Denny Morelli di Trevico lo abbiamo imparato a conoscere come uno dei protagonisti del programma televisivo Primo Appuntamento in onda su Rea Time, dove affianca nelle vesti di cameriere al fianco di uno dei più grandi maître che abbiamo in Italia, Alessandro Pipero.

Ciao Danny, ci racconti i tuoi primi passi in sala?

Ho iniziato a lavorare in sala molto presto, seguendo le orme di mio fratello maggiore che già aveva avuto modo di fare le sue esperienze nel settore. Anche se non ho frequentato l’alberghiero ho imparato subito, perfezionandomi sempre più grazie alla collaborazione con il ristorante “Oasis”, della famiglia Fischetti, da cui ho appreso molto.

Hai avuto diverse esperienze in ristoranti come Oasis di Vallesaccarda“, ConFusion Boutique Restaurant ci racconti cosa porti con te?

Ogni esperienza ti restituisce qualcosa di sempre nuovo e diverso. Indubbio dire che ne è derivata una grande crescita professionale e, soprattutto, personale. Le persone che conosci e che incontri, con le loro storie, diventano parte di te e da esse impari tanto. Tutte diverse e tutte uniche che ti insegnano qualcosa.

Da qualche anno sei protagonista di Primo appuntamento, che esperienza è per te?

Sicuramente un’esperienza nuova e inimmaginabile. Mai avrei pensato di finire dietro lo schermo. È per me una grande soddisfazione. È stato sorprendente e ogni volta che mi ritrovo a girare è come se fosse la prima volta. Non è facile, non è semplice, ma l’atmosfera che si è creata mi permette di affrontare con più serenità il momento delle prove. Siamo come un gruppo di amici e questo è il bello che si cela dietro il piccolo schermo.

Da molti sei definito il “Cameriere più romantico d’Italia”, come ti senti in questa veste?

Non ci avevo mai fatto caso. Infondo non ci avevo mai pensato. Sono così e basta. Cerco di esserlo sempre, in tutti i contesti, in tutti i settori, tutti i giorni. È naturale per me. E ancora di più devo esserlo se voglio fare il mio mestiere. Il cameriere accoglie, serve, accompagna e la gentilezza è fondamentale.

Cosa e quanto conta la sala in un ristorante?

La sala è il filo rosso che collega il cliente/ospite alla cucina.

È l’anima del ristorante.

E il cameriere dà armonia al ristorante, coccolando e cercando di capire le esigenze di ogni singolo ospite. Il buon servizio accompagna piatti sublimi, rendendo l’esperienza culinaria indimenticabile. Sia il cameriere che lo chef lavorano per lo stesso obiettivo per questo non bisogna sminuire alcuna figura professionale.

In questo periodo particolare in cui siete obbligati ad avere la mascherina, com’è cambiato il vostro rapporto con il cliente?

Cerchiamo di far pesare il meno possibile tutti i cambiamenti. Ce ne sono stati tanti, ma non devono gravare sull’esperienza del cliente. Si continua così a trasmettere emozioni anche con la mascherina. Gli occhi parlano ugualmente e sorridono. Ci si comprende con gli sguardi che sono molto più sinceri di tanti sorrisi. Così capisci anche se il cliente è davvero soddisfatto.

Dopo la tua stagione estiva al ConFusion Boutique Restaurant Porto Cervo, quali saranno i tuoi programmi?

Lavoro per grandi progetti. Non amo restare fermo e in attesa. Ho lavorato quest’estate nella bellissima Porto Cervo, sto girando Primo Appuntamento… e poi chissà. Sono una persona molto riservata, mi piace raccontarmi a esperienze concluse. Come è accaduto finora.

Sei giovanissimo, qual è il tuo sogno nel cassetto?

Di sogni ne ho tanti, dopo tutto ho 25 anni e ancora tanta strada da fare. Ma sono un inguaribile sognatore e per di più scaramantico e non potrei mai rivelarli. Per il momento lascio i miei sogni nel cassetto, nell’attesa di vederli realizzati. Provo a inseguirli per realizzarli tutti.