Il Mondo Pizza è bello perchè vario, sia per i tanti gusti con cui fare la propria pizza. Specialmente perchè la cottura non è unica. Infatti oltre la tipica pizza rotonda ed il forno per cucinarla, è possibile incontrare la Pizza fritta. Questa tipologia di pizza oltre che portare con se un grande gusto, per via dell’unione di più ingredienti, è ricca di una medesima storia. Infatti si racconta come la Pizza Fritta sia stata la prima pizza del mondo e non la Margherita. Perchè la prima è sempre stata facile da preparare, cucinare e far mangiare.

Poiché agli albori dei tempi non tutti facilmente potevano possedere bancone e forno per le pizze. Semplicemente usavano raccogliere tutti gli ingredienti, lavorarli sul tavolo della cucina. Poi immergerli nella più accessibile pentola di olio bollente, ma soprattutto per creare ed offrire un pasto completo a chiunque ragazzino uscisse di casa. Così nasce il mito della Pizza Fritta, precursore di quello della Margherita. Se nel tempo quest’ultima è stata più volte rivisitata per creare le tantissime specialità di pizze, anche la fritta non ci scherza.

Nel tempo non è diventata famosa la solita cicoli, ricotta, salame ed una spruzzata di pomodoro ma anche la pizza tonda è stata possibile friggere. Nasce così la mitica Montanara, il fiore all’occhiello della Pizzeria La Masardona. Nata nel 1945 attraverso una storia familiare che lega amore e passione per la Pizza Fritta, con Carmela Pintauro moglie di Salvatore Piccirillo ed al tempo stesso anche nuora di Anna Manfredi, madre del nomignolo “La Masardona”, ovvero il nome che si è guadagnata da bambina quando venne soprannominata così da una donna del quartiere per aver portato un suo messaggio a voce ad un’altra donna, con grande riservatezza e puntualità.

La Pizza Fritta nasce come alimento popolare, da creare semplicemente “riempendo in maniera un pò grossolana, con tutto quello che la casa offre”, fino adiventare non più solo un ripieno ma anche delle pizze tonde, ovvero le Montanare, di vario gusto.

Grazie il suo giusto passaparola o “mbasciata” si merita di entrare nel rango dei “masardoni”, ossia i messaggeri che facevano comunicare tra loro i briganti rintanati in montagna. Quindi ecco che arriva il dopoguerra e tra le molte donne che nei quartieri popolari di Napoli iniziarono questa attività in strada, anche Anna iniziò a preparare con tanto amore le pizze fritte davanti la propria casa, o meglio il suo basso, proprio di fronte al locale attuale della pizzeria.

Non era l’unica donna che cucinava. Infatti ad ogni donna del quartiere era assegnato un giorno in cui vendere le proprie pizze. Soprattutto per un’equità di quartiere e per non far concorrenza alle altre o creare dissapori e ad Anna toccava la domenica. Così la sua cucina napoletana divenne in voga in zona tra pizze fritte, tortani e dolci natalizi.

La nonna di Vincenzo Piccirillo (l’attuale titolare della pizzeria), era una delle masardone che nel secondo dopoguerra per guadagnare qualche soldo cucinava la pizza fritta sotto casa, attimi di vita cui avranno ispirato scene del film “L’oro di Napoli”, che saranno magistralmente interpretate da Sophia Loren.