Jeff Bezos e Jack Ma insegnano: reti digitali e reti fisiche sono sempre più interconnesse e legate. Si ordina online, si perfeziona via mail, ma la merce si riceve poi tramite un corriere, alla porta di casa o in un punto di raccolta definito.

Che l’economia digitale, e in particolare il mercato del food delivery – che oggi genera un giro d’affari da 400 milioni di euro – non possa prescindere da una puntuale consegna delle merci è cosa nota. In un business come quello dell’ e-grocery, caratterizzato da una specifica localizzazione geografica del prodotto, dalla filiera corta e dal massimo della freschezza delle merci garantita, questo aspetto riveste un’importanza significativa (quasi) quanto il prodotto.

Soprattutto perché, come emerge da un’indagine condotta da Cortilia, l’identikit del cliente che fa la spesa nei cosiddetti “mercati agricoli digitali” è una persona attenta a qualità, provenienza (importante per il 76% degli acquirenti), stagionalità (75%) e prezzo (76%) del prodotto ma anche, e soprattutto, donna (80% dei casi), lavoratrice (86%) e mamma (59%): in assoluto il profilo più impegnato e attento ai perfetti incastri tra tempi e logistica. E di questo grande numero di lavoratrici, il 66% è rappresentato da “colletti bianchi”, che apprezzano più di ogni cosa la comodità di ricevere i prodotti in un giorno e un orario stabiliti.

Qual è quindi la cosa più importante da cui partire per ottenere un risultato in perfetto equilibrio tra prodotto e servizio?

Prima di tutto partire da materie prima di qualità ineccepibile – di aziende che si prendano cura della terra prima ancora che dei prodotti – perché è questo a garantire il mantenimento delle qualità organolettiche dal campo fino alla tavola.

Al successivo gradino del peculiare mondo dei mercati agricoli digitali si colloca quindi una catena logistica efficace, ovvero una dislocazione strategica dei magazzini, in cui si possano accogliere in tempo utile i prodotti provenienti dalle diverse aziende del territorio e sia possibile, al tempo stesso, assemblare i singoli ordini destinati al consumatore finale.

Mantenimento della catena del freddo e scelta del packaging sono il terzo e quarto elemento chiave: carta e cartone per frutta e verdura sono – tra tutti – quelli che garantiscono il miglior rapporto tra qualità, prezzo, peso e ingombro.

E se magazzini funzionali, mezzi di trasporto efficienti e sistemi di packaging affidabili contribuiscono ad aumentare la qualità del servizio, la vera e propria sfida dal punto di vista logistico, che si traduce in servizio per il cliente e riscontro economico per l’azienda, consiste nella riduzione del lead time tra produzione/raccolta e consegna. Secondo un sondaggio condotto da Netcomm e Human Highway, il servizio di consegna ideale dev’essere prima di tutto veloce e rapido (rispettivamente 19% e 5% delle parole utilizzate nella descrizione) e poi puntuale (17% delle citazioni), preciso (4%), affidabile e sicuro (3%).

È questo a fare la differenza e determinare la soddisfazione dell’utente finale. Ed è in questo ambito che torna a fare da padrona la tecnologia: in questo caso, ottimizzando il cosiddetto “ultimo miglio”. Infatti, il coordinamento dei mezzi di trasporto, i percorsi e le consegne sono sempre più affidati a software di logistica, in modo da perseguire, oltre alla diminuzione di tempi e costi, anche quella dell’impatto ambientale.

Questo mentre nel resto d’Europa si sta facendo prepotentemente strada il network dei pick-up point (+680% nell’ultimo anno, come indicato dal report “The State of online grocery retail in Europe”): punti di raccolta dei prodotti, usati come modello di distribuzione dalla maggior parte dei retailer online, anche se i consumatori di ogni paese preferiscono la consegna direttamente davanti alla porta di casa, specialmente se a basso costo o addirittura gratuita.

La logistica quindi si sta trasformando in elemento chiave e fattore cruciale del successo di ogni player online, in particolar modo per quelli che operano nell’e-grocery. Lo testimonia il fatto che un colosso come il tedesco DHL ha dato vita al suo mercato agricolo digitale – Allyouneedfresh.de – proprio a partire da quella che è la sua attività core, ovvero la consegne espressa; ma anche AliBaba, che ha comprato la società di logistica YTO Express per aprire AliExpress; o infine Amazon, che dopo il servizio Prime Now (consegna entro un’ora dai negozi locali) ha inaugurato la sua e-groceryAmazonFresh. Se, come sembra, l’on-demand economy e la centralità del mobile continueranno a crescere, lungo tutta la filiera si imporrà un forte cambiamento. Nuove sfide che si traducono in potenzialità, basate su un modello che, grazie all’infrastruttura digitale distribuita, riduca le discontinuità informative tra chi produce, distribuisce e consuma.

Articolo a cura della Redazione di NewsFromThePlatform, il blog di P101.