Ciao Alessandro, la tua passione per la cucina nasce in casa grazie anche a tua madre che definisci “grande cuoca di sostanza”, ci racconti qualcosa in più?

Quand’ero bambino ero molto vivace, a volte anche troppo e mia madre per farmi stare buono mi metteva all’opera in cucina. Mi piaceva un sacco aiutarla. Con lei facevo struffoli, gnocchi, pizzette, pasta all’uovo, di tutto. Se mangio di tutto e se mi piace cucinare è soprattutto merito suo. Se nel cibo ci vedo più di qualcosa da mangiare è merito suo. È qualcosa di romantico. A determinati profumi, sapori, associo lei, la mia vecchia casa, la mia infanzia. Ritorno bambino. 

Da dove nasce il nome “in Gordo del tuo blog?

Il nome inGordo nasce da lontano. Al liceo pesavo circa 140 kg quando il mio idolo era Ronaldo (quello vero) e compravo le sue magliette e lo stesso modello delle sue scarpette. All’epoca Ronaldo era soprannominato  Gordo in Spagna a causa della sua scarsa forma fisica. Per quello al liceo ero Gordo, grasso. Poi ho perso 47 kg. Gordo non mi stava più e quindi un genio ha iniziato a chiamarmi inGordo… anche perché, avevo perso peso ma non la voglia di mangiare.  Poi la nuova forma fisica mi aveva ridato una nuova linfa vitale. Non mi accontentavo mai di nulla, volevo sempre di più… per questo inGordo. Quando ho aperto la pagina mi hanno consigliato di darle dei nomi patetici. Ho seguito l’istinto. Il nome ha funzionato. Mi rispecchiava e mi rispecchia in tutto e per tutto. Qualcuno ci ha anche speculato ma pazienza… quando ci imitano significa che stiamo facendo qualcosa di buono ed accattivante. 

Come nascono le ricette che presenti nel tuo blog?

Le ricette nascono da notti insonni a volte. Notti in cui non chiudo occhio per pensare ad ingredienti, sapori, impiattamenti accattivanti (perché si, anche l’occhio e quindi i like vogliono la loro parte).  Poi ci sono altre volte in cui nascono cinque minuti prima di essere realizzate… tipo apro frigo e dispensa metto insieme un’idea di partenza che poi stravolgo puntualmente e nascono cose simpatiche che in tantissimi ripropongono nelle loro case con grande soddisfazione degli ospiti. Di base mi attengo alle nostre tradizioni che cerco di rispettare sempre in ogni singola ricetta. Mai dimenticarsi delle proprie radici. Da radici forti si ergono grandi alberi… In questo caso piatti. 

Sei campano, ci dici un piatto della tua terra a cui sei particolarmente legata?

Il piatto a cui sono legato di più non esiste, sono legato a tutti i piatti della nostra tradizione. Dire quale preferisco sarebbe come dover rispondere alla domanda “a chi vuo chiù ben, a mammá o a papá?”…. però un debole ce l’ho…il ragù della domenica che accarezza e copre le polpette precedentemente fritte. Ci vedo qualcosa di forte, di emozionante, di eccitante. Attraente quanto Emily Ratajkowski, più o meno. 

Facciamo il gioco della Prova del cuoco: ci inviti tutti a cena cosa prepari?

Vi preparo sicuramente i conchiglioni, un piatto che mi rappresenta. È stata la prima ricetta del mio blog, quella più amata da chi mi segue, la ricetta grazie alla quale ho conosciuto persone che sono state importanti per la mia crescita (Puok e Jana). È la ricetta che rappresenta inGordo. Un cult ormai nato da un concetto sbagliato di bolognese popolare dalle mie parti. 

Nuovi progetti per il tuo blog?

Si, tanti nuovi progetti che piano piano realizzerò. Sono un farmacista di professione e non ho tantissimo tempo libero. Il primo anno ho sofferto un po’ il lavoro, ora però ho trovato il ritmo, ho fissato dei giorni in cui trovarmi importanti spazi da sfruttare per questi nuovi progetti. A breve il sito verrà completamente aggiornato, ci saranno nuove sezioni, nuovi collaboratori e tante altre cose che faranno divertire me e chi mi segue.