Lo scorso 5 ottobre 20 botteghe di artigianato alimentare hanno iniziato ad animare la dimenticata Cappa Mazzoniana in via Giolitti, 36, dando vita al Mercato Centrale Roma.

Umberto Montano è l’ideatore sia del progetto fiorentino che di quello nuovo romano “Inventarsi il Mercato Centrale è una strada coerente con una vita passata a non farsi intrappolare dalle scorciatoie che la qualità la potrebbero far apparire, ma non garantire”, ci spiega Montano. Ma per fare la guerra alla finta qualità, ci vogliono i giusti alleati. C’è Domenico Montano, figlio di Umberto, che segue da vicino i progetti culturali del Mercato. Ma soprattutto c’è Claudio Cardini, il patron del gruppo ECVacanze: “Abbiamo investito nel progetto al 50%”. Per aprire il Mercato Centrale di Roma ci sono voluti 4 milioni di euro, “senza contributi o agevolazioni”. E, al contrario di quello che si può pensare, Montano si è innamorato subito di Roma, della disponibilità e della concretezza delle persone con cui ha lavorato.

La parola d’ordine è togliere tutti gli orpelli e lasciare solo la materia prima e la maestria degli artigiani.

Al Mercato Centrale gli artigiani devono solo pensare a fare gli artigiani, a “intrigare il pubblico con cibi incredibili, senza sbagliare un colpo. Al resto – il pubblico, la comunicazione, il marketing – ci pensiamo noi”, racconta l’ideatore del format. Inoltre è il concetto stesso di mercato, da contrapporre alle tanto di moda boutique gastronomiche, a fare la differenza. L’innovazione del Mercato Centrale sta anche in questo: portare in punti nevralgici la bontà elementare al giusto prezzo.

È un esperienza particolare quella di Girare tra i banchi del Mercato Centrale di Roma, infatti possiamo assaggiare e acquistare cibi di elementare e superba qualità. Si puà partire dalle pizze e focacce del forno tradizionale di Gabriele Bonci, alla carne e i salumi del macellaio romano Roberto Liberati. La zona del pesce è occupata dall’Antica Pescheria Galluzzi dal 1984. Ampio spazio anche al Trapizzino di Stefano Callegari, mentre per la frittura se ne occupa Martino Bellicampi di Pastella. Le paste fresche sono di Egidio Michelis e i carciofi di Alessandro Conti, titolare della storica bottega in Campo de’ Fiori.

Inoltre possiamo segnalare la zona dedicata ai funghi con Gabriele La Rocca, fungaio da generazioni di Oriolo Romano, e una al tartufo con Luciano Savini.

 “Gli artigiani me li vado a cercare io, li scelgo io e non permetto a nessuno di interferire”, racconta Montano. “Deve avere una personalità identificabile, una storia e deve fare le cose buone. Poi sono io che scelgo, in totale assenza di democrazia!”.

 “Dopo l’apertura del Mercato di Roma, dobbiamo farlo funzionare. Il Mercato Centrale è una specie di 12 cilindri che, se non guidi bene, ci vai a sbattere. Quindi va guidata dagli uomini e va guidata per bene. Ed è questo che faremo nel prossimo futuro mio figlio, io e il mio socio”. Elementare, come la bontà.