Loliware, un bicchiere fatto di alghe completamente commestibile e disponibile in gusti come agrumi, the matcha o vaniglia.

Prima è toccato a una bioplastica australiana di amido di mais e coloranti naturali, ma pare avesse il sapore di pane stantio. Poi sono arrivate le caramelle al burro salato avvolte in una specie di plastica commestibile e dopo ancora, nel 2012, un progetto europeo vinto da un’azienda inglese per creare una confezione per la carne adeguata sia alla conservazione sia a finire direttamente in pentola col suo contenuto.

Progettati da Leigh Ann Tucker e Chelsea Briganti, i Loliware sono inoltre biodegradabili, e se per caso ci si dimentica di gettarli via e non si riesce a mangiarli tutti finiscono per dissolversi da soli con il passare del tempo: nati nel 2010 in occasione di una competizione culinaria, questi speciali bicchieri sono diventati un business nel 2015, quando le due creatrici, subissate dalle mail di persone che volevano acquistarli, hanno lanciato una campagna su Kickstarter che nel giro di pochi mesi ha raccolto i fondi necessari a iniziare la produzione. La partecipazione al programma tv “Shark Tank”, dove vengono scoperti gli imprenditori del futuro, ha dato poi un’ulteriore spinta al progetto portando un finanziamento di 600mila dollari.

Le imprenditrici raccontano a FastCompany che sono serviti anni per sciogliere i dubbi sul design, inizialmente somigliante a uno stampo di gelatina: «Bisognava trovare la giusta sintesi tra qualcosa che poteva fungere da bicchiere, che il cliente poteva tenere agevolmente in mano e berci, e un oggetto che poteva anche divertire» spiegano. I problemi di igiene di molti prodotti simili, li hanno risolti con un foglio di carta, anche esso biodegradabile che avvolge il bicchiere e lo rende riutilizzabile durante la stessa serata. La startup lavora ad altri prodotti, tra cui un bicchiere fatto di vitamine estratte della piante.

Si beve il contenuto e si sgranocchia il contenitore, questa sarà l’alimentazione del futuro?