Martina Tenz (@chez-martina-events) è una Chef con 10 anni di esperienza, di base a Lodi (Milano) ma svolge la sua attività ovunque in Nord Italia e all’estero. Negli anni si è specializzata in Finger Food (completando attestati professionali con la Federazione Italiana Cuochi insieme allo chef Gianluca Tomasi), inoltre ha lavorato per Marco Pierre White (1 stella Michelin) per diversi eventi nei musei Tate Britain e Tate Modern a Londra. Ha fatto esperienze in importanti Catering tra Italia, Germania, (Zerobriciole, The Ritz Carlton, Gastico Berlino),Spagna da chef freelance al Caelis 1 stella michelin e come ultima esperienza ha lavorato come sous chef per eventi all’hotel 5* Pillows Grand Hotel Reylof a Gent, sotto il management dello chef stellato Ron Blaauw.

Dopo tutto questo girovagare ha deciso poi di tornare in patria ed intraprendere questa strada come Chef a domicilio, per eventi privati e collaboratrice per aziende come Food Designer tramite Instagram e Facebook.

Davide Tenz, @davidetenzph

Ciao Martina, ci racconti come ti sei avvicinata al mondo della ristorazione?

Ciao, in primis grazie per avermi dato questa opportunità e piacere di conoscervi. Ho studiato Design e grafica allo IED di Torino per poi cambiare completamente settore a 21 anni, una volta trasferita a Londra. Ho sempre avuto la passione per la cucina, cosi un giorno ho iniziato a lavorare per un ristorante italiano ad Holland Park, grazie al mio Head Chef che mi ha presa in cucina per insegnarmi il lavoro. Da quel momento, la mia carriera ha iniziato a decollare e ho anche iniziato a viaggiare. Ho fatto parecchie esperienze in giro per l’Europa , tra ristoranti stellati, musei, hotel a 5 stelle e catering.

Hai lavorato con Marco Pierre White e poi per Caelis in Spagna, Pillows in Belgio e a Milano per Zerobriciole, che esperienze sono state e cosa ti hanno lasciato?

Senza dubbio sono state esperienze che hanno lasciato un ricordo molto positivo e di continuo insegnamento. Un’esperienza che ricordo con super piacere e in cui mi sono divertita moltissimo in team con gli altri miei colleghi, sono stati i due anni come Sous chef per eventi ai Musei Tate Britan e Tate Modern di Londra, dove abbiamo cucinato per riviste di moda, personaggi del cinema, cantanti, politici ed anche per la regina Elisabetta. Ho imparato tanto, e ora sto affinando a mano a mano  il mio stile anche grazie a piattaforme come Gronda sulla quale seguo masterclass di chef stellati.

Davide Tenz, @davidetenzph

Queste diverse in Italia ed all’estero, ti hanno permesso di vedere diversi approcci alla cucina, quali sono le principali differenze che hai potuto riscontrare?

Sicuramente all’estero conta molto la meritocrazia. Se perseveri e ci metti passione, si fa carriera in fretta. In Italia non ho avuto occasione di lavorare in maniera continuativa ad esempio per anni, però posso dire che lavorare per Zerobriciole è stato molto stimolante e gratificante.

Poi hai deciso di intraprendere la strada come Chef a domicilio e per eventi privati, come mai questa scelta?

Perché ad un certo punto volevo fare qualcosa per me stessa e proporre i miei piatti. Ho deciso cosi di intraprendere questa strada, nonostante nessuno qui in Italia mi conoscesse. Ho dovuto cominciare daccapo, ma passo passo la gente mi sta conoscendo, compresi molti chef colleghi stellati in tutta Europa con cui ho contatti tramite Instagram e ci scambiamo pareri o ricette.

In quest’attività, qual è stata la richiesta più particolare da parte di un cliente?

Oddio, forse è meglio non parlarne, scusatemi. A volte mi arrivano richieste molto strane, da professionista cerco sempre di soddisfare i miei clienti ma entro certi limiti.

Davide Tenz, @davidetenzph

Quanto vale la presenza sui social per uno chef come te?

Ora come ora, direi che Instagram è la mia vetrina. E pensare che fino a un anno e mezzo fa non sapevo neanche cos’era! Adesso, sulla mia pagina, si possono vedere dai piatti che creo in collaborazione con le aziende per cui sviluppo piatti di Food Design valorizzando al meglio il prodotto da sponsorizzare, si vedono nelle storie in evidenza i servizi che faccio, i re-post delle pagine di fine dining food che mi supportano, le recensioni. Essere presenti è importantissimo, ormai io lavoro al 90% su Instagram e devo dire che è una bella soddisfazione.

Qual è la tua filosofia in cucina?

Cucinare per me vuol dire entrare nel mio mondo. Il processo creativo, nel momento in cui immagino un piatto con i suoi accostamenti e colori, è molto complesso. Studio qualsiasi cosa: il gusto in primis, la tecnica di cottura, le angolazioni, come posizionare gli elementi, le decorazioni, le cromie. Quello a cui punto è suscitare ai miei commensali (durante le mie cene a domicilio) delle emozioni quando guardano, annusano e assaggiano i miei piatti: vorrei fissare un ricordo, un’esperienza particolare e piacevole, nell’intimità della propria casa. Trovo l’ispirazione in tante cose: dalle emozioni che mi danno le persone alla musica, natura e dai dipinti. Qualsiasi cosa che mi susciti una sensazione.

Secondo me, per essere un bravo chef, si dovrebbe essere in primis umani. Lavorare in brigata non è semplice, e bisogna essere degli ottimi direttori d’orchestra, con gentilezza, rispetto, umiltà e sangue freddo. Poi, penso che, sullo stesso piano di importanza, sia vitale sia il fattore creativo che anche l’aver sotto controllo i costi del proprio business ed evitare lo spreco di cibo, che è un argomento su cui sono molto sensibile.

Davide Tenz, @davidetenzph

Hai detto: ”Adoro prendere ispirazione da arte, musica ed emozioni quando creo i miei piatti”, in che modo?

È un processo quasi istantaneo che si fissa nel mio cervello nel momento in cui mi viene l’ispirazione. Per esempio, a volte mi capita di vedere il quadro di un artista e come un flash inizio ad immaginarmi un piatto. La stessa cosa vale quando ascolto un brano o incontro una persona. È un flash, è una cosa davvero strana a volte, mi può capitare ovunque in qualsiasi situazione. Però, per non perdere l’idea, me la devo scrivere subito sull’agenda o un pezzo di carta e poi procedo con lo studio dei dettagli.

Come ha impattato il coronavirus sul tuo business?

Purtroppo l’anno passato ho lavorato a singhiozzi. Ogni volta che il governo ha deciso di far diventare zone rosse determinate aree geografiche, sono stata in stallo di conseguenza, anche perché le persone avevano timore di fare entrare gente estranea in casa propria. Ora, nei miei servizi, comprovo sempre la negatività del virus col tampone, nell’attesa, 10 Giugno, della mia prima somministrazione del vaccino anti covid. E nella speranza di tornare il più presto possibile alla normalità.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?        

Il mio sogno del cassetto è proprio fare questo lavoro. Proporre la mia cucina in giro per l’Italia e chissà presto anche nel resto d’Europa. Ho tante persone dalla Germania , Olanda e dall’Inghitterra che mi hanno trovata tramite Instagram che mi chiedono se possono venire a casa mia a magiare durante le loro ferie estive italiane. E questa è una cosa bellissima, un traguardo davvero grande per me. Per il resto, vorrei continuare a fare la Food Designer per grandi aziende, stringendo collaborazioni interessanti e stimolanti. Mi piacerebbe tornare a viaggiare per fare consulenze all’estero. Per il resto, sono molto felice di quello che faccio, essendo che sono libera di esprimermi attraverso il cibo. Non cambierei nulla del mio lavoro, dopo tanti anni di bellissime esperienze, viaggi e sacrifici, ho raggiunto questo obiettivo davvero importante per me.