Ho avuto il piacere di intervistare Nicola Barbato dell’azienda agricola Gaia che mi ha raccontato il progetto  G. B. Agricola, nata dall’unione della Azienda Agricola Gaia e l’agri-ristorante e agri-pizzeria Casa Barbato. Fiore all’occhiello e protagonista della serata è lei la “cipolla ramata” coltivata e prodotta da secoli nella zona del Montorese, comune di confine tra la provincia di Avellino e la provincia di Salerno.
La selezione e la costituzione di questo ecotipo è avvenuta grazie alla intraprendenza e laboriosità dei contandini della zona.
La Cipolla Ramata di Montoro(Av) prende il nome dai luminosi riflessi ramati delle tuniche esterne che la ricoprono e dalle sue particolari catafille interne che sono bianche ben serrate e con sfumature longitudinali color viola.
E’ dolce, profumata, sprigiona un’intensa e caratteristica aromaticità con un delicato e persistente gusto dal sapore inconfondibile che la fa apprezzare sia cruda che nelle più svariate proposte culinarie.

A proposito di culinario, il sempre sorridente Nicola Barbato e grande esperto non solo di cipolla ramata, ha ideato un progetto di G. B. Agricola che vede affiancarsi diversi imprenditori agricoli raccolti sotto il Marchio Collettivo Geografico (MCG) che valorizza i produttori e la produzione.

Ne è nata un’interessante cena tra produttori di eccellenze gastronomiche locali dove il denominatore comune è stato anche il lancio della neo nata Agro – pizzeria di casa Barbato.

Nicola, l’azienda,  l’agriturismo e ora l’agri-pizzeria. Possiamo affermare che il tuo progetto iniziale è arrivato ad un’ottima fase di sviluppo?
Assolutamente si. L’idea era quella di produrre, vendere e fare gustare i nostri prodotti locali spigandone anche la biodiversità. Credo che ci siamo riusciti. Le persone apprezzano molto il vedere nascere la cipolla ramata, ammirarne la preparazione, gustarla nei nostri vari piatti e magari acquistarla.

Quali possono essere gli eventuali sviluppi futuri?
Come gastronomia vorrei consolidare quello che abbiamo fatto. Invece vorrei incrementare il volano dei tour gastronomici che proponiamo.

Attualmente la nostra casa vacanza consiglia visite alle aziende di prodotti locali limitrofe; ci spingiamo fino ad Amalfi per mini-tour nei meravigliosi limoneti. Possiamo fare meglio e ci stiamo strutturando.

Quando sono stato invitato a questo incontro gastronomico avevo un certo timore. Quando mangio un piatto che ha come componente la cipolla, non ne vado matto per il senso di “pesantezza” che spesso lascia, invece  la cipolla ramata di Montoro mi ha convertito!
Al tavolo con Nicola Barbato, la serata è trascorsa con i tanti produttori locali che mi hanno annichilito per la qualità e l’eccellenza dei loro prodotti.

Con la cipolla ramata protagonista ho avuto modo di provare gli affettati di Giovanniello, i formaggi e i latticini del Caseificio Principato con special guest la treccia di mozzarella di bufala con cipolla grigliata al suo interno. Non poteva mancare la parmigiana di cipolle, ideata da Luisa Tolino, moglie di Nicola. Un “orgasmo” di sapori che nasce dalla tenerezza della melanzana e la natura croccante della cipolla.

Meravigliose le pizze di Vincenzo Alfano: la Ramon (tonno, pomodorini gialli, olive verdi, cipolla ramata), Terra mia(carciofi di Montoro, capocollo e fiordilatte), la Bijoux (nel vivo della tradizione, il “gioiello” della Pizza Margherita) ed infine quella che mi ha colpito maggiormente –  la Pizza alla  (genovese, tradizionale e fior di latte).

Al tavolo non potevano mancare le birre ad accompagnare le pizze; non un brand qualsiasi bensì delle Serrocroce, in particolare la birra Granum(premio Luppolo d’Oro nell’Italian Best Beer 2017), realizzata grazie a un misto di grani antichi e spezie fra cui coriandolo.
Nulla termina senza un dolce ed un liquore tipico. Il cannolo della pasticceria Cannolo Irpinia di Raffaele Vignola realizzato con ingredienti tipici del territorio dell’Irpinia, mentre per i liquori il grazie va alla Distilleria De Falco portatori di tradizione secolare e sapori intensi come il Concierto che nasce dall’antica ricetta donata da Padre Alberto del Santuario dell’Incoronata di Montoro.

Grazie a Nicola Barbato per l’ospitalità, ai tanti produttori locali per il prestigio e le tradizioni intatte negli anni ed agli amici che mi hanno accompagnato nella serata.