Michele De Blasio Campano di origine, invece, inizia la sua carriera con Riccardo Camanini e Alfonso Iaccarino. Prosegue la sua carriera specializzandosi affianco a i fratelli Pourcel, Alain Ducasse, Pierre Gagnaire, Arzak, Rasmus Kofoed.

Poi approda da Pino Lavarra al Ritz Carlton di Hong Kong,completamente nuova soprattutto perché lo avvicina alla cultura ed al cibo asiatico.

La cucina di Michele De Blasio è caratterizzata da una sperimentazione costante, con la progettazione degli accostamenti al fine di dare il giusto equilibrio ad ogni piatto.

Attualmente è Executive chef presso Giardini del Fuenti .

Chef Michele De Blasio, ci racconti come nasce la tua passione per la cucina?

Fin da piccolo ho sempre vissuto casa mia come la casa di tutti, sempre piena di ospiti, vivevo con curiosità quei momenti dove mio zio e mia mamma erano intenti nelle loro sperimentazioni culinarie, (ho il ricordo ancora del profumo della pesca ripiena di mio zio Guido), e vivevo quei momenti di assoluta felicità di chi mangiava dicendo tra me e me, ecco questo è quello che farò della mia vita, donerò momenti di felicità a chi li cerca. La mia prima volta ai fornelli è stata a casa di mia sorella Maria, io avevo 7 anni, lei si allontanò un attimo per comprare un ingrediente mancante, e io ho fritto la mia prima cotoletta… Ricordo ancora la faccia di quando tornando, io accogliendola in casa dissi non correre che ho cotto già le cotolette.

 

Hai fatto diverse esperienze sia in italia (Riccardo Camanini, Ducasse, la famiglia Iaccarino, Pierfranco Ferrara) che all’estero (con i fratelli Pourcel, Alain Ducasse, Pierre Gagnaire, Arzak, Rasmus Kofoed) per poi approdare, ci racconti cosa ti hanno lasciato?

Ognuno degli chef con cui ho avuto la fortuna di collaborare, ha lasciato in me qualcosa di positivo, rigore, tecnica, sapore, spirito di sacrificio, l’amore per la propria terra, non finirò mai di ringraziarli.

Hai anche collaborato con Pino Lavarra al Ritz Carlton di Hong Kong, ci parli un po’ di quell’esperienza?

Una grande compagnia, una bellissima città, grandi professionisti, era questo quello che mi fece muovere e partire subito. Un’esperienza totalmente differente soprattutto per la cultura asiatica a cui io mi sono particolarmente affezionato. Lavorare con Pino Lavarra, è stata per me una delle esperienze più interessanti della mia vita, un professionista a 360 gradi, tecnica, sapore e grande organizzazione da lui ho imparato tanto e ancora oggi è per me grande fonte di ispirazione.

Fai parte del corpo docente dell’Accademia Niko Romito, che cosa si prova ad insegnare?

Penso sempre alle cucine di tanti anni fa dove la parola che sentivo spesso era: guardati intorno e “ruba il mestiere”. Questo era un modo come un altro per capire l’omertà e l’ignoranza che si viveva nelle cucine più umili. La mia fortuna è stata quella di aver incontrato sulla mia strada persone preparate e disponibili che mi hanno sia aiutato a crescere professionalmente e mi hanno insegnato che nella vita quello che ricevi, puoi donarlo agli altri. Per questo motivo provo grande soddisfazione nel trasmettere agli altri ciò che so. Oggi cerco di fare tutte e due le cose, e di impiegare il mio tempo libero sia ad insegnare che ad imparare…per quest’ultimo non c’è mai fine.

Ora dirigi la cucina dei Giardini del Fuenti, una struttura sospesa tra cielo e mare, si incastona tra le curve della rotabile della Costiera Amalfitana, quali sono le tue sensazioni?

La prima volta che sono entrato in questa struttura è stata un’emozione fortissima, era come se la vivessi da sempre, dentro di me sentivo la sensazione che mi faceva dire “questa è casa mia”

 

Ci descrivi il menù che presenti?

Quest’anno abbiamo concentrato le nostre energie sul ristorante del beach club, aperto sia a pranzo che a cena. La nostra offerta ha previsto un menù snack per il servizio all’ombrellone mentre per il pranzo servito ci si è basati su piatti freschi e veloci. La sera cambiando completamente set up di sala la proposta è stata più articolata dando spazio maggiormente alla mia creatività e alla sperimentazione. Per entrambi i menù ho cercato di dare personalità ai classici della nostra tradizione. Ovviamente interpretati secondo il mio punto di vista

Tra i piatti più “affascinanti” troviamo Finto pomodoro con burrata e Dumpling aperti con ricotta, pomodoro e basilico, come nascono?

I miei piatti nascono tutti in modo differente, a volte può essere un’intuizione, a volte un viaggio oppure un insieme di esperienze di un certo periodo, oppure scegliendo un prodotto radicato nel mio territorio, quello che veramente trovo interessante però è trasferire in quel piatto un ricordo, un’emozione. Alla base di tutto c’è la ricerca, tanta ricerca                           

Qual è la tua filosofia di cucina?

La ricerca di un’importante materia prima, del prodotto in se è per me fondamentale quanto la tecnica per cucinarlo. Uno stile moderno partendo da basi classiche con tutto il profumo del SUD.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Sono un sognatore nato, ne ho tanti, uno dei più belli l ho realizzato con mia moglie, avendo mio figlio.