La rivoluzione non è qualcosa legato all’ideologia, né una moda particolare, ma un processo perpetuo che fa parte dello spirito umano.
Aggiungerei che ogni rivoluzione o rivoluzionario ha sempre portato ad una ventata di novità, così incuriosito da questo nuovo movimento dedicato al #Food, sono sceso anche io sul “campo” munito di mascherina per intervistare non uno ma due chef di questo rivoluzionario movimento chiamato #CucinaNuova.
Buona visione 😉

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L’idea di CucinaNuova, che raduna un numero interessante di giovani (e meno giovani) di grande talento, è la creazione di un ambito nazionale di aggregazione tra cervelli gastronomici innovatori.
Una rete di competenze da condividere e scambiare per crescere e comunicarsi all’esterno, con la volontà di impegnarsi in attività didattica ma anche di informazione, attraverso il racconto delle loro filiere di riferimento, di prodotti e produttori, per dare evidenza di quanto i loro mondi si compenetrino e si integrino.

MANIFESTO DI CUCINANUOVA 

Cucinanuova si propone come movimento culturale formato da chef che, come noi, hanno avuto la possibilità di fare esperienze oltreconfine o studiare comunque tecniche e culture al di fuori degli schemi legati alla nostra cucina tradizionale.

Così, facendo tesoro di tutto il bagaglio culturale accumulato, riescono a identificarsi in una cucina italiana nelle radici, ma non convenzionale.

Siamo stati testimoni di grandi rivoluzioni che hanno interessato il mondo, anche se in spazi temporali diversi, dove l’innovazione ha preso il sopravvento sapendo elevare la cucina tradizionale con l’utilizzo di tecniche moderne; vedi per esempio la crociata spagnola di Ferran Adrià negli anni ’90 o la rivoluzione della Cucina Nordica che, facendosi portavoce di tecniche ancestrali applicate a un concetto di food moderno, ha creato completamente da zero un nuovo filone ammirato da tutto il mondo.
Siamo fermamente convinti che i capisaldi della nostra comunità dovranno essere la condivisione e l’informazione.

Vogliamo infine focalizzarci soprattutto sui giovani e cercheremo quindi il coinvolgimento delle strutture scolastiche pubbliche; attraverso i nostri canali vogliamo condividere idee, concetti e la stessa filosofia dei singoli avendo come fine ultimo l’informazione per alzare il livello di percezione della cucina contemporanea.

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