Ci piace, ne beviamo, amiamo addentrarci nella conoscenza di diverse tipologie di vino, diverse annate, struttura, aroma, provenienza.

Ma ci sono alcune piccole cose che fanno parte del mondo del vino, della nostra cultura del bere e del nostro approccio ad essa che pochi sanno.

Oggi ti diciamo 10 curiosità e aneddoti sul mondo del vino e sulla provenienza delle nostre abitudini quando lo beviamo. Questi fatti, per quanto possano sembrare inutili all’atto pratico, in realtà sono…. Davvero inutili all’atto pratico. Ma sono divertenti.

E poi, hai idea del figurone che fai quando, durante una cena, tiri fuori dal nulla questi aneddoti mentre si parla di vino?  

Ad esempio, lo sai…

Perché il vino è per lo più venduto in bottiglie da 75 centilitri?

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Ci avevi mai pensato? Perché 75 cl e non un litro?

È colpa degli inglesi (come sempre!). Infatti era l’impero britannico che nei suoi commerci misurava il volume di vino da acquistare e vendere in galloni imperiali (ogni gallone pari a 4.5 litri). Ogni cassa conteneva due galloni, poi divisi in 12 bottiglie

Perché cantine e porta vino sono tali da tenere le bottiglie inclinate? 

 

Non avrai mica pensato che si tratti di una mera questione di design e spazio, vero? 

Le bottiglie vanno conservate in posizione tale da consentire al tappo di sughero di rimanere a contatto con il vino, in modo da restare umido ed elastico, quindi non permettendo l’ingresso di ossigeno nella bottiglia.

La salsa di soia contiene 10 volte gli anti ossidanti del vino rosso.

Il che ci ricorda che se beviamo vino rosso è per piacere, non certo per gli antiossidanti, altrimenti sorseggeremmo salsa di soia.

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C’è stato un tempo in cui il mix di vino e cocaina era una bevanda prelibata

Sentito mai parlare della Coca Vin (o Coca Wine)?

Si tratta di una ricetta alcolica inventata da Angelo Mariani a Parigi nel 1863. Il suo drink fatto con foglie di coca peruviana e vino Bordeaux divenne una bevanda popolarissima, commercializzata come rimedio alla depressione e alla stanchezza e persino al calo della libido. Ottenne lodi ed elogi da Papa Leo XIII, dalla regina Vittoria e, inutile dirlo, da molti artisti dell’epoca tra cui Emile Zola.

Ci furono molte imitazioni, tra cui una bevanda americana ideata da John Pemberton. Ma qui si apre una nuova storia…

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C’era del vino anche nella ricetta originale della CocaCola

Pemberton esportò la sua imitazione della Coca Wine negli USA. Ma lo fece a cavallo del’epoca del proibizionismo, che gli impose di eliminare l’alcol dalla bevanda. Questa, da Coca Wine divenne CocaCola e, trovato un testimonial d’eccezione come Santa Claus, divenne gradualmente ciò che è oggi.

Diciamoci la verità, proibizionismo o no, una bevanda di vino e coca cola non poteva andare avanti a lungo. 

Perché brindiamo urtando i calici?

L’abitudine di urtare i calici prima di iniziare a bere viene dall’antica Roma, quando non era improbabile che qualche ospite simpatico mettesse veleno nelle bevande.

Allora l’urto dei bicchieri era meno delicato e gentile rispetto al nostro (non avevano calici di vetro, ovviamente) affinché le gocce dei calici potessero facilmente contaminarsi e mischiarsi, ad indicare che nessuno dei commensali temeva di bere il vino dal bicchiere degli altri perché nessuno aveva messo veleno da qualche parte. 

Perché diciamo “Cin Cin”?

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Eh già… perché usiamo questo termine che sembra quasi cinese? Forse perché… è cinese. 
Per la precisione ripetiamo una parola che viene al cinese ch’ing ch’ing ( “prego, prego”), che i marinai inglesi negli anni imperiali del fiorente commercio con la Cina, resero come chin chin, portandolo in Europa come saluto confidenziale.

Col tempo, “cin cin” si adattò particolarmente bene al suono dei bicchieri che si toccano.

 Perché diciamo “Alla salute”?

Questo invece proviene dagli antichi greci. L’ospite di un banchetto, per rassicurare i commensali invitati che non sarebbero stati avvelenati, aveva l’abitudine di bere per primo dicendo “Alla salute”.

Pitagora inventò un calice dal cui fondo fuoriusciva il vino

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A proposito di antica Grecia, possiamo dire che la sindrome da bicchiere bucato l’ha in parte inventata Pitagora.

Quando non era alle prese con la matematica e la filosofia, inventava “cose”, fra cui un calice fatto in maniera tale che se riempito oltre un certo limite (da lui ritenuto parsimonioso e ragionevole), il liquido colava dal fondo.

Le donne sono degustatrici migliori

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Se è vero che le donne sono svantaggiate per quanto concerne la produzione di enzimi atti a digerire l’alcol, è anche vero che, per una mera questione biologica, sono più predisposte all’arte della degustazione e all’attività di sommelier: infatti, soprattutto se in età riproduttiva, le donne hanno una maggiore sensibilità agli odori e alle percezione delle sfumature di sapore.

Usa queste chicche di conoscenza insieme ai nostri consigli su 
come conquistare qualcuno (o il mondo intero) con un calice di vino