Gianmaria Garzia e Diego Garzia sono due fratelli, che da poco più di un anno hanno deciso di aprire un ristorante a via Giovanni Bausan “Il Salotto Nunziata”. Ciò che affascina e lo rende diverso è l’unione inusuale tra l’archeologia e la cucina.

Com’è nata l’idea di unire l’archeologia alla cucina?

(Parla Diego) L’idea è nata un po’ per caso, quando facevo l’archeologo non avevo una felice retribuzione, Gianmaria, invece, che si è sempre occupato della “gestione” non si sentiva più gratificato. Abbiamo deciso di collaborare insieme e creare un qualcosa di nostro, un qualcosa che ci avrebbe permesso di lavorare felicemente. Dal nostro passato abbiamo costruito il nostro presente e mi sono detto: “Io amo il mio lavoro, ma devo trovare il modo giusto per valorizzarlo, allora, perché non unirlo alla cucina che è una delle mie passioni? E perché non intraprendere questa avventura insieme a mio fratello?” E da qui è nato tutto, senza aver fatto alcuna scuola ho iniziato a cucinare e devo dire che tutto sta andando per il meglio”.

 Il locale è molto particolare ed elegante, a cosa vi siete ispirati per arredarlo?

(Parla Gianmaria) E’ stato frutto di un lavoro fatto con passione, ci sono molte cose fatte a mano da noi, abbiamo sempre avuto una buona manualità con le cose. Per la tipologia del ristorante abbiamo voluto ispirarci a un salotto di casa, per far sentire i nostri clienti a proprio agio. Infatti, da questo è nato “Salotto Nunziata” che prende il nome anche da nostra madre, la donna che ci ha insegnato tutto ciò che sappiamo.

Sono curiosa di conoscere qualcosa del menù, quali sono le specialità?

(Parla Diego) Le nostre ricette sono prese quasi sempre da fonti romane e greche e la nostra idea è quella di riproporle in chiave moderna. Una delle nostre specialità è il “libum di Catone”, è un impasto di ricotta salata con uova, farina e alloro abbinato al pomodorino e alla melanzana; richiama anche la nostra pasta alla siciliana. Un piatto molto gettonato è anche il “tagliolino con la salsa di curtillus”, preso dalle satire di Orazio, fatto con acciuga, olio, aglio e riccio di mare.

Le persone come reagiscono a queste ricette?

(Parla Gianmaria) Fortunatamente i clienti rispondono molto bene, le nostre ricette sono nuove, ma richiamano comunque la tradizione. Non usiamo ingredienti sconosciuti, ma prodotti classici della cucina mediterranea.

A chi avete fatto assaggiare il vostro primo piatto?

(Parla Diego) Le cavie siamo sempre noi, per evitare brutte situazioni. La maggior parte del menù è tutto studiato. Ci divertiamo a preparare anche qualche fuori menù e alcuni piatti addirittura ce li sogniamo. Gianmaria un giorno sognò il “polpè”, un piatto che abbiamo poi riproposto e lasciato all’interno del menù perché va davvero molto forte.

Qual è stato il complimento più bello ricevuto da un vostro cliente?

(Parla Diego) Ultimamente un signore ha fermato Gianmaria e gli ha detto semplicemente “grazie”, questo dice già tutto.

Ciò che mi colpisce in questi due ragazzi è l’unione e la fiducia impiegata per proseguire questa avventura insieme. “Salotto Nunziata” parla di Gianmaria e Diego, lo possiamo notare non solo nei loro piatti, ma in tutto ciò che riveste questo locale, dalla lampada fatta con i tappi di sughero, ai libri di Diego, alla chitarra di Gianmaria.  Sono davvero contenta di averli conosciuti e andrò presto a trovarli per assaggiare il “libum di Catone”. Avete mai sentito un piatto con questo nome? Per questo dico che Gianmaria e Diego hanno creato un qualcosa di nuovo e “diverso”, e il diverso a me piace!