Marco Riccetti è il Head Bartender presso Inside Torino e Brand Ambassador presso Rinaldi 1957, si racconta in quest’intervista

Ciao Marco ci racconti come ti sei avvicinato al mondo della mixology?
Ciao Ragazzi , mi sono avvicinato al mondo della miscelazione prima come cliente curioso, che si informava sui drink e sul come venissero fatti, dopo come cameriere in un estate di lavoro, nella quale, dopo 3 giorni mi sono ritrovato dietro il bancone ad imparare a muovere le mani e macinare drink. Tornato a Torino ho seguito un corso per Bartender . Dopo di che ho iniziato a formarmi e sono tornato l’estate successiva con una formazione ampia e tanta voglia di fare.

Ci racconti le tue esperienze passate e cosa ti hanno lasciato?
Le mie esperienze passate mi hanno lasciato tanto fascino, tanta voglia di crescere e migliorarmi, ma soprattutto tanto stupore nell’aver conosciuto tanti professionisti e amanti di questo mondo.

Dal 2014 sei alla guida del  INSIDE Restaurant & Cocktail Bar di Torino, ci racconti qualcosa in più?
La fortuna vuole che dopo queste esperienze estive di qualche anno, tornato a Torino si presentò questa opportunità presso l’inside, inizialmente come aiuto barman per 3 sere la settimana e piano piano a crescere fino a diventare il BarManager  . L’Inside è un locale che abbina Aperitivo e Dopocena, e si passa dal clima divertente e rilassato dell’aperitivo, dove si possono gustare cocktail da accompagnare al cibo, per poi arrivare al dopo cena dove si abbassano le luci, e i clienti diventano i protagonisti delle serata, accompagnati dal nostro staff e dai nostri drink.

I cocktail best seller all’INSIDE Restaurant & Cocktail Bar?
Il best seller dell’Inside è sicuramente l’Americano con tutte le rivisitazioni del caso.
Ma sicuramente il più iconico è il RosèMule, una rivisitazione del Moskow Mule classico. ma a base di Vermouth Rosato al Posto della Vodka, Lime e Ginger Beer.

Come avete sviluppato il food pairing all’INSIDE Restaurant & Cocktail Bar?
La proposta di fare qualche Pairing è nata dalla richiesta di qualche cliente che aveva piacere di accompagnare con dei drink i piatti che stava mangiando. Da li, quando richiesto, realizziamo dei piccoli eventi di “degustazione” dove il bar e la cucina, si parlano per creare una proposta che possa essere di Drink che accompagnano il piatto, o che vadano in stacco ad esso.

Partecipi a diverse gare, per esempio ricordiamo Havana Club Cocktail Competition, che rappresentano per te le gare?
Ho partecipato a parecchie Gare, sicuramente quella dell’ Havan Club del 2017
è stata la più iconica, la sparti acque per la mia professione. Mi piace partecipare alle gare soprattutto per il confronto e la condivisione che c’è tra noi baristi. Ci si incontra tutti assieme, utilizzando lo stesso prodotto, ma puoi vedere come ognuno di noi realizzi delle cose fantastiche, cose alle quali magari non avresti mai pensato di abbinarci, ed invece grazie alla fantastica diversità di approcci di tutti noi, le gare diventano un momento di crescita. Ma soprattutto diventano un momento dove potersi incontrare con amici e colleghi, e divertirsi tutti assieme al di fuori del proprio bancone. 

Quale tecnica di miscelazione preferisci?
Non ho una tecnica preferita, ma devo dire che mi piace molto miscelare i drink in Stir and Strain!

Ma quanto spazio ha la creatività nel tuo lavoro?
Moltissimo, proprio percheè il mio approccio nasce dalla mia curiosità da cliente. e credo che la bellezza del mondo della Miscelazione stia proprio nello scoprire le storie dietro ai drink e dietro ai prodotti che vengono utilizzati.

Qual’è il distillato che Marco Riccetti preferisce miscelare?
Dopo l’esperienza fatta a Cuba con Havana Club devo dire che ho iniziato ad amare ed apprezzare molto I Rum

Qual è il cocktail che preferisci bere e quello che preferisci realizzare?
Mi piace molto bere il Martini Cocktail classico, con 3 olive. Ma il drink che amo dipiù realizzare è sicuramente il Tommy’s Margarita

A tuo parere, cosa non può mancare in un bar, a livello di servizio, di attenzione?
Credo che in un Bar non debba mai mancare il sorriso. Fa tutta la differenza possibile per un drink ed un servizio ben eseguito

  Il suo motto è “Less is more”, in che senso?
Non è propriamente un MIO motto, ma è una filosofia che abbraccio con piacere e che credo sia vincente nel nostro lavoro, in quanto realizzare un buon drink con meno prodotti possibile è più difficile di quanto si pensi, ma può darci tante soddisfazioni e soprattutto ci permettere di realizzare anche cocktails più strutturati.

Progetti per il futuro?
Progetti per il futuro; crescere con l’Inside Torino ed il Km5,e fare un buon lavoro per la miscelazione nella nostra zona/città.
Continuare la mia carriera di Brand Ambassador presso l’azienda Rinaldi 1957

Crescere con il Progetto BarConnection, nel quale, insieme a Giulia Bosis ed altri collaboratori facciamo formazione sul Bere Bene e Responsabile

Potete provare tutti le creazioni di Marco Riccetti all’Iside Resturant Torino…..

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro,...

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