Nel 2000 entra subito a far parte dello staff del ristorante dei genitori  il ristorante Marconi a Sasso Marconi (BO) e, qualche anno dopo, ne prende le redini insieme al fratello Massimo, iniziando così il suo percorso in cucina, riuscendo a trasformare un ristorante degli anni ’80 in un indirizzo di cucina d’autore contemporanea.  La freschezza è il vero fil rouge dei menu firmati da Aurora in cui, accanto al pesce, spicca l’utilizzo sapiente di verdure appena colte, colore, texture croccanti e accostamenti inediti che ringiovaniscono piatti e ricette della memoria.

L’abbiamo intervistata:

Ciao Aurora, possiamo dire che hai il cibo nel tuo DNA, ci racconti i tuoi primi passi in cucina?

E’ una domanda a cui rispondo sempre con “è venuto tutto naturale”. Non c’è un momento preciso in cui mi son detta “da grande voglio fare la cuoca”. Sono cresciuta in cucina, da bambina la famiglia seguiva il papà in ristoranti e alberghi per la stagione. Ho iniziato così a conoscere il mondo della ristorazione, cucina e sala. La mia entrata in cucina è stata nel 2000…

Papà bolognese, mamma siciliana, chi ha influenzato di più la tua cucina?

Direi entrambi. Sono passata da una fase mediterranea legata alla Sicilia a una cucina “grassa”, più rotonda ed elaborata che caratterizza i piatti della tradizione bolognese. Oggi nella mia cucina vivono queste due anime.

Hai fatto esperienze con alcuni importanti chef, come Herbert Hinter, Gaetano Trovato, Paolo Lopriore e lo chef basco Martin Berasategui, cosa ti hanno lasciato e cosa porti di queste esperienze nella tua cucina?

Ognuna di queste esperienze è stata fondamentale. Porto con me, nella mia professione, ogni loro insegnamento. I valori che mi hanno trasmesso, l’amore per questo lavoro che richiede, ogni giorno, sacrificio. Il concetto di eleganza, di rispetto, di energia.

Oggi la tua cucina e’ cresciuta e porta la tua firma, ma cosa c’è che ti lega ancora ai piatti della gestione dei tuoi genitori?

Il mio collegamento ai miei genitori non è legato ai piatti ma ai valori che mi hanno trasmesso. Al rispetto e alla valorizzazione della materia prima; alla fiducia verso i fornitori; al calore con cui si accoglie il commensale.

Nel 2008 arriva la prima stella dalla guida Michelin,  ti ha sorpresa?

Certo che sì! E’ stata una sorpresa! Una bellissima sorpresa. Da quel 2008 sono passati 10 anni, intensi, ricchi ed emozionanti.  Ricordo ancora quei momenti con il cuore che sorride. Ricevere la Stella Michelin è stato un grande stimolo. Un cambiamento in meglio che ci ha portato, da giovani spericolati che eravamo, io e mio fratello, a tuffarci in una nuova identità del Ristorante Marconi. La Stella Michelin ci ha dato i mezzi per andare oltre e credere nel futuro…

Nella tua cucina c’è tanto pesce, come mai questa scelta?

Non è proprio così. In carta i piatti di pesce sono equilibrati con quelli di carne. I piatti di pesce ci sono e ci saranno sempre perché non dobbiamo dimenticare che il Ristorante Marconi dei miei genitori è stato un locale storico specializzato nel pesce.

Nel tuo menu troviamo due percorsi. “insieme” e “il mondo creativo di aurora”, come li hai strutturati?
I miei menu sono il frutto di studio e di ricerca. Attraverso i nostri percorsi degustazione il commensale scoprire il mio mondo, la mia idea di cucina, il nostro stile. Sono menu che vogliono emozionare e lasciare un piacevole ricordo…

Da buona bolognese, quali sono i piatti della tradizione di cui non puoi far a meno?

Sicuramente i “Tortellini in brodo”. E’ un piatto che amo particolarmente e di cui sento la mancanza quando sono via per lavoro o in vacanza.

Per questo 2019, ormai alle porte, cosa ti auguri?

Simpatica domanda! Mi auguro di consolidare quello che fino ad ora è stato fatto… Siamo sempre in evoluzione. Il Ristorante Marconi e il nostro Forno Mollica sono in continuo sviluppo. Io stessa mi metto sempre in discussione perchè è importante, oggi, continuare a migliorarsi ed avere dei nuovi obiettivi.