Garage Gourmand

Marco Nitride è il giovane Chef di Wapo Food, scelto per rappresentare la Campania durante la trasmissione di “Cuochi D’Italia”, condotta da Alessandro Borghese. Marco fin da subito si è distinto per il suo talento, per il forte legame con la cucina, lui lo definisce una vera e propria storia d’amore.

Sei stato conosciuto dal grande pubblico grazie al programma televisivo “Cuochi d’Italia”, com’è iniziata questa esperienza?

Tutto è partito da mia cognata, lei ha deciso di iscrivermi alla trasmissione. Al casting ho presentato una zuppa fatta con gli scarti del pesce, in ricordo di mia nonna. Lei era un’ottima cuoca, all’epoca lavorava in una famiglia benestante, essendo vedova e dovendo sfamare 13 figli, faceva la zuppa con gli scarti di pesce che si portava dalla casa della famiglia in cui lavorava. Da lei è nata tutta la mia passione per la cucina.

Come si è svolta la puntata?

A scontrarsi sono la Valle D’Aosta e la Campania rappresentata da me. Nella prima manche io gioco fuori casa, ci sfidiamo su un piatto tipico valdostano, i maltagliati di polenta con funghi porcini. Nella seconda manche, invece, gioco in casa, propongo tre piatti: gli involtini di friarielli, il calamaro mbuttunato e lo spaghettone capa e cora. Il piatto scelto dalla Valle D’Aosta è l’involtino di friarielli. Le due manche sono andate molto bene, i giudici sono rimasti molto soddisfatti di me, mi hanno riempito di complimenti. Cristiano Tomei mi ha detto “Per come sei preciso nell’impiattamento sembri quasi un milanese”. Sono soddisfatto di come sia andata la sfida, ho tirato fuori il mio talento, i miei piatti hanno parlato di me e i giudici ne sono rimasti molto colpiti.

Attualmente sei Chef del ristorante Wapo Natural Food, che tipo di cucina proponi?

Da Wapo coniughiamo la tradizione del territorio campano ai metodi di preparazione e di cottura, con grande attenzione alle cucine dell’Est Asiatico. Un ristorante pensato con un’unica mission: il benessere dei suoi ospiti. Si tratta di una cucina gourmet con piatti “gluten free”, ricerchiamo materie prime selezionatissime, a chilometro zero, cercando di ottenere la goduria di chi li assapora.

Com’è nata la tua passione per la cucina?

Le donne di casa, mia mamma e mia nonna, mi hanno trasmesso la passione per la cucina, loro erano quelle classiche donne del ragù della domenica, delle tavolate interminabili e delle lunghe ore seduti a mangiare. All’età di 16 anni iniziai l’alberghiero facendo già dei lavoretti extra, a ventitré anni ebbi il cosiddetto “blocco”, quella fase della nostra vita in cui siamo incerti se ciò che stiamo facendo ci piace davvero. Per sei mesi mi sono preso una pausa dalla cucina. Durante questo tempo mi sono sentito spento, mi mancava potermi esprimere, ma è stato proprio in questo periodo che tra me e la cucina è nata una vera e propria storia d’amore.

Qual è il tuo sogno?

Io sogno di poter aprire in Campania un ristorante tutto mio, vorrei creare una cucina gourmet per i giovani, desidero stimolare la loro curiosità. Il mio scopo è quelli di combattere la loro paura di entrare in un ristorante di cucina gourmet, a causa dei costi elevati. Sto lavorando sulle materie prime, cercando di prendere prodotti di stagioni che hanno un prezzo più basso, e di conseguenza il mio ristorante gourmet avrà costi a cui soprattutto i giovani potranno accedervi.

Spero vivamente che la cucina gourmet per giovani di Marco possa prendere vita, la trovo un’idea fantastica e non vedo l’ora di andarla a provare.

Ilaria Bernardo

Frequento la facoltà di Scienze della Comunicazione, con indirizzo media e culture. Sono autrice di “So What?”, un programma radiofonico dell’Università del Suor Orsola Benincasa di Napoli, a cui...

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