Keynco rappresenta la nuova frontiera del bere. Dietro il prodotto ci sono le mani e l’inventiva di Valeria Sebastiani, romana con oltre 13 di esperienza nel bartending e l’intraprendenza di Giada Panella, aquilana, con alle spalle numerose esperienze nel campo della vendita, che ora si occupa del settore commerciale.

Cocktail artigianali già pronti in bottiglia affinati come i migliori vini. Tempo ed eleganza le loro doti. Passione e conoscenze antiche tramandate dalle herbarie il loro know how. Prossima mossa rendere ancora più identitaria la svolta green per un prodotto artigianale di alta qualità creato per il piacere dei vostri palati. Chill, open enjoy!

Notano che con il passare del tempo il gusto di un cocktail cambia: un Negroni appena preparato ed uno invecchiato 30 giorni, insomma, assumono un gusto leggermente diverso. E qui scatta qualcosa che si chiama Keynco

Keynco nasce da un’idea di Valeria Sebastiani e Giada Panella, ci raccontate qualcosa in più?

La keynco è nata nel 2016 da una buona dose d’incoscienza, passione ed amore per le sfide! Io e Giada lavoravamo insieme da qualche anno ed eravamo una grande squadra, abbiamo tagliato traguardi incredibili e sempre con professionalità, impegno e risate alle lacrime. Un giorno mi arrivò la proposta di curare l’avviamento di una serie di locali, contemporaneamente ci chiesero di curare un evento privato, ne abbiamo parlato insieme e ci siamo tuffate in quest’avventura. Di lì a poco abbiamo fondato la Keynco e cominciato a fare eventi per importanti committenti, non ce lo aspettavamo, eppure i nostri clienti diventavano sempre di più attraverso il passaparola, senza che noi facessimo niente se non lavorare. Lavorare tantissimo. È stato durante gli eventi che, per standardizzare e velocizzare il servizio abbiamo cominciato ad approcciarci ad i cocktail in bottiglia. Lì abbiamo osservato che i clienti, anche i più scettici, ne erano conquistati dal gusto e che organizzativamente funzionavano alla grande così, nel 2018, abbiamo deciso di prendere il nostro bel laboratorio e cominciare produrli.  

Valeria è la parte operativa, che crea i cocktail li in “laboratorio”, mentre Giada è più orientata alla parte commerciale, siete un duo equilibrato

Sì, ed è un vero e proprio laboratorio. Sin da subito abbiamo seguito le nostre naturali inclinazioni, la mia verso la sperimentazione e creazione di sapori e quella di Giada nel capire i punti di forza e nel valorizzare le persone.

Il vostro progetto nasce infatti dalla volontà di mettere a disposizione un cocktail in bottiglia, da dove nasce l’idea?

La necessità è nata dal mondo degli eventi. Lavorando tanto ed a ritmi frenetici, avevo bisogno, durante lo svolgimento, di qualcosa che mi permettesse di non essere legata al bancone ma allo stesso tempo mi desse la tranquillità di sapere che il servizio era snello e veloce ed il prodotto sempre della più alta qualità. Avevamo bisogno di standardizzare i cocktail che uscivano dal bancone e che fossero tutti perfetti, che fossi io stessa a farli come no, e la nostra ricerca ci ha portato a trovare un metodo per rendere il servizio forse anche migliore: le professioniste ed i professionisti con cui lavoriamo sono eccezionali e, velocizzando la parte della preparazione, avevano tempo di accogliere il cliente, renderlo partecipe e raccontare il cocktail.

I vostri prodotti, dopo un certo periodo di affinamento in botti di acciaio o tini, fanno si che i vostri drink raggiungano un livello di morbidezza ed eleganza tali da essere fruibili così, senza l’aggiunta di ghiaccio o alcuna diluizione, quante prove avete fatto?

Ci sono voluti quasi due anni per fare tutte le prove e capire come reagissero i cocktail agli affinamenti in botte, vetro o anfora. Ricordo però che un giorno venne Giada da me e mi fece una ramanzina bestiale, mi disse di buttare giù le ultime ricette e di non farla tanto lunga. Il giorno dopo le feci assaggiare al bancone del laboratorio, tre prove del nostro Martinez, il suo cocktail preferito, e lei scelse quella che oggi potete trovare in bottiglia!

 

Il tappo è in sughero sardo è il vostro sigillo, e la ceralacca è il vostro tocco distintivo, come mai queste scelte?

Tutto il nostro packaging è green. Non solo il tappo è in legno e sughero, fatto su misura da un tornitore e sugherificio in Sardegna, non solo il sigillo è in ceralacca tradizionale ma anche l’etichetta è serigrafata direttamente sulla bottiglia per evitare che ci sia anche un solo componente che non sia riciclabile. Ci siamo interrogate tanto con Giada per arrivare al risultato che potete vedere voi, oggi, nelle vostre mani e quello che ci ha sempre guidate è cercare di essere innanzitutto noi stesse il cambiamento che vogliamo nel mondo.

Ad oggi qual è il vostro best seller?

Eh, il Negroni ed il Mi°To sono quelli che finiscono sempre in un batter d’occhio. Il primo fa trenta giorni di affinamento in vetro ed ha al naso il sentore fresco del bergamotto. Il secondo, da aperitivo, ti conquista con le note speziate e delicate delle bacche di Sichuan e dell’albicocca essiccata.

Quali sono i vostri canali di vendita?

Ci occupiamo direttamente della vendita ai privati utilizzando l’e-commerce del sito www.keynco.it  e veniamo contattate dagli esercenti che ci trovano attraverso i nostri canali social etc. Preferiamo sempre mantenere un rapporto diretto per poter raccontare al meglio quello che facciamo e, soprattutto, conoscere la realtà di chi può essere interessato/a a brindare o proporre di brindare con i nostri cocktail. Ultimamente ci stanno arrivando tante richieste per essere distribuite all’estero e qui si apre un nuovo capitolo e chissà…

Qual è il pubblico di riferimento?

Il nostro pubblico è trasversale ma per certo hanno tutti una cosa in comune: il piacere di concedersi un regalo e di dedicare un sorriso a qualcuno cui si vuole bene.

Nel periodo di lockdown, avete riscontato una crescita nelle vendite?

Il lockdown e questo periodo storico hanno messo a dura prova tutti, colleghi e non. Improvvisamente i nostri clienti si sono trovati in grandissima difficoltà e per reagire abbiamo subito dedicato i nostri drink alle persone che, come noi dovendo stare a casa, almeno potevano godersi un momento di pausa gustando dei buoni cocktail. Subito ed inaspettatamente ci è arrivata una montagna di affetto da persone conosciute e tantissime sconosciute che hanno sorseggiato i The Key e scelto di condividere con noi questo periodo. Per questo mi sento di ringraziare profondamente tutti coloro che hanno scelto di dedicarsi o regalare i nostri cocktail e ci hanno sostenute e fatto crescere.

Inoltre vi occupate anche della gestione di eventi, ci raccontate?

Ci divertiamo tantissimo nella cura degli eventi! Abbiamo un approccio sartoriale nell’organizzazione e nella scelta dei contenuti ma soprattutto ci affezioniamo ad ogni progetto come fosse nostro. Ogni evento è un’occasione per chi si rivolge a noi di festeggiare un traguardo, una sfida vinta, un giorno importante e noi ci curiamo che la festa riesca al meglio. Da quando abbiamo cominciato abbiamo avuto la fortuna di vedere posti splendidi del nostro paese, per lo più inaccessibili e pregni di arte e cultura, così come ci sentiamo sempre fortunate quando veniamo accolte nelle case per organizzare aperitivi o cene private. Ci occupiamo in questi casi sia della parte food che beverage e la nostra filosofia, come per i nostri drink, è quella della scelta di materie prime da biodinamica ed allevamenti etici, di vino naturale e… beh, i The Key Cocktail.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Abbiamo una serie di novità all’orizzonte che non vedo l’ora di farvi assaporare ma ancora non ne posso parlare! Come sempre etica, rispetto dei cicli della natura e della terra, tempo e brindisi la faranno da padrona.