Sara Maranzana, dopo la sua esperienza presso Marcello Trentini – Magorabin, si è tuffata in una nuova avventura a Novi Ligure con la Dolceria Sabauda. Ultimamente, è uscito il suo libro “Il mio universo dislessico”.

Ciao Sara, hai terminato la tua esperienza da Marcello Trentini – Magorabin, cosa ti ha lasciato?

L’esperienza al Magorabin è stata importante. Dopo la Cina, dove tutto era differente, dal tipo di lavoro alla vita di tutti i gironi, tornare in Italia e lavorare in un ristorante stellato hanno fatto esplodere la mia creatività. Con un sapere di tanti viaggi, potevo finalmente far uscire tutte le idee per i dessert che erano spuntate nella mia mente negli ultimi anni. Grazie a Marcello Trentini, chef e proprietario, questo è stato possibile.

Abbinamenti azzardati, ma sempre con i piedi saldi sulla tradizione.

Nei miei dessert ho utilizzato le verdure, l’aglio nero, erbe, cioccolati particolari della valrhona. Tutto trovava la propria perfetta armonia.

Questi sono alcuni dei dessert più stravaganti che ho creato al Magorabin!

1) sfera di cremoso al the aromatizzato ai fichi, aglio nero, glassa al lampone e insalatina dolce di asparagi;

2) minestrone al passion fruit con carote, sedano e piselli in agrodolce e raviolo di mela ripieno morbido di anacardi e uvetta.

Ora sei la pastry chef di Dolceria Sabauda, ci racconti qualcosa in più?

Dopo ben 10 anni nella ristorazione e la maggior parte delle volte stellata, mi sono soffermata a pensare a tutto quello che avevo perso per colpa di questo lavoro: amici, tempo per la famiglia e amori. Era ora di trovare un equilibrio. Il mio equilibrio è stata la Dolceria Sabauda.

Ho iniziato un nuovo percorso. Il laboratorio è completamente diverso dalla cucina. C’erano cose che non avevo mai fatto nella mia carriera e che volevo approfondire. Sono davvero felice della mia scelta e sto ricevendo molte soddisfazioni oltre le mie aspettative.

Dolceria Sabauda è un nuovo brand che ha alle spalle I dolci del moro, industria artigianale con 15 dipendenti che produce baci e amaretti da 50 anni. Si sono ingranditi e lo hanno fatto in grande, creando una pasticceria attiva dalle 5 della mattina alle 20 di sera attaccata allo stabilimento.

Da 6 mesi sono la responsabile Pasticcera alla Dolceria Sabauda e sono davvero fiera di lavorare qui. Sono vicina la casa, vicina alla mia famiglia e sono realizzata nel lavoro.

Com’è stato partire da zero in questa tua nuova esperienza?

Durante il primo mese, alla Dolceria Sabauda, abbiamo tenuto un corso con il Maestro Riccardo Magni, insegnante di Cast Alimenti. Mi ha insegnato le basi della pasticceria tradizionale. Ho imparato come creare croissant perfetti e basi di lavoro per avere una pasticceria ottimizzata e funzionale.

Il corso con il maestro è stato decisivo per creare le fondamenta di tutto quello che è oggi Dolceria Sabauda.

Siamo fieri e orgogliosi del risultato e ci piace vedere i nostri clienti felici.

Partiamo dalle colazioni con 15 tipologie di croissant, facciamo l’impasto classico, integrazione al cacao e salato, li farciamo con creme e marmellate differenti. Verso le 7 il nostro bancone di pasticcini è pronto alla vendita, con mignon ricercati e curati oltre ad alcuni bignè classici, in vetrina ci sono anche torte e Macaron, fatti sempre da me con tanta cura e precisione.

In questo periodo che non ci siamo sentiti hai anche fatto un’esperienza in Tv in Detto Fatto su Rai 2 com’è andata e in cosa consisteva?

Questa alla Rai è stata un’esperienza fantastica!! Era una competizione di pasticceria che durava 3 puntate e io sono riuscita a farne 2 vincendo la prima sfida, in palio un posto di lavoro alla Rai.

Non avevo mai fatto un programma televisivo e sinceramente è stato bellissimo, ero molto agitata ricordo ma ne è valsa la pena.

Avevo fatto un provino anni prima ma non pensavo mai più mi costatassero e invece come è bella la vita tutto è imprevedibile.

È uscito da poco il tuo libro “Il mio universo dislessico”, ci puoi dire come nasce questo progetto?

Questo progetto è nato quando ero in Cina, precisamente a Shanghai nell’ultimo anno della mia esperienza.

Ero sola e stavo attraversando una fase di riflessione, avevo molto tempo da dedicare a me stessa e ho iniziato  a farmi domande e darmi delle risposte anche se facevano male, mi sono ripulita da tutto il dolore che la dislessia mi aveva portato, scrivendo delle piccole bozze da pubblicare nei gruppi di dislessici su Facebook, per cercare di aiutare il prossimo, mostrando come avevo fatto io.

Queste bozze dopo 2 anni con tanto lavoro è diventato il mio libro il mio universo dislessico.

Nel libro definisci la dislessia “la mia amica molesta, arrivata a un certo punto a scombinarmi le parole e la vita”, come ti ha cambiato e forgiato?

Ho superato tanti ostacoli nella mia vita, tanti muri per stare sempre a galla sia a scuola che nella vita di tutti i giorni, la mia luce sono stati i miei genitori, senza di loro non avrai fatto tutta questa strada, infatti il libro è dedicato a loro.

Oggi riconosco la dislessia come una battaglia che ho vinto, che mi ha reso forte e guerriera, ma ci ho messo molto a capirla, e a capire me stessa, è stato un percorso insieme a lei.

Questo libro parla anche di come nella vita se lo vogliamo veramente nulla è inarrivabile, nulla è impossibile e anche noi dislessici arriviamo dove vogliamo, vero forse con qualche difficoltà in più ma il paesaggio e le soddisfazioni saranno molto più colorate.

Prossimi progetti per il futuro?

Non ho mai saputo risponderti a questa domanda, forse per me è meglio così. Io amo la vita vivo di sensazioni, vivo nel cambiamento, andrò dove la vita mi porta.