Quasi un secolo di vendemmie, un territorio raccontato dal vino: questo fa l’Azienda Agricola Fratelli Monchiero, un’appassionata realtà di famiglia fondata nel 1954. La cantina piemontese https://www.monchierovini.com/ ha presentato a Milano, presso il ristorante Il Liberty https://www.il-liberty.it/ guidato dallo chef Andrea Provenzani, una verticale di quattro annate di Barolo Rocche di Castiglione.

Il Barolo Rocche di Castiglione nasce a Castiglione Falletto, nel cuore della zona del Barolo (siamo in provincia di Cuneo). È uno dei cru importanti dell’azienda. Vittorio Monchiero, il titolare, ricorda come il Rocche di Castiglione nasca dall’iniziativa presa dai suoi genitori, che acquistarono il terreno tutt’ora dell’azienda e partirono con la casa e la cantina negli anni ‘50.

Monchiero vigneti

“I vigneti sorgono su un dirupo, c’è un piccolo rigagnolo al fondo della vigna. La caratteristica principale di questi terreni è che circa a metà corre una piccola presenza di sabbia: da qui deriva l’eleganza del Rocche”.

Una curiosità: il vigneto più vecchio è quello della nonna, si trova a La Morra. Ricordiamo che questa è una storia di famiglia, di radici, di impegno e di territorio. L’assaggio dei vini Monchiero racconta davvero tutto questo amore per la terra e la vite.

L’assaggio

Le annate proposte nella verticale sono del 2015, 2017, 2018 e 2019. Il Barolo Rocche di Castiglione si abbina a carne stufata, selvaggina, carne rossa e formaggi.

Il Barolo Rocche di Castiglione nasce da uve nebbiolo. L’invecchiamento è in botte di rovere tradizionale, per scelta: non si vuole che il vino prenda altri sentori se non quelli classici. II 2019 ha dato un Barolo pieno e importante, dai tannini morbidi. L’annata 2018 è stata un’annata calda, da cui è nata una buona piacevolezza del vino, che in questo caso ha 15 gradi. Il tannino è rotondo e dolce, ha una struttura che all’assaggio risulta differente dall’annata del 2019. 15 gradi, dunque, ma nonostante questo il Barolo Rocche di Castiglione del 2018 è un vino che ha una sua dolcezza.

Vini Monchiero

Nel 2017 c’è stata una brinata tardiva, ricorda Vittorio Monchiero: ogni anno è diverso, e dopo il caldo “Tre notti di brina e poi vento, che hanno fatto strage nei vigneti”. Il nebbiolo ha reagito, le piante sono sopravvissute: “Quello che conta per noi è che la pianta viva, non importa se un anno non si vendemmia”. Così è stato nel 2017, che poi è diventato un anno caldo: il vino ha meno profumi, il tannino è intenso. Il Barolo Rocche di Castiglione Riserva 2015 racconta di una primavera e un’estate giuste, con un’annata più fresca delle precedenti e ricca di frutta. Probabilmente, questo è il più elegante dei vini proposti in assaggio.

Tra gli altri vini che hanno accompagnato il pranzo, un ottimo Langhe Arneis 2022, un bianco piacevolissimo.

Il progetto Winetage

Insieme a Winetage Monchiero ha collaborato a un progetto ecosostenibile: Winetage recupera i materiali di utilizzo di una cantina e li trasforma in oggetti di design.

Oggi a Milano, durante il Salone del Mobile, viene presentato anche questo progetto eco, di recupero e interessante. I legni delle botti che hanno contenuto il vino prodotto da Monchiero sono diventati lampade, tavolini e complementi d’arredo.

Matteo De Padova di Winetage ha spiegato: “Come appassionato di vini adoro le storie. Le persone amano le storie, per questo è nato l’enoturismo. Durante una degustazione in una cantina ho scoperto che le botti venivano bruciate al termine della loro vita produttiva. Per me, dentro una botte c’era una storia che andava raccontata. Ho conosciuto Monchiero e ho spiegato che queste loro botti potevano ancora raccontare la loro storia, appunto. Il legno beve il vino, lo assorbe, mentre si lavorano le botti se ne sente ancora il profumo: portiamo la storia di Monchiero dentro casa con gli oggetti di design che produciamo. Cinque anni fa abbiamo iniziato a lavorarci, creando complementi d’arredo; adesso stiamo producendo anche dei biocamini. Fanno tutti parte di un progetto che definiamo di sommelier del design”. Lo scopo è “Far esprimere gli elementi biodinamici del vino per far sì che le botti diventino ambasciatrici dei vini stessi”. Questo è il progetto Winetage, tutto artigianale.

Francesca Binfarè

Giornalista e assaggiatrice curiosa, scrivo da sempre e parlo tanto, anche in radio dal 1989. Mi sono laureata in Scienze Politiche ascoltando gli Oasis, ho vissuto a Dublino accompagnata dagli U2 e dalla...

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