Lorenzo Sandano, detto “Linguini”, è un giovanissimo romano, considerato tra i migliori gastronomi under 30. Nonostante la sua giovane età ha un curriculum che fa invidia ai suoi coetanei. È stato giudice di Cuochi e fiamme, talent show culinario condotto da Simone Rugiati, è stato due volte giudice esterno di MasterChef Italia, ha collaborato con il Gambero Rosso e attualmente scrive per L’Espresso e per la rivista internazionale Cook_inc.

Come ti è sbocciato l’amore sfrenato per la gastronomia?

Mi ritengo un ragazzo molto fortunato, sono cresciuto in un contesto familiare che da sempre ha prediletto la “convivialità”. Se dovessi scegliere un episodio scatenante, mi toccherebbe fare un passo indietro… Avevo 17 anni, ero all’ultimo anno di liceo, insieme ad un mio caro amico feci il mio primo viaggio in autonomia, andammo a Barcellona. All’interno della guida che ero solito consultare, c’era un paragrafo legato alla gastronomia, scoprii che gli spagnoli sono molto legati ai rituali conviviali. In Spagna ritrovai la condivisione delle mie radici, vista però con la libertà di un ragazzo che si avvicinava alla maggiore età. Ritornato in Italia, iniziai a leggere, in maniera compulsiva, libri, guide che parlassero di cibo, investendo tutto me stesso e trasformandolo in un vero e proprio lavoro.

Lorenzo Sandano

All’età di 20 anni hai collaborato con il Gambero Rosso. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Sarò sempre grato a Gambero Rosso per il livello di formazione che mi ha dato. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con persone che orbitavano da tempo in questo settore. Sono stati 5 anni molto intensi, ma essendo un amante dell’autonomia, ho preferito andare alla scoperta di stimoli nuovi. Ho avuto la fortuna di conoscere Anna Morelli, editrice della rivista internazionale Cook_inc, per la quale scrivo attualmente.

Lorenzo Sandano

Cosa ti ricorda Passione Gourmet?

Passione Gourmet è stato un capitolo breve, ma intenso. Si trattava di una logica lavorativa diversa rispetto a ciò a cui ero abituato. Io provenivo da contesti legati all’aspetto giornalistico, mentre il team di Passione Gourmet comprende persone che sono semplicemente appassionate al cibo, con una elevata gamma di esperienze sul campo. Dopo questa avventura ho cercato contesti più aderenti alla mia personalità.

Linguini è il tuo soprannome. Com’è nato questo appellativo?

Il soprannome Linguini mi accompagna dagli albori della mia carriera gastronomica.

Agli inizi mi capitava di andare in ristoranti da solo o a volte accompagnato da mia madre. Un giorno insieme alla mia mamma andammo a “L’Oste della Bon’Ora” un ristorante gourmet a Grottaferrata. Uno dei responsabili rimase colpito nel vedere come parlavo di cibo in maniera molto forbita. Allora rispetto ad un commento, si rivolse a mia madre dicendole: “Signora, non si deve preoccupare, non vede che suo figlio è uguale al personaggio del cartone animato “Ratatouille”?” E da lì venne fuori l’appellativo Linguini.

Sei stato per ben due volte giudice esterno di MasterChef Italia. Quali sono le emozioni che ti ha suscitato?

La prima volta è stata molto emozionante, un po’ perché ero più giovane, ma anche perché era la mia prima vera esperienza televisiva. La seconda volta, invece, è stata recepita meglio da me e dal pubblico, ho sentito più vicinanza da parte loro. Non pensavo che le persone mi arrivassero a fermare per strada, devo dire che resto sempre un po’ imbarazzato rispetto a qualsiasi manifestazione di attenzione.

Sei stato giudice a Cuochi e fiamme lavorando a stretto contatto con professionisti importanti. Com’è stato collaborare con loro?

Sono stato veramente fortunatissimo. Con Simone Rugiati c’è stato un feeling immediato, siamo diventati davvero molto amici, lui è un professionista assoluto per quel che concerne tempi e movenze, senza di lui non ce l’avrei mai fatta. Per quanto riguarda le mie due compagne di tavolo, mi sono trovato bene fin da subito. Debora Villa è di una dolcezza e di una simpatia infinita, così come Chiara Maci, anche lei  una grandissima professionista, mi hanno aiutato e supportato dal primo all’ultimo giorno. Rispetto a MasterChef Italia,  questa è stata l’esperienza televisiva più integrale.

A 17 anni ti aspettavi di arrivare dove sei adesso?

Assolutamente no! Io vengo da un mondo molto più legato all’aspetto musicale, i miei amici non capivano la mia passione e questa cosa mi ha portato ad allontanarmi molto da loro, poi in maniera anche un po’ simpatica li ho ritrovati a distanza di anni e con un grado di condivisione e maturità diversa. Io ho preso possesso di passioni antiche e loro hanno condiviso la mia per il cibo. Attualmente, in collaborazione con un’agenzia di Milano, facciamo interviste a musicisti cercando di instaurare un contatto tra il mondo musicale e quello gastronomico.

Un piccolo “spoiler” di un progetto in corso?

Ad ottobre andrà in onda un nuovo programma televisivo con me e Simone Rugiati.

La vita è bizzarra come il nostro piatto preferito, può cambiare da un momento all’altro.