Promossa da Coldiretti, la Fondazione Campagna Amica nasce nel 2008 per realizzare iniziative volte ad esprimere il valore dell’agricoltura italiana. Negli anni ha sviluppato un ruolo chiave per la tutela dell’ambiente, del territorio, delle tradizioni e della cultura, della salute, della sicurezza alimentare. Ma anche dell’equità, dell’accesso al cibo ad un giusto prezzo, dell’aggregazione sociale e del lavoro. 

La Fondazione Campagna Amica sostiene l’agricoltura in tre ambiti principali. Nella vendita diretta, nel turismo, e nell’ecosostenibilità. Si rivolge a tutti, semplici cittadini o lavoratori agricoli per dare rilievo a temi di grande attualità come l’alimentazione, il turismo, l’ecologia, la salute e il benessere. L’obiettivo è promuovere un nuovo stile di vita, sano e sostenibile. 

Con una rete di oltre 10mila siti, è radicata su tutto il territorio nazionale e mira al raggiungimento di importanti obiettivi. Avvia e sostiene iniziative per la difesa del patrimonio boschivo, dei laghi, dei fiumi e della biodiversità. Contribuisce allo sviluppo di energie rinnovabili. Monitora prezzi, stili di vita e abitudini alimentari dei cittadini. Produce strumenti di conoscenza e informazione per una corretta educazione alimentare, agevolando comportamenti virtuosi nei confronti dell’ambiente. 

La Fondazione, si sviluppa in diversi ambiti. In particolare, i Mercati di Campagna Amica rappresentano dei punti di eccellenza della filiera agricola italiana. Sono gestiti degli agricoltori iscritti a Coldiretti, che si impegnano a vendere solo le loro merci a km zero. In queste realtà, si può fare la spesa in modo responsabile. Acquistando prodotti di stagione, selezionati con cura, sempre freschi e di origine italiana controllata e garantita.

Campagna Amica compie 10 anni

Da un interessante Webinar che si è tenuto agli inizi di marzo, in occasione dell’anniversario della nascita di Campagna Amica, sono emersi argomenti importanti, più che mai attuali. Di seguito gli interventi più significativi. 

Carmelo Troccoli Direttore della Fondazione Campagna Amica

Campagna Amica è l’anima pulsante di Coldiretti. È una comunità che raggruppa centinaia di mercati che giornalmente si tengono nelle nostre città, creando importanti contatti di prossimità. I protagonisti sono gli agricoltori che portano in giro per le piazze i loro prodotti migliori, frutto del proprio lavoro.  

Campagna Amica agisce su due fronti. Da una parte punta sullo sviluppo economico dei territori, dall’altra sull’innovazione sociale. In questi ultimi 10 anni, si è partiti da uno stato in cui le aziende agricole vivevano in una profonda incertezza. Soprattutto nel meridione, l’abbandono dei campi è un tema che spesso colpisce aree che hanno meno possibilità di sviluppo. Sia per le condizioni fisiche territoriali sia per quelle economiche. 

La Fondazione in questo periodo ha combattuto affinché tante aziende potessero rinascere e svilupparsi. Facendo in modo che ci fosse una ripresa di possesso dei territori e creando nuove opportunità di economia in loco. Grazie a questo lavoro, le nuove generazioni hanno trovato valide motivazioni per ricominciare. Portando il loro sapere e la loro voglia di fare innovazione in campo agricolo. Oggi in molti mercati la figura dei giovani e delle donne è altamente diffusa. E ancor più importante, queste aziende hanno ripreso a fare reddito, e sono diventate un determinante elemento di presidio territoriale. 

Gli stessi obiettivi si ottengono anche attraverso la tutela e il sostegno degli agriturismi. Luoghi di ritrovo in cui le persone passano dei momenti di socialità e possono godere dei piatti della tradizione contadina del nostro paese. Ma non solo, altrettanto valido, il ruolo di innovatore sociale che Campagna Amica ha assunto all’interno delle città. Con il recupero delle piazze che si sono valorizzate e riportate al centro dell’attenzione degli abitanti. 

Anche l’aspetto di vicinanza nei confronti dei bisognosi merita una menzione. In questi ultimi mesi, si sono raccolte tante donazioni da parte dei consumatori, dei dirigenti dell’organizzazione e degli stessi agricoltori. Fino ad arrivare a distribuire oltre 5 milioni di Kg di prodotti d’eccellenza a tante famiglie in difficoltà. 

Questo è il senso della comunità: prossimità al territorio e alle persone. In 10 anni, sono nati 1.200 mercati, sono state coinvolte oltre 12.000 fattorie, così come tantissimi agriturismi, di cui più di 3.000 proposti dall’Associazione “Terra Nostra”. Questo patto tra cittadini e agricoltori è un vero successo. In tre anni, dal 2017 al 2020 si è avuto un aumento significativo della spesa media del 20 per cento del valore dello scontrino, che è passato da 27 a 34 euro. 

Numeri che testimoniano, da un lato un valore economico importante che fa bene alle imprese, e dall’altro una crescita della cultura alimentare. Che si diffonde grazie al consumo di cibo buono, sano, territoriale e controllato, con un conseguente miglioramento della qualità della vita. In questo modo, i mercati diventano veicoli di comunicazione continua della loro attività in tempo reale, anche grazie all’interesse mediatico che si sta scatenando. Questa attenzione li rende attori principali nella promozione delle aree rurali che si stanno riscoprendo luoghi straordinari dove poter vivere esperienze di vita sana. 

Mons. Gian Franco Saba Arcivescovo di Sassari 

Le prime parole sono di ringraziamento per la “Spesa Sospesa” che ha avuto un impatto molto positivo, in un momento di crisi sociale intensa. Eliminare l’apprensione e l’ansia di non poter soddisfare i bisogni primari, non riuscendo a godere di una sana e sufficiente alimentazione, è stata una dimostrazione di attenzione e rispetto nei confronti di chi ha più bisogno. 

Il condividere con gli altri qualcosa che si possiede, è tipico dei valori della cultura agropastorale. Un fondamento anche teologico che dà risalto ad un’economia del dono, del buono e della cura. Dove il guadagno e il profitto sono ugualmente presenti perché fanno parte della vita e delle relazioni sociali, ma non generano un’economia di scarto. 

Chi vive l’esperienza lavorativa nel mondo della campagna, vive in un laboratorio naturale di interdipendenza e di mutua cooperazione. La produzione non è dissociata dalla persona che anzi, è coinvolta attivamente nei processi lavorativi. Il progresso ha portato ad una meccanizzazione e informatizzazione e ad un approccio più scientifico dello sfruttamento dei beni della natura. Tuttavia in certe attività, risulta insostituibile la figura umana. 

L’esperienza di Coldiretti e Campagna Amica può essere paragonata ad una fucina. Dove si lavora per un futuro migliore e dove si impara ad essere responsabili per sé e il mondo. Negli anni, è diventata una comunità che è riuscita a crescere a livello economico senza dimenticare il progresso sociale. 

Giorgio Vargiu Presidente di Adiconsum Sardegna 

L’Adiconsum segue un percorso comune con Coldiretti e sono tante le battaglie portate avanti insieme. È stato fatto un patto di collaborazione tra i due attori principali che rappresentano i soggetti più deboli del mercato, i produttori e i consumatori. 

Perché per tanto tempo, chi produce e chi consuma, non ha avuto capacità decisionale sulle scelte di mercato, rimanendo schiacciato da altri interessi. In particolare, quelli della filiera distributiva che ha fatto da padrone, decidendo quali prodotti vendere, il prezzo e la loro qualità, andando ad inficiare i reali bisogni dei clienti. 

Da questi presupposti è nata l’idea di Coldiretti, che Adiconsum ha immediatamente appoggiato. Quella di creare un ponte ideale nel quale incontrarsi a metà strada, togliendo potere alla rete commerciale e accorciando le distanze tra produttori e consumatori. Da qui la filiera corta che offre importanti garanzie alle parti. Questo legame è prezioso, strategico e si deve proteggere da altri interessi che si frappongono. Primi fra tutti quelli di altre associazioni di commercianti che possono condizionare la politica locale. 

Dopo i successi ottenuti, si continua a lavorare per migliorare in termini di servizi, di qualità e di comunicazione. Perché se la differenza tra prodotti industriali e artigianali esiste, ma non è percepita dal consumatore, perde totalmente di valore. Portandolo ad effettuare i propri acquisti dove trova un prezzo inferiore e una moltitudine di offerte, come nella grande distribuzione. 

L’accordo con Adiconsum prevede dei controlli interni severi e trasparenti per la tutela dei clienti. Spendere dei soldi nei mercati locali, significa che le risorse finanziarie rimangono nel territorio e aiutano a fare economia indotta. Da queste scelte derivano benefici economici, sociali, culturali, ambientali e anche educativi per tutta la comunità. 

Basti pensare al ruolo che Campagna Amica ha nel far conoscere alle nuove generazioni, come nascono e vengono prodotte le risorse agroalimentari che si trovano pronte dentro il frigorifero. Questo perché vende solo prodotti freschi e stagionali e si impegna ad accogliere anche attraverso iniziative mirate, scuole e famiglie che vogliono approfondire questi argomenti. 

Alessandro Melis Presidente di Agrimercato Nuoro-Ogliastra. 

Melis mette l’accento sulle rigidissime indicazioni che regolamentano la Fondazione Campagna Amica. Può infatti capitare che un agricoltore sia tentato di passare dall’agricoltura al commercio. Lecito ma non concesso dai severi controlli interni, uniti a quelli di Adiconsum. Chi finisce i propri prodotti, non è autorizzato a rivolgersi ad un altro coltivatore o addirittura al mercato all’ingrosso per non perdere la vendita. Simili comportamenti, vengono visti come un tradimento delle regole del gruppo e determinano una sospensione o addirittura una eliminazione dell’associato. 

Solo chi propone esclusivamente i prodotti del proprio lavoro, viene considerato un imprenditore agricolo adatto a far parte della Fondazione. Non è richiesto essere dei bravi commercianti, ma mantenere una coerenza con le proprie produzioni. È sicuramente molto faticoso fare l’artigiano agricolo e riuscire a vendere in modo diretto. Ma si viene largamente premiati nel momento in cui si instaura un rapporto giornaliero con i clienti. 

I mercati sono notevolmente cambiati perché non sono più solo luoghi in cui si vende, ma dove si socializza e si fa conoscere la cultura della campagna che si era persa nel tempo. E qui, spesso, si fanno incontri molto interessanti, come dei professionisti che fanno la spesa per i propri ristoranti.

Roberto Serra

Roberto Serra, chef e proprietario del Ristorante Su Carduleu ad Abbasanta, è uno di questi. Ha una grande storia, un grande rispetto per le tradizioni e il territorio e un rapporto stretto con Campagna Amica che segue in diversi mercati.  Ciò che lo affascina è incontrare i produttori che parlano e raccontano del proprio lavoro. Che si trovano, settimana dopo settimana proponendo solo quanto la natura, il clima e le stagioni permettono di raccogliere. 

Attraverso queste interazioni, si accende l’interesse sull’ambiente. Prima attraverso l’imprenditore e i suoi prodotti e poi con lo chef che li utilizza al meglio. Valorizzandoli, trasformandoli, presentandoli a suo modo, con ricette uniche, tipiche di quella zona geografica, dando loro una nuova identità. Pensiamo a Su Casizolu, al formaggio Fiore Sardo Dop, agli innumerevoli tipi di pasta, pani e dolci. 

Si trasmette un legame territoriale, culturale, tradizionale, ma soprattutto di grande rispetto per la Sardegna. Andando a cercare beni locali certificati, si fa in modo che la cultura di un popolo non si perda, a causa della globalizzazione e dell’industrializzazione.  

Battista Cualbu Presidente Coldiretti Sardegna 

Ribadisce che serietà e regole giuste, assicurano lealtà e sana reputazione ai consumatori. Valori di sacrificio e sostanza, insieme a orgoglio e passione che hanno segnato la lunga strada percorsa in questi anni. 

In questo momento difficile, l’unico punto nuovo di aggregazione sociale sono i mercati di Campagna Amica. Il successo non era scontato, ma si è conquistato giorno per giorno. Per questo deve essere tutelato e continuamente perseguito, con gli stessi ideali che hanno guidato tutti gli attori del progetto fino ad oggi. 

Anna Cossu, la Responsabile Provinciale di Campagna Amica Cagliari e Sud Sardegna

Ho avuto il piacere di poter intervistare Anna. Ci siamo incontrate in uno dei mercati più importanti della Sardegna. Quello di Piazza dei Centomila a Cagliari. Con la Basilica di Bonaria che fa da sfondo e le decine di bandiere gialle con il simbolo della fondazione, che adornano i banchi ricchi di mille colori e profumi, qui Anna si trova come a casa. Punto di riferimento, sempre disponibile e sorridente di ogni singolo venditore. Le chiedo di raccontarmi chi è, e cosa fa Campagna Amica. 

“Campagna amica è una fondazione che ha sede a Roma, e che fa parte della famiglia di Coldiretti. La più grande organizzazione sindacale in Italia che accoglie gli agricoltori. Con i suoi mercati, ha creato una rete che ha una presenza capillare in tutta Italia. Qui in Sardegna lo scorso anno ha compiuto 10 anni. Con i mercati di Cagliari e Sassari, ed è da allora che continua il patto con il consumatore. L’obbiettivo principale è quello di avvicinare la campagna alla città, quindi accorciare il contatto tra chi produce e chi porta il cibo in tavola.” 

Anna afferma, “I nostri, si possono definire mercati contadini. Coloro che si trovano dietro i banchi, sono gli stessi produttori che la mattina presto o il giorno prima, hanno raccolto gli ortaggi e la frutta nei campi che poi vendono al mercato. In questo modo, si garantiscono prodotti freschi, locali e stagionali. Ma soprattutto si mostra ai consumatori l’intera filiera, trasmettendo loro, il valore non solo economico ma soprattutto sociale di ciò che vanno ad acquistare.” 

“Perché fare la spesa in un mercato Campagna Amica, significa sostenere l’economia locale. Riconoscendo ai produttori un giusto prezzo che non sempre è garantito da altre forme di commercializzazione. Come ben sappiamo, nella grande distribuzione, le dinamiche sono diverse e spesso l’artigiano non viene tutelato.” 

Ci guardiamo intorno e ci rendiamo conto che la bellezza dei mercati è data dal fatto che non sono luoghi in cui ci si limita ad una compravendita di prodotti. Ma si instaurano rapporti sociali di amicizia, di collaborazione, di solidarietà e soprattutto si fa educazione alimentare

“Non solo i ragazzi e i bambini, che partecipano attraverso le attività didattiche con le scuole, anche gli adulti devono essere coinvolti perché sono loro che acquistano e portano il cibo a casa. Il bambino va educato affinché diventi un adulto consapevole ma l’adulto va indirizzato. Affinché capisca che scegliendo prodotti stagionali, che non subiscono troppi passaggi, né trattamenti o conservazioni forzate, riesce a garantire un profilo nutrizionale sano e sicuro per sé e la propria famiglia.” 

“Questo è un aspetto che curiamo con molta attenzione. La sicurezza alimentare nei nostri mercati è una priorità assoluta e si procede a controlli igienico sanitari severi e accurati. Si parte da quelli interni di primo livello, per arrivare una volta all’anno, a un controllo esterno da parte di CSQA. Primo Ente Italiano per la certificazione volontaria dei beni agroalimentari. A campione, partendo dall’azienda esaminata, fino al prodotto finale che arriva al mercato, controllando tutti i singoli passaggi. Il consumatore, in questo modo ha la certezza di ciò che sta acquistando, grazie ai test effettuati e alla doppia attestazione.” 

“Non solo gli ortaggi e la frutta, ma anche la carne, i pesci, i formaggi e i trasformati sui quali molti produttori stanno investendo e che sono diventati sempre più richiesti. Questa offerta più ampia e variegata permette di venire incontro alle esigenze dei consumatori. Non più solo privati, ma sempre più spesso anche ristoratori o altri rivenditori locali, fino ad arrivare anche a un mercato estero.” 

In Coldiretti e in Campagna Amica si nota la coerenza. A differenza di altre realtà in cui si ha un abuso di termini quali biologicofiliera controllataproduzione stagionaleKm zero, loro hanno una vera identità che rapresenta un vessillo di garanzia e alta qualità. E basta visitare i mercati, le fattorie, gli agriturismi, i ristoranti fino agli orti urbani, dei loro associati, per capire che sono esattamente ciò che dicono di essere. 

Lascio Anna ai suoi mille impegni e responsabilità e io mi reco a fare la spesa in questo meraviglioso contesto.