A giugno 2018 il ristorante “Il Principe”, luogo che rappresenta la storia della ristorazione pompeiana (esiste dal 1986), ha riaperto. Dopo un breve periodo dedicato alla progettazione di un nuovo format enogastronomico.

Abbiamo intervistato lo chef Gian Marco Carli:

Ciao Gian Marco, la tua passione nasce in famiglia, ci racconti i tuoi primi passi?

La mia passione nasce fin da piccolo, all’età di 8 anni già giocavo a fare il cuoco, ad appena 13 anni mio padre mi permise di fare la prima stagione lavorativa nel ristorante di famiglia, all’epoca stellato e fra i più rinomati della Campania.

A 18 anni hai deciso di andare a Londra a lavorare come aiuto cuoco da “ Marusch” una catena di ristoranti libanesi, e poi a “L’Anima Restaurant”, che esperienze sono state?

Come ogni giovane ribelle, volli abbandonare Il Principe, per iniziare il mio percorso personale, iniziai da Londra in una catena di ristoranti Libanesi, e successivamente in un noto ristorante stellato della Londra “Bene”, dove divenni in pochissimo tempo capopartita dei primi piatti.

Hai avuto anche un interessantissima esperienza in Guatemala dove hai anche cucinato per il  Presidente del Guatemala, che ci puoi dire in merito?

Ritornai in Italia, ma avevo ancora voglia di scoprire nuovi mondi, nuovi modi di cucinare, nuove culture, fu così che mi ritrovai in Guatemala, un esperienza che mi ha dato tanto sul piano formativo e mi ha insegnato ad apprezzare la cucina povera fatta di verdure, legumi e cerali, in poco tempo sono riuscito ad attrezzare una piccola azienda di catering che serviva solo cibo italiano, fu in una di queste occasioni che fui contattato dal palazzo della repubblica del Guatemala, dall’ufficio personale del presidente, per organizzare un evento privato nella sua tenuta estiva.

Poi il tuo periodo (rinomato locale stellato), dove diventi  il responsabile  dei primi piatti, e poi  “Don Alfonso” di Sant’Agata sui due Golfi cosa hai imparato da queste esperienze?

Al mio rientro in Italia, l’esperienza che mi cambiò la vita entrai per la prima volta in un posto che riusci a stimolare mente, corpo e creatività nel rispetto delle materie prime e della tradizione, Il Don Alfonso ! Devo tanto alla famiglia Iaccarino, sono diventati con il tempo il mio esempio di vita e il mio esempio lavorativo da seguire! 

Ti distingui dai tanti colleghi per la passione per l’archeogastronomia (il recupero delle ricette antiche) ed inizi a collaborare con il laboratorio di ricerche degli scavi di Pompei, che si prova a portare a tavole piatti di 2000 anni fa?

SI sono definito un archeochef, collaborare con il laboratorio di ricerche applicate degli scavi di Pompei. È stata una grandissima esperienza, ho avuto modo di addentrarmi in quelle che possiamo definire le origini della cucina mediterranea, attraverso lo studio di testi antichi e reperti archeologici, ed è stato sorprendente quanto ancora oggi c’è di quella cultura in quello che mangiamo!

A Giugno 2018 Il Principe ha riaperto, dopo una breve chiusura per lavori,  nuova location e nuovo progetto questa volta con la tua firma, quali sono i primi riscontri della clientela?

Giugno 2018 riapre il Principe, sotto una nuova veste, porta la mia firma questa volta, è bello portare avanti un concetto di cucina totalmente personale secondo i miei principi, io dico che rappresento la cucina dei valori, porto in tavola prodotti e produttori, ricette antiche tramandate da nonna in nonna, mettendoci un pizzico di innovazione e ovviamente una piccola influenza dovuta alle mie esperienze, un grande grazie va sempre al mio staff che mi segue ciecamente in esperimenti e tante creazioni, avere clienti esigenti ci costringe ad essere sempre creativi e a proporre di continuo nuovi piatti!

Ad agosto hai proposto una serata con Angelo Borghese dell’Osteria Al Paese di Nocera Inferiore dove avete dimostrare creatività, competenza e valorizzazione dei prodotti locali a km 0, che esperienza è stata?

Fra i tanti eventi del il principe ci sono le cene a più mani, la prima l’ho voluta dedicare ad un amico lo chef Angelo Borghese, è stato molto bello passare tre giorni con lui in cucina e creare un menù insieme, la serata l’abbiamo chiamata due amici una sola mano proprio perché lo spirito era quello della condivisione e della collaborazione.

Il Principe propone anche lezioni di cucina, corsi tematici da te gestiti, come nasce quest’iniziativa?

I corsi di cucina, è un altro settore in espansione, mi piace poter dedicare del tempo alle persone che vogliono apprendere qualche nozione in più sulla cucina!

Ultimamente hai anche partecipato all’Ischia Safari 2018 nella splendida location del Parco Termale Negombo, che esperienza è stata e cosa hai proposto ai commensali?

Ischia safari è stata una bellissima esperienza, confrontarsi con tanti colleghi è sempre interessante, si conoscono nuovi modi di vivere e interpretare la cucina.

Altri progetti per il futuro?

Progetti per il futuro ??? CUCINARE CUCINARE CUCINARE E ANCORA CUCINARE !