In questi giorni di crisi in cui i ristoratori si sentono persi o forse abbandonati abbiamo deciso di ascoltarli per capire come stanno affrontando questo periodo che non ha eguali nella nostra storia recente, iniziamo da Faby Scarica Chef ma anche imprenditrice.

L’abbiamo intervistata.

Raccontaci come è nata Villa Chiara Orto e cucina e cosa è oggi. Gli ultimi anni per te sono stati travolgenti, quanto hanno influito sulla tua cucina? È cambiato qualcosa?

Cara Anna, sono sempre stata una grande sognatrice. La mia fortuna però è che ho sempre ragionato con i piedi a terra e la testa tra le nuvole.

Ho sempre lavorato in cucine dalla fama internazionale, e oggi Villa Chiara è il risultato di quelle esperienze, che mi hanno fatto crescere, miscelate alla mia persona, che resta comunque ancorata al buon gusto della tradizione. Potrei dire che oggi Villa Chiara parla una lingua intertemporale che collega ieri a domani, adattandosi concettualmente al presente.

La mia cucina potrei definirla territoriale ma analitica. Il proposito è semplice: trarre dal conosciuto nuove esperienze.

Gli ultimi anni, in particolare dopo l’esperienza in TV, mi hanno dato più consapevolezza, e quindi è come se avessi tolto un sigillo dai miei occhi.

Diciamo che al ristorante si gioca in squadra, e con Lelio, Mario, e Cesare, 3 validi rappresentanti della mia cucina, mi sento tranquilla. Quando giochi da sola, invece ci sei solo tu! Il raggiungimento di un obiettivo dipende tutto da te e da quel che riesci a fare con le tue forze.

Ovviamente questa esperienza mi ha cambiato e si sente, perché oltre a cambiare me, ha anche modificato la percezione del ristorante da parte dei clienti, che si sono voluti mettere in gioco, per provare nuove esperienze, sono diventati più esigenti.

Oggi cerco di esprimermi di più, rischiando magari, con quelli che possono essere parametri meno confortevoli, meno piacioni, rispetto al gusto tipico della mia tradizione.

E questo lo ritrovi in alcuni miei piatti come per esempio, “Ceviche di seppia, latte di cocco e asparagi”, “Risotto cipolla arrostita, caffè e erbe aromatiche”,“Petto d’anatra ananas grigliata e semi di lino”.

Tutti piatti che oggi sento fortemente miei, come restano sempre attuali, e sempre molto rappresentativi i piatti della tradizione che non mancheranno mai nel mio menù.

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Già nei mesi scorsi hai proposto al pubblico delle idee innovative. Come è andata? Sei pronta per lanciare un nuovo format per Villa Chiara, una proposta sicuramente diversa per te e per la tua zona, ti va di spiegarmela?

Abbiamo cercato di rendere Villa Chiara un po’ più smart, più accessibile a chi ha voglia di godere, nel senso più ampio del termine. 

Offriamo spazio, relax, privacy, leggerezza di servizio, natura…

Siamo da sempre stati un ibrido tra quello che definiscono cucina “gourmet” e quella che è la tradizione più verace.

Abbiamo deciso di offrire anche altre proposte perché ci piace pensare che Villa Chiara possa essere un punto di riferimento per chi si vuole regalare un momento di pausa dalla normalità.

Sarà una proposta molto ampia, ho anche già immaginato un nome: VILLACH PEOPLE.

Al suo interno saranno previsti sconti per gli under 25, perché vogliamo dare la possibilità anche ai più giovani di avvicinarsi ad una cucina gourmet, per curiosità, o anche per fare bella figura con la fidanzata.

Offriremo la nostra pan-pizza tutte le sere. ‘Stiamo studiando alcuni bilanciamenti per impasti che abbiano 2 caratteristiche peculiari: la croccantezza della crosta del pane, e il fluffy di una pizza in teglia.

Poi ci sarà il garden food by truck il venerdì sera, ma sarà possibile seguire le tappe del furgone sui canali social di “magna-magna solo il buono del sud“ che ovviamente si muoverà per il territorio, con proposte molto gustose.

Si tratta di un progetto già testato che ci entusiasma molto, si tratta di un furgone anni ‘40 che girerà lungo la penisola, e il venerdi farà tappa nei giardini di Villa Chiara, per godere oltre che del buon cibo, anche di spazi e comodità che in strada non ci sono.

E ancora lo speak-nic del sabato a pranzo in giardino, un concetto  semplice, mangiare qualcosa, parlando un poco! Abbiamo giocato un po’ sulla parola.

Cercheremo di creare un ambiente di totale relax, che invogli a vivere la giornata all’aria aperta, chiacchierando, giocando, guardandosi negli occhi, magari lontano dai telefoni.

E ancora lezioni di cucina a Villa chiara, ripetizioni di cucina (Lezioni di cucina private a casa propria), pranzi e cene a casa vostra durante le quali ai vostri fornelli ci sarà la sottoscritta.

Ecco, queste dovrebbero essere le idee e speriamo di metterle in pratica quando tutto questo sarà finito, anzi non escudo che ci saranno altre novità visto che in questo periodo il virus mi da tanto tempo per pensare.

L’economia dell’Italia uscirà sicuramente con le ossa un po’ rotte da questa brutta parentesi. Come pensi che potremo risollevarci? In particolare il tuo settore, motore trainante dell’economia negli ultimi anni, di cosa avrà bisogno per ripartire?

Di certo non è un periodo facile, viviamo in balia di mille pensieri, più o meno positivi, per tutto quello che dovremo affrontare quando riapriremo.

I dubbi ci sono, ma penso che noi piccoli e medi artigiani, siamo sempre stati bravi ad inventarci e farci da soli.

Non credo che abbiamo mai avuto il piacere di poter contare sullo Stato, e quindi anche stavolta ci impegneremo, per far fiorire di nuovo i nostri ristoranti.

Perché lo vogliamo, ma anche perché lo dobbiamo fare!

Prima di tutto per noi stessi, perché in una cucina si racchiudono sogni, sacrifici, rinunce, sonno perso,

Ma anche per chi abbiamo con noi, perché sarà un periodo difficile per tutti, e sarà solo tenendoci per mano che potremo uscirne.

Avremo bisogno sicuramente di tanto ottimismo, di un’Italia che si faccia sentire e rispettare nel mondo. Son tutti bravi a dire quanto valiamo, quanto è bella l’Italia, quanto è buona l’Italia, ma quando poi le si deve dare un prezzo, ci si scorda tutto.

Ma ripeto, farsi il sangue amaro, appresso al Governo, non aiuta, anzi logora dentro.

Ora chiusi in casa abbiamo tanto tempo per progettare, e capire verso che direzione potrebbe volgere la nostra cucina,

Prendiamoci il tempo che non abbiamo mai avuto, per costruire un’identità che ci rappresenti, e che possa essere da traino per il nuovo inizio.

Io sto approfondendo le lingue, sviluppando un paio di idee che avevo in cantiere, e facendo la perfetta “mogliettina”. Ma di certo non metto in stand by il cervello.

Spero davvero che ci ritroveremo presto qui a Villa Chiara, al fresco e all’aria buona.

Auguri a tutti affinché tutto questo sia solo un brutto ricordo!