Continua il nostro viaggio tra i miglioro  pastry chef. Oggi tocca a Domenico Di Clemente, biscegliese classe 1975, Executive Pastry Chef presso Four Seasons Hotel Florence. 

Lo abbiamo intervistato:

Un semplice volantino raccolto da Suo fratello Le ha cambiato la vita, mi racconti qualcosa in più?

Da ragazzo lavoravo come garzone in una pasticceria sotto casa, i miei avevano paura che io e mio fratello prendessimo cattive strade e così ci fecero fare dei lavori estivi che poi si prolungarono anche durante i periodi scolastici. Un giorno, mio fratello trovò fuori la pasticceria in cui lavoravamo, un volantino dell’Etoile, la scuola di cucina e pasticceria più ambita d’Italia. Il destino mi venne a trovare proprio sotto casa.

Cosa ha rappresentato per Lei arrivare all’Etoile?

Arrivare all’Etoile è stato per me un punto di partenza, lì ho capito realmente cosa volessi fare nella mia vita. Ho conosciuto importanti chef, che all’epoca frequentavano l’Etoile come alunni. Dopo questa esperienza ho trascorso vari anni in Inghilterra dove ho avuto la possibilità di interfacciarmi ad una cultura diversa, conoscere tradizioni, tecniche e gusti della gente.

Qual è il dolce che più La rappresenta?

E’ un po’ come dire quale figlio preferisco. Ogni dolce nasce ed ha un proprio vissuto. Un dolce non è una semplice pietanza che va mangiata, ma esprime emozioni, ricordi. Il mio scopo è quello di soddisfare i clienti che mangiano i miei dolci e ogni volta che ne preparo uno, lo faccio assaggiare ai miei collaboratori, se riesco ad accontentare tutti i loro palati allora, avrò più possibilità di soddisfare tutti i miei clienti.

Quali sono stati gli insegnamenti più importanti che ha ricevuto dai grandi pastry chef?

Il mio maestro è stato lo chef tedesco Thomas Hass, l’ho conosciuto durate la mia permanenza a Vancouver. Durante quel periodo sono stato executive pastry chef nella Patisserie & Chocolaterie di Thomas Hass, dirigendo una brigata di venti persone, con le responsabilità e gli input che ne derivano.

Il Suo cassetto dei desideri è ancora pieno o è già riuscito a svuotarlo tutto?

I sogni nascono giorno dopo giorno, il mio sogno nel cassetto è quello di aprire un laboratorio tutto mio per creare qualcosa di diverso. Desidero un posto familiare in cui la ricerca e la condivisione possano essere sempre protagoniste.

Tutti abbiamo dei sogni nel cassetto e non desideriamo altro che cacciarli fuori e renderli concreti. Il sogno di Domenico è molto concreto, la ricerca fa parte del nostro percorso di conoscenza, la condivisione ci rende appagati, fieri e non c’è nulla di più bello che riuscire a realizzare questo sogno in un ambiente in cui ci si vuole bene proprio come in una vera famiglia.