Si inaugurerà il prossimo 3 ottobre, presso il “Centro Servizi Camerali Galeazzo Alessi”, la mostra fotografica “Scatti in Libertà”, patrocinata dal Comune di Perugia, che resterà aperta fino a domenica 6. L’esposizione propone 25 scatti d’autore realizzati sia durante le lezioni del corso per “Addetto alla cucina” svolte dai rinomati chef “Moschettieri del Gusto”, Catia Ciofo, Andrea Mastriforti, Antonella Pagoni e Cristiano Venturi, sia in occasione della cena di gala “Golose Evasioni”, giunta alla sua quinta edizione. Eventi promossi e gestiti dalla cooperativa sociale Frontiera Lavoro presso il Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia.

Si tratta di un’esperienza raccontata con bravura e delicatezza da quattro straordinari fotografi, Martina Mencarelli, Luca Michetti, Rita Paltracca e Matteo Vicarelli. Il loro reportage coglie i diversi aspetti “degli attori” di un istituto di pena: insieme ai detenuti, che sono comunque, il soggetto predominante, gli agenti di Polizia Penitenziaria, gli educatori e i volontari. Il percorso fotografico descrive le numerose iniziative che tali soggetti hanno posto in essere per riempire di contenuto il transito verso il pieno reinserimento nella società. Un passaggio che non è un privilegio, ma al contrario una doppia fatica: quella di condividere con gli altri, nel reciproco rispetto, luoghi, spazi, regole, insieme a quella di fare i conti con il proprio passato e con la possibilità di un cambiamento. Per arrivare a crederci.

Fino in fondo. La fotografia riesce così a rendere percepibile, al di là della retorica e del pregiudizio, qualcosa di intangibile, stimolando uno sguardo diverso su uno spaccato di realtà tanto complesso da decifrare per chi non vi è mai entrato in contatto. Nella splendida cornice dell’ex Borsa Merci nel cuore storico della città, si apre, quindi, per il visitatore un mondo apparentemente lontano che l’esperienza della mostra “Scatti in Libertà” può contribuire a rendere più vicino. I quattro fotografi hanno frequentato la struttura penitenziaria, hanno conosciuto i detenuti, si sono confrontati con loro e li hanno fotografati, immortalandone la volontà e la speranza di un passaggio verso una vita migliore per sé e per la società che saprà accoglierli. “Ci siamo avvicinati con grande discrezione al mondo penitenziario, dichiarano i quattro fotografi, e abbiamo lentamente maturato il desiderio di realizzare un percorso fotografico che raccontasse quello che avviene dentro. Ci hanno colpito molto questi percorsi in transito, verso una nuova vita. Ragazzi disposti a metterci la faccia. A ripartire dai propri errori. Siamo rimasti colpiti molto dalla disponibilità di questi allievi speciali. In un tempo in cui la gente si fotografa per spirito puramente edonistico, loro hanno accettato di comunicare la loro vita in transito, cogliendo in questo un sincero amore per il lavoro che viene fatto all’interno del laboratorio di cucina del carcere perugino”. Grazie ai finanziamenti messi a disposizione dal Fondo Sociale Europeo Frontiera Lavoro, a breve, avrà la possibilità di dare continuità alle azioni intraprese ampliando l’offerta formativa anche alla sezione femminile del carcere di Perugia e prevedendo oltre a quella di addetto alla cucina altre figure professionali che possano avere un buon grado di occupabilità. Inoltre, negli istituti di pena di Perugia e di Terni, si è dato avvio ad un progetto “FAMI” capofila la Regione Umbria rivolto alla popolazione detenuta extracomunitaria alla quale viene rivolta una specifica azione di orientamento al lavoro che consentirà di creare una banca dati delle professionalità per soddisfare le richieste del mercato ordinario del lavoro.

Guardando le foto esposte nella mostra si avverte la serenità dei semplici momenti di vita quotidiana, si respirano la sofferenza, la speranza di chi è costretto a vivere in quella dimensione, il rispetto di chi prova a rinascere e a riscattarsi. “Scatti in Libertà” è un’occasione per conoscere il carcere, capirlo, guardarlo con occhi diversi, lontano da pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni.

Le porte del carcere si aprono. La speranza viaggia sulle immagini.