Il progetto di Distilleria Urbana nasce da 3 amici fiorentini con l’idea di creare l’elisir di lunga vita. Nel loro opificio entrano solo prodotti di qualità di cui conoscono tutti i produttori personalmente e li lavorano assolutamente a mano senza l’utilizzo di coloranti, conservanti e addensanti artificiali.

Abbiamo intervistato Tommaso Pieri socio ed artigiano liquorista….conosciamo meglio quest’interessante realtà!!!

 

Ciao Tommaso, come ti sei avvicinato alla mixology?

Intanto Luigi ti ringrazio per il tempo che mi stai dedicando. mah senti, sono entrato dietro un bancone nel 95, quando non c’erano i metal pour e il conteggio in once e il lavoro si chiamava “barrista“. Le bottiglie che si toccavano durante il lavoro erano le solite 5-6, quindi ti potrei rispondere che di questa nuova ondata di miscelazione consapevole ne ho visto gli albori e devo ammettere che oggi, alla mia età di allora, i ragazzi sono davvero preparati. 

Sei artigiano liquorista  con DU.IT, ci racconti l’origine di quest’idea?

l’idea di una micro distilleria mi è venuta una decina di anni fa. Quella di una produzione alimentare ce l’ho da sempre. da piccolo passavo le estati da parenti nel Chianti. Restavo sempre estasiato a vedere le cantine con le botti e ne avrei voluta una tutta mia. Quando ho osservato che si stava iniziando a parlare di distillerie indipendenti negli stati uniti, poi in Spagna e poi a Milano, ho capito che era il tempo giusto per lanciare la mia idea. Ho cercato supporto da 2 colleghi e amici che hanno reso possibile il tutto e nel 2018 siamo partiti con la produzione.

Le ricette di DU.IT sono originali, partite da un’idea di bevuta….e poi?

Potrebbe essere una suggestione che viene da un viaggio, sapori inusuali come la prima volta che provai una genziana abruzzese. oppure le sensazioni olfattive camminando in un prato fiorito a primavera, non so, una canzone, un film che mi fa scoprire un prodotto o un abbinamento originale gustato durante una cena. Poi faccio un sacco di prove, liberamente ispirato, sono i momenti più belli delle mie giornate perchè non ho nessun vincolo se non quello dell’improvvisazione. Dopo qualche settimana o mese, riprendo in mano ciò che ho fatto e penso se sono prodotti che potrebbero avere un mercato. Purtroppo si deve anche essere pratici ogni tanto. 

Il vostro “spirito” è quello di far riscoprire sapori autentici e modi naturali di lavorare le materie prime, in che modo?

Vedi, se ti dovessi rispondere completamente a questa domanda bisognerebbe scoperchiare il vaso di pandora di tanta produzione alimentare (non solo alcolica) e risettare le papille gustative a quelli che sono i veri sapori, odori e tattilità delle materie prime. Mi limiterò a dire che tutti gli ingredienti che utilizzo, dalle spezie, le frutte, gli zuccheri, l’acqua, l’alcol,  sono al massimo della naturalezza consentita dal mercato e totalmente lavorata da noi internamente, a mano. 

Tra i vostri prodotti troviamo degli Amari come Assedio, Volgare ed IPA, ce li puoi descrivere?

Volgare è il nostro amaro popolare, morbido, mediterraneo e aromatizzato alla cannella. Assedio è l’amaro vero in un mondo falso, maledetto toscano, aggressivo se non lo conosci ma che si fa amare quando si apre un po’. Ipa è il nuovo nato, quindi ha ancora bisogno di tempo per formare il suo carattere, ma è un fernet underproof aromatizzato al luppolo. per gli amanti dell’amarezza più estrema.

Avete anche una linea bar (Gin , Vermutte del Chianti e Bitter Firenze) e dei Liquori (Ratafia Love Kamikaze, Grappa della Felicità e Limoquello) ci riveli qualcosa?

Il fil rouge dei prodotti è una certa originalità nelle ricette, non so se hai presente qualche quadro di Escher, porte sbilenche, scale cieche e finestre che si aprono sul soffitto, insomma un gran casino di base, ma poi la cosa che ti sorprende è che quando vai a farti un negroni, i sapori si riamalgamano tra di loro e viene fuori un cocktail artigianale ma riconoscibile. Come ti ho detto prima, anche il mercato ha la sua importanza. Ho sempre trovato arroganti certi prodotti che poi in miscelazione prevaricavano il tutto non facendo più avere un senso al drink, secondo me un Americano deve sapere di Americano. 

Avete lanciato la consegna dei vostri liquori a domicilio: che risposte hai avuto?

E’ stata un esperienza carina nonostante la tragedia che si stava passando. Mai avrei pensato di portare i prodotti a casa dei clienti. La risposta è stata buona, tanto che adesso ho preso accordi con una bottiglieria in Firenze e con un e-commerce che mi curano il rapporto col cliente finale in quanto io, per fortuna, non ho tempo di dedicarmi anche a questa parte di business.

La consegna a domicilio non è stata l’unica nuova scommessa di queste ultimi mesi?

Durante il lockdown, dopo qualche settimana di sbandamento, abbiamo pensato che fosse il caso di rilanciare; abbiamo rifatto tutta la veste grafica, il sito e siamo partiti con i social. il risultato è stato sorprendente. Mi chiamano da tutta Italia per conoscere i prodotti. In più non potevo non tirare fuori dei nuovi prodotti e abbiamo preso ispirazione dal brutto periodo che stavamo vivendo.  Sono nati la Grappa della felicità (liquore di grappa infuso con erbe antidepressive tra cui camomilla e zafferano) e il Limonquelo, un liquore di limone, zenzero e curcuma che preso un bicchiere al giorno tiene lontana l’influenza. Sul Covid ci stiamo lavorando.

Dite su DU.IT :” Ci piace andare controcorrente, convinti di andare nella giusta direzione senza prendersi troppo sul serio.”, cosa intendi?

Intendo fare il massimo con quelle che sono le proprie possibilità. Faccio il Gin divertendomi e sperando che piaccia, ma prima di tutto divertendomi. Sarebbe più facile ed economico farmelo fare da chi di lavoro fa il gin un po’ per tutti? sì, certamente, ma secondo me non mi sentirei di andare nella giusta direzione. Detto questo però, voglio bene anche a chi non si mette in gioco in prima persona e preferisce comprare dei prodotti già fatti e metterci il proprio brand, questo intendo per “non prendersi troppo sul serio”, non siamo invidiosi del successo facile. 

Quali sono i vostri canali di vendita?

Horeca è il canale principale, ora e per sempre. Facciamo un po’ di privato che aumenterà in futuro ma non troppo. Ultimamente sto facendo delle collaborazioni di cui si sentirà parlare che mi divertono tantissimo. Chiaramente si deve comunque pensare che faccio robe di nicchia, per intenderci non le vedrai nella GDO.

Progetti per il futuro?

C’è tanta roba che bolle in pentola. La cosa che mi piacerebbe molto sarebbe trovare un nuovo sito produttivo, un po’ più grande, che mi permettesse anche di farci una nostra Tap

Luigi Cristiani

Laureato in Economia, ha poi conseguito un MBA presso lo Stoà. Lavora in Enel Green Power dove si occupa di pianificazione e controllo . Dal 2010 scrive su diversi blog di economia e finanza (Il Denaro,...

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