Massimiliano Scotti, classe 1972, dopo aver lavorato per anni nel campo della pubblicità e del marketing, decide di seguire la sua passione per il food e nel 2015 apre la sua prima gelateria a Vigevano: Vero Latte.

Vero Latte grazie ai suoi sapori autentici e genuini è un grande successo, ma nel settembre 2017 avviene la svolta: Massimiliano viene incoronato Miglior Gelatiere d’Europa a Gelato Festival, con la ricetta “Il mio primo vero latte”.

Nel 2018 viene incoronato come miglior gusto per la giuria tecnica del Gelato Festival All Stars.

Collabora con il programma di Rai due «Detto Fatto» come tutor.

La casa editrice di riferimento del settore del gelato artigianale, Editrade, lo sceglie per avviare una collaborazione. E nel 2020 collabora con il programma «È sempre mezzogiorno» su Rai uno.

Oggi Massimiliano è un maestro gelatiere e un imprenditore riconosciuto, esponente di un’arte che fa della sperimentazione del gusto il suo punto cardine.

Ciao Massimiliano, come ti sei avvicinato al mondo del gelato, dopo aver lavorato nel campo della pubblicità e del marketing?

Mi sono avvicinato al mondo del gelato perché ne sono un appassionato da sempre, sin da piccolo sono sempre stato affascinato da questo prodotto. Crescendo mi sono reso conto di non aver mangiato più dei gelati buoni come quelli che ho assaggiato nel corso della mia infanzia, quindi sono semplicemente detto “ora provo a farlo io”.

Come ti ha aiutato la tua esperienza nel marketing ad avere successo?

Tanto perché parto dal presupposto che ogni prodotto più o meno buono, e non nemmeno la presunzione di dire che il mio sia il più buono in assoluto, debba essere ben presentato. Il packaging, la cornice intorno al prodotto è importante tanto quanto la bontà e il gusto.

Qual è Il segreto del successo dei gelati di Vero Latte?

Una miscela di marketing, comunicazione e sampling, faccio sempre assaggiare i nuovi gusti ai miei clienti. Ma credo che il vero elemento sia la semplicità, facciamo le cose in maniera veramente semplice e genuina.

Quest’anno, per il secondo anno consecutivo il terzo cono del Gambero Rosso, un importante riconoscimento in periodo così difficile, come ci siete riusciti?

Bisognerebbe chiederlo al Gambero Rosso, posso dire solo che immagino ci abbiano confermato questo riconoscimento perché abbiamo dimostrato di essere all’altezza. Cresciamo e miglioriamo ogni giorno, lavorando sodo.

In questo periodo caratterizzato dal Covid 19, non avete abbandonato la nostra affezionata clientela, attivando i servizi di asporto e delivery, che riscontri avete avuto?

Ottimi, i clienti non ci hanno mai abbandonato, così come noi non abbiamo abbandonato loro. Il gelato è anche un comfort food, una coccola e in momenti difficili come questo può rappresentare un momento di spensieratezza e gioia. Sono onorato di poter alleviare la giornata di un mio cliente con un buon gelato.

Dopo la sede di Vigevano, hai aperto altre gelaterie a Pavia e Novara e a Milano hai collaborato con il bistrot di Carlo Cracco, quali sono i gusti sempre presenti nei tuoi store?

Qualche tempo dopo l’apertura del locale a Vigevano, ho iniziato a pensare di espandere il marchio di Vero Latte e la prima collaborazione è stata quella con lo Sheraton di Como, dopodiché sono arrivati gli store di Novara e Pavia quasi contemporaneamente, l’arrivo allo Sheraton di Malpensa e altre varie collaborazioni. L’estate scorsa il gelato di Vero Latte è sbarcato al Bistrot di Carlo Cracco, in Galleria a Milano. Ogni volta che collaboriamo con realtà diverse, proponiamo gusti ad hoc, pur mantenendo l’identità e il marchio di Vero Latte. Attualmente collaboro con La Vigna di Leonardo, un posto stupendo, e qui, come in altre location, trovate come sempre il nostro Riso e Latte, il gusto che più mi caratterizza.

Sei stato anche tutor gelataio a “Detto fatto”, come ti sei trovato davanti le telecamere?

La televisione è un ottimo modo per comunicare la realtà di Vero Latte e far conoscere il mio lavoro. Mi fa sempre piacere quando ho l’opportunità di parlare del mondo del gelato a un pubblico ampio, perché intorno al gelato esiste una vera e propria cultura, che non tutti conoscono. Adesso ho anche il piacere e l’onore di farlo nel programma di Antonella Clerici, “E’ sempre mezzogiorno”. Antonella è una grande professionista e ha capito subito che il mio era un mondo che meritava di essere raccontato.

Nel settembre 2017 avviene la svolta: Massimiliano Scotti viene incoronato Miglior Gelatiere d’Europa a Gelato Festival, un gran riconoscimento, te l’aspettavi?

Non me l’aspettavo, tanto che anche sui miei social ho sempre scritto che per me era già un onore e un grande risultato essere tra i primi 20. Anche solo l’idea di arrivare primo era lontano dalle mie aspettative. Sono stato devo dire anche molto fortunato, perché i competitor erano molto bravi.

Probabilmente il gelato più famoso è il pluripremiato Ris e Lat, il riso e latte alla pavese dedicato a sua nonna materna Esterina. Ce ne parli?

Mi rappresenta proprio perché è ispirato a un piatto che mia nonna preparava spesso e quando sono andato al Gelato Festival, volevo omaggiare una figura come la sua, che è stata molto importante per me, in una manifestazione così importante, davanti tutta Europa. Ho voluto farle un regalo e ricordarla con questo gelato semplicissimo fatto solo con riso, latte appena munto e miele. Il suo ricordo mi ha portato alla vittoria, ne sarò per sempre grato. Inoltre, devo ringraziare a tal proposito anche Riserva San Massimo, l’azienda che ci dà il riso, unico al mondo. Colgo l’occasione proprio per dire che Riserva San Massimo ha avuto un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questo obiettivo perché ci ha aiutato fornendoci le migliori materie prime in assoluto. È una realtà locale, ma riconosciuta in tutto il mondo, perché rifornisce anche diversi Chef stellati.

Ci racconti come nasce un gusto nuovo?

È sempre difficile per me rispondere a questa domanda. Come una canzone, un nuovo gelato nasce, direi, per sbaglio, da una suggestione, da un’idea, da un ricordo, come nel caso proprio del mio Riso e Latte. Per altri, ad esempio, l’infanzia è rappresentata dal latte con i Plasmon e questo ricordo può essere uno spunto per un nuovo gusto…perché no? Anche i viaggi possono essere fonte di ispirazione. Io, ad esempio, ho assaggiato il mango col cardamomo o un dolce a base di mandorle e zafferano e da lì sono nati dei nuovi gelati. Nel mio caso e nella mia esperienza, posso dire che tutti i miei gelati nascono così, ogni volta che ho cercato di creare qualcosa “a tavolino” non ho mai ottenuto buoni risultati.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sì, ce ne sono tanti ma sono più idee e sogni. Spero di riuscire ad attuarli tutti. In primis, mi piacerebbe rendere nota la cultura del vero gelato per tutti. Vorrei creare un prodotto vendibile in tutto il mondo e a un giusto prezzo e col giusto valore.