mia curiosità nella gestione della steak house, acquisendo in quattro anni la qualifica di chef steak house, studiando e impegnandomi.

 

Qual è il taglio che prediligi e perché?

La carne è il mio attore protagonista quindi dirti un taglio che prediligo sarebbe dirti a quale figlio voglio più bene, faccio io gli ordini e ovviamente il menù e i miei tagli sono lombate ,costate, rib eye, cube roll, filetto, tomahawk. A me personalmente piace moltissimo il controfiletto.

Cosa ne pensi di questa “deriva vegana”

Più che deriva vegana io la chiamerei “panta rei”:tutto scorre, tutto avanza, cosi come la cucina e le nuove visioni culinarie. Personalmente rispetto i vegani basta che loro facciano altrettanto. Mi spiego meglio. Io non impongo a loro la mia cucina cosi come loro non devono farlo, a mo’ di crociata con chi vegano non è.La mia filosofia è che è bello e buono ciò che piace basta non sconfinare nel territorio altrui.

 

Facciamo il gioco della Prova del cuoco: ci inviti tutti a cena cosa prepari?

Siete miei ospiti ,verrei al vostro tavolo e vi chiederei innanzitutto la cottura che più gradite, dopo di ciò vi chiederei se preferite più una carne marezzata o meno ,se vi piacciono più piatti della tradizione o anche un po di modernità, fatto ciò ,capendo i vostri gusti ,vi farei fare un percorso culinario nella mia steak house, sempre rispettando I VOSTRI GUSTI,non c’è cosa più bella di far godere il cliente attraverso quello che cucini. Questa è la missione di uno chef per me.

I tuoi progetti futuri?

Progetti per il futuro: continuare a crescere ed imparare perchè in cucina chi si ferma è finito.