Limoncello chi non ha mai provato almeno una volta questo prodotto della Campania?

La storia di chi e di dove sia nato è contradittoria , Sorrento, Amalfi, Capri…….Noi non abbiamo la risposta ma sappiamo con certezza che d’estate con questo caldo è impossibile resistere ad un bicchierino di limoncello  fatto in casa ghiacciato appena uscito dal freezer.

La storia

La storia del limoncello è legata a numerose leggende. Una di queste racconta che il famosissimo liquore fu preparato per la prima volta da monaci certosini che cacciarono dalla loro terra le sirene da cui appresero l’arte di realizzare questo delizioso liquore che veniva sorseggiato tra una preghiera e l’altra.

Una leggenda narra invece che il limoncello fu preparato da pescatori che lo bevevano al mattino per affrontare al meglio le fredde giornate invernali.

Ma la storia più recente vede il liquore nascere agli inizi del 1900 in una piccola pensione dell’Isola Azzurra. Qui la signora Maria Antonia Farace curava un rigoglioso giardino di limoni e arance. Il nipote, nel dopoguerra, aprì un’attività di ristorazione proprio nelle vicinanze della villa di Axel Munte. La specialità di quel bar era proprio il liquore di limoni realizzato con l’antica ricetta della nonna. Dapprima il limoncello fu preparato in piccole quantità, giusto per allietare il dopocena degli ospiti della pensione, dopodichè fu avviata una piccola produzione artigianale in breve conosciuta in tutta la zona.

Noti personaggi ed assidui frequentatori dell’isola dell’epoca – quali Ignazio ed Arturo Cerio, J. Fersen, Axel Munthe, F. A. Krupp, Amedeo Maiuri e altri ancora – si ritrovavano infatti, al calar del sole, per gustare il delizioso liquore.

È nel 1988 che i suoi discendenti, fondarono la Limoncello di Capri S.r.l., la prima società a brevettare ed utilizzare il termine “limoncello”, un’evoluzione dell’antico termine caprese “limonillo”.

I Limoni

Per realizzare un limoncello di ottima qualità bisogna partire dalle materie prime, bisogna utilizzare l’originale limone di Sorrento, il “Gran Ovale”, un prodotto con la denominazione IGP prodotto nella zona che va da Vico Equense a Massa Lubrense e nell’Isola di Capri e nella costiera amalfitana.

Qui le piante del limone sono coltivale sotto impalcature di pali di castagno altre 3 metri che garantiscono la protezione dei frutti dagli agenti atmosferici.

La raccolta si effettuata solitamente nel periodo che va da febbraio ad ottobre quando i limoni acquisiscono una forma ovale e un bel colore giallo citrino.

Generalità sui Limoni

Regna grande incertezza sulle origini precise del limone, anche se varie testimonianze fanno pensare che fosse originario dell’Asia Orientale (Cina, India, Birmania) e poi divulgato, ad opera degli antichi Romani, in italia e nel resto del mondo. Il ritrovamento di un pendente a forma di quest’agrume, durante scavi archeologici condotti nella valle dell’Indo, danno un’ulteriore testimonianza della presenza del limone nella stessa area di ricerca e databile nel 2500 a.C. 

Il limone, citrus lemon, è una pianta appartenente alla famiglia delle Rutacee, che ha trovato il suo habitat naturale nelle regioni caldo-umide, con altezza variabile tra i tre e i sei metri. 

I frutti hanno forma ovale o oblunga, e presentano spesso una protuberanza in un’apice e la forma appuntita all’altra estremità, la buccia, ricca di oli essenziali, che può essere più o meno spessa, a volte liscia a volte ruvida, contiene all’interno una massa spugnosa di colore bianco detta albedo; la polpa è costituita da 8-10 spicchi il cui succo è molto aspro e raggiunge sino al 50% del peso complessivo e contiene dai 50 agli 80 gr di acido citrico e altri acidi organici. La colorazione della buccia è a volte variegata bianco verde e a volte gialla ed è strettamente connessa al momento stagionale di raccolta, per cui trattandosi di specie riflorescente si differianziano il primo fiore, i verdelli e i bianchetti.  

Varietà di Limoni

Esistono diverse varietà di limoni, le cui differenze risiedono sopratutto nella loro presentabilità esteriore, mentre identiche rimangono le caratteristiche organolettiche e la loro commerciabilità. L’elencazione è molto lunga e si può pure affermare che quelle di maggior interesse si riferiscono a cultivar nazionali che straniere. 

Le cultivar di maggiore diffusione in Italia sono il Femminello comune con le sue diverse clonazioni (Femminello a Zagara Bianca, Femminello IGP siracusano, Femminello apireno Continella, femminello Dosaco, Femminello SantaTeresa, Femminello Scandurra, Femminello Lunario, Femminello Sfusato amalfitano), l’Interdonato ed il Monachello.

  • Il Femminello comune: è la cultivar più diffusa a livello nazionale, sopratutto in Sicilia e in Calabria, coprendo quasi il 70% della produzione nazionale. Presenta la caratteristica della rifiorescenza, per cui a parte la produzione normale, caratterizzata da limoni con epicarpo rugoso ma dotati di elevata acidità, che copre il periodo ottobre-marzo, il ripetersi della fioritura consente una raccolta più precoce (Sett-ott) con il Primofiore, mentre il periodo Aprile-Maggio viene coperta dai Bianchetti, con l’epicarpo poco rugoso, di scarsa acidità e di colore giallo pallido. I verdelli si raccolgono durante il periodo estivo e si presentano meno acidi, privi di semi e con l’epicarpo liscio.
  • L’Interdonato: è diffuso nel versante Ionico messinese, di origini incerte, è di pezzatura medio-grande allungata, ma poco succoso , la sua rilevanza è da accreditare alla precocità della produzione basata sopratutto sul Primofiore.
  • Il Monachello: poco rilevante poichè di scarsa produttività, anche se rispetto alle altre cultivar resiste di più al malsecco.
  • Sfusato amalfitano (o femminello sfusato): diffuso nella costiera amalfitana , è di grande pezzatura, quasi privo di semi, presenta la scorza piuttosto spessa e rugosa, ricca di oli essenziali, da cui per la prima volta i contadini della zona hanno prodotto e diffuso il famoso Limoncello.
  • Femminello Lunario: è un cultivar dalla scarsa produttività e scarso contenuto di acido citrico e oli essenziali, nonostante la sua caratteristica sia quella della fioritura durante tutto l’anno “il limone delle quattro stagioni“. Alla scarsa importanza commerciale, si contrappone, proprio per la sua grande capacità di fioritura e fruttificazione continua, un largo impiego negli orti e giardini o come pianta ornamentale da vaso.
  • Femminello apireno Continella: prende nome dall’agricoltore Saverio Continella di Acireale, che lo ha scoperto; varietà pregiata, poichè quasi priva di semi, è di piccola pezzatura, con la buccia spessa, di buona succosità e con un tasso piuttosto alto di acidità.

La ricetta

limoncello_fatto_in_casaEcco come prepararlo in casa. I limoni, meglio quelli prima fioritura perché più ricchi, raccolti preferibilmente all’alba quando i profumi sono più concentrati, vengono lavati ricavandone bucce sottilissime facendo attenzione a eliminare la parte bianca che conferisce al liquore un fastidioso sapore amaro. 

Ingredienti

  • 8 limoni IGP di Sorrento
  • 1 l  di alcool 95°
  • 1 l di acqua
  • 600 g di zucchero

Preparazione

La prima cosa da fare per realizzare un ottimo limoncello è lavare per bene i limoni sotto l’acqua corrente tiepida utilizzando una spazzolina da cucina in modo da eliminare perfettamente qualsiasi sporcizia ed eventuali residui di insetticidi.

Spazzoliamo delicatamente la buccia senza forzare troppo per evitare di danneggiarla e disperdere il profumo del limone. Una volta lavati con cura asciughiamoli con un canovaccio pulito e procediamo.

Con un coltellino ben affilato sbucciamo i limoni facendo molta attenzione a non tagliare la parte bianca della scorza.

Per facilitare l’operazione possiamo usare il pelapatate. In una brocca versiamo l’alcool in cui immergeremo le bucce dei limoni.

A questo punto  mettiamola in un luogo buio e asciutto a riposare per 1 mese almeno

rascorso il tempo di riposo riprendiamo la brocca e  continuiamo la realizzazione del limoncello.

In un pentolino versiamo l’acqua e lo zucchero, poniamolo su un fornello acceso e lasciamo che il liquido si riscaldi dolcemente.

Mentre diventa tiepido continuiamo a mescolare  fino a quando lo zucchero si sarà sciolto completamente. Lasciamo raffreddare lo sciroppo poi uniamolo all’infuso insieme al restante quantitativo di alcool.

Mescoliamo perfettamente, e lasciamo riposare il limoncello per altri 40 giorni sempre in un luogo buio.

A questo punto il liquore al limone è pronto. Prendiamo un colino a trama finissima e filtriamolo cestinando completamente le bucce che nel frattempo avranno perso il loro colore giallo brillante.