Mirko Ronzoni è il vincitore della seconda edizione italiana di “Hell’s Kitchen” (luglio 2015) in onda su Sky Uno e condotto dallo chef Carlo Cracco. La vittoria gli è valsa la posizione di Executive Chef al ristorante di Hell’s Kitchen al Forte Village Resort in Sardegna; dal 2016 e’ “Sous Chef” del programma stesso al fianco di Cracco.

 

Mirko Ronzoni , come nasce la tua passione per la cucina?

Tutto nacque ad un corso di cucina fatto in terza elementare in un centro ricreativo per ragazzi diversamente abili, li l’ispirazione, adoravo mettere le mani in pasta, sentire i profumi e creare. In famiglia nessuno fa il mio lavoro, quindi un po’ di paura c’era nell’affrontare una scuola lontana da casa e in un settore che richiede tantissimo sacrificio, ma l’amore ha prevalso!!

 

Dopo il diploma all’Istituto alberghiero, hai girato un pò Londra, New York e Bucarest, cucinando anche per artisti di fama mondiale (Johnny Depp, Cameron Diaz e Colin Firth) che cosa ti hanno lasciato queste esperienze?

Dico spesso nei miei eventi o ai ragazzi con cui collaboro, vivete almeno una esperienza all’estero, perchè vi apre la testa e vi forma per la vita, all’estero, non ho sicuramente svoltato dal punto di vista culinario, ma dal punto di vista personale si! Vivere in mercati cosi competititi, attivi, ricchi, mi ha invogliato sempre più ad arricchire la mia leadership e a capire l’andamento del mondo ristorativo, dal punto di vista umano, mi ha insegnato le relazioni, il problem solving, l’autonomia. Incontrare quei personaggi poi….mi ha fatto sognare.

Sei stato il vincitore della seconda edizione italiana di “Hell’s Kitchen”, che esperienza è stata?

Calcolando che è nato tutto per caso, mai avrei immaginato di vincere, o forse in cuor mio si ( ride hhihi) è stato un percorso difficile, come potete percepire dalla visione del programma, ma grazie al cielo ho un carattere forte e diplomatico, dico sovente che se vuoi fare questo lavoro ad alti livelli è fondamentale la gestione di se stessi, se no si scoppia e si abbandona, come fanno tanti. Nel dopo programma sono arrivate mille proposte, tanto fumo ma alcuni grandi progetti, l’importante è non fermarsi mai.

 

Ora sei Cuoco, imprenditore, consulente come riesci a coniugare tutto?

Mi viene normale, mi sono creato personalmente questa figura un po’ fuori dagli schemi, che si identifica perfettamente in me stesso; non nego che ci sono periodi intensi, in cui sacrifico molto, in cui la vita privata fa fatica ad emergere, ma ora sono cosi e voglio viverla a pieno.

 

Il tuo sito “Mirko Ronzoni – Aesthetic Kitchen“. Ci spieghi meglio cosa intendi?

Come avrete notato non mi fermo mai, AK è un format di catering creativo per piccoli eventi tailor made, mi sta dando tante soddisfazioni e mi sta radicando sempre più verso Milano e verso il trentino.

Oltre a AK sto incrementando anche le consulenze ristorative, per restyling di locali, nuove aperture, formazione e tutto ciò che concerne la ristorazione, sul mio sito potete vedere tutto.

Il termine deriva dalla mia attenzione maniacale al bello, all’estetismo culinario, non voglio che sia un progetto per grandi numeri, ma riservato e attento al dettaglio.

 

Hai diverse collaborazioni con marchi prestigiosi come brands come: Coop, Bimby, Aprilia, Falconeri, Smeg, Novotel, come nascono e in cosa consistono?

Sono sempre stato abituato a lavorare su tanti progetti anche diversi ra di loro, questa è anche la mia forza, non mi limito quindi a stare nei normali canoni del cuoco, forse per la mia figura tendo ad essere interessante anche in altre vesti, questo mi diverte un sacco.

Ogni progetto ha una sua identità, si va dal testimonial di campagna, a video progetti creati ad hoc per un determinato scopo, ma anche ad eventi “oneshot” con quello di Aprilia al Mugello, per non dimenticare poi le miei convention come speaker in determinati contesti sia nel food/hotellerie e sia al di fuori. Nei miei social infatti mi considero uno chef consulente/startupper  ma anche una food icon ed un fashionaholic. Una bella commistione direi (ride)

Tra i tanti progetti anche GoodFood Veg, un take-away green, basato su una cucina vegetariana gourmet, ce lo racconti?

Penso che la cucina sia un arte in ogni sfaccettatura, quindi essendo un curioso folle in tutto quello che faccio mi sono voluto spingere anche in quel segmento, continuo a fare cucina “classica” in eventi e manifestazioni dove mi viene richiesto, ma nella dieta di tutti i giorni ho diminuito drasticamente  il consumo di carne e pesce.

 

Qual è idea di cucina di Mirko Ronzoni?

Nella cucina come nella vita sono un creativo ed un anticonformista, la mia cucina è contaminata dal mondo, da come mi sento e da ciò che sogno, in un piatto metto tutto ciò, la cucina creativa attuale per me deve essere tradizionale ma con tecniche attuali e con influenze internazionali, tutto qui.

 

In passato hai affermato che Il tuo chef preferito è Grant Achatz, di Alinea Chicago, ci spieghi cosa ti affascina della sua cucina?

Grant Achatz, di Alinea Chicago è sicuramente il mio punto di riferimento da anni, un visionario, un iper crativo, una persona che non si è mai data limiti anzi ha abbattuto quelli esistenti, si è rialzato dopo una brutta malattia che poteva metterlo fuori dai giochi ed è tornato più forte di prima. Mi rendo conto di essere molto diverso da lui e che il percorso fatto è differente, ma mi da sempre una bella carica!

 

Mirco Ronzoni ci racconti qual’è il tuo sogno nel cassetto e i tuoi progetti futuri?

Non voglio fare l’ipocrita, amo la tv e tutto ciò che ci gravita intorno, quindi un sogno è quello di poter fare un programma tv tutto mio o essere parte di un format internazionale, il mondo social mi da tantissima energia, incontrare le persone, seguire progetti tutti diversi. Dopo l’ultima esperienza lavorativa a Bergamo, nella quale ho incontrato tantissimi clienti/fans  e tanti collaboratori mi rendo sempre più conto di quanto la gente mi apprezza e gode sia della mia cucina sia del mio modo di fare, bisogna però trovare business partners a quell’altezza e sulla stessa lunghezza d’onda, molto difficile.